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Antonio Amodio, tutto sulla sua nuova avventura a Sarno e della Juve Stabia tra rivelazioni e parole di affetto verso la sua città natale.

L'attuale Direttore Sportivo della Sarnese: " L'arrivo di Cacciamani alla Juve Stabia partì da una mia segnalazione alla società. Dispiace sentir parlare male del Direttore Lovisa"

(19/08/2026)

Un figlio di Castellammare di Stabia, che vive di calcio ed è nato nel calcio. Intervista a tutto campo con Antonio Amodio attuale Direttore Sportivo della Sarnese e figlio del grande Roberto, grande bandiera in campo e fuori delle Vespe. Un infinito grazie ad Antonio per averci raccontato della sua vita e aver risposto alle nostre domande.

 

Perché Sarno, avevi un bel po’ di richieste ma alla fine hai fatto questa scelta:

“Quello che mi ha convinto di accettare Sarno è stato l’ambizioso progetto del Presidente, un po’ come lui come la stessa proprietà. Inoltre per me è stata anche una scelta di vita visto che abito in zona ed avere la famiglia vicino aiuta e non poco, però a prescindere da tutto la cosa importante è stata l’ambizione della proprietà e credo che sia una delle migliori oggi in Campania, ci sono ancora margini di miglioramento e si deve lavorare tanto sotto altri aspetti, ma ad oggi credo fermamente che sia stata da parte mia un’ottima scelta e di questo sono contento.”

Con quali obiettivi parte la stagione della Sarnese?

“Gli obiettivi sono quelli di disputare un buon campionato, siamo nel girone G, siamo pronti a fare bene e vogliamo fare bene come accennavo prima la proprietà merita tanto e di conseguenza dobbiamo cercare di dare il massimo.”

Il mestiere di Direttore Sportivo sta diventando ogni anno sempre più impegnativo e difficile e ultimamente anche poco gratificante. Quali i motivi secondo te?

“ E’ vero soprattutto perché siamo tantissimi quindi ad oggi le proprietà, le società, non tutte, ed è un mio personale pensiero, non scelgono per meriti o per competenze. Scelgono  perché ad oggi gli fa comodo avere alle dipendenze direttori sportivi che non intralciano più di tanto i pensieri della società, ripeto non tutte, rispetto a questa cosa essendo io una persona che dice le cose come stanno,  questo oggi può essere un limite, quando ti imponi con le società e le proprietà. Però ripeto oggi sono molto felice di essere a Sarno e spero di fare bene per una società che ha grandi e importanti prospettive.”

Hai però dalla tua una dote importante che è quella dell’intuizione nello scegliere i calciatori e forse non tutti sanno che l’arrivo di Alessio Cacciamani l’anno scorso a Castellammare di Stabia nella Juve Stabia è stata una di quelle? Ci dici come è sviluppata questa situazione?

“ Si hai ragione, non lo sanno tutti, ma ovviamente i principali artefici sanno bene la cosa, poi essendo io non propenso a farmi pubblicità e quindi di conseguenza questa cosa passa in secondo piano e non viene fuori. In pratica ricordando la cosa, parliamo di fine maggio 2025 ed ero in procinto di andare a lavorare con il Torino, conoscevo già il ragazzo ma ebbi l’occasione di vederlo in azione nella finale dell’under 18 contro la Roma in quel di Latina, mi piacque tantissimo in quella gara tanto che seduta stante mandai un messaggio seduta stante all’allora direttore sportivo Matteo Lovisa per dirgli che poteva prendere un calciatore ancora più forte di Fortini, prendendolo ad esempio come giovane interessante. In seguito in quel periodo ebbi la possibilità di stare in ritiro con la prima squadra del Torino e quindi vedendolo da vicino a confronto con giocatori di serie A, ribadii al direttore che si trovava difronte ad un giocatore dalle grandi doti e di sicuro da prendere. La cosa poi fù segnalata anche all’allora presidenza e poi tutto fù opera di Lovisa che lo vide più di una volta da vicino e al di la della mia segnalazione ma fidandosi idi me portò alla Juve Stabia quello che poi tutti abbiamo ammirato l’anno scorso e che ad oggi è oggetto del desiderio di squadre di massima serie.”

La passione per il calcio per te è questione di famiglia, il tuo papà Roberto è stata un’autentica bandiera alla Juve Stabia, calcando nella sua prestigiosa carriera anche campi della massima serie, è un tuo punto di riferimento vi scambiate idee e pensieri sul calcio?

“Si in effetti io sono nato proprio nel mondo del calcio, con mio padre mi confronto, parliamo spesso, anche se oggi il calcio è cambiato rispetto ai suoi tempi, però mio padre è un grande conoscitore di calcio, sa vedere bene i giovani e ha fatto di sicuro il calcio vero. Quest’ultima cosa non la dice mai perché è una persona umile ma ha fatto veramente il calcio vero e di conseguenza ti dico si, è un gran punto di riferimento per me.”

Proprio nella passata stagione era a capo del settore giovanile della Juve Stabia, ti aspettavi un suo allontanamento dalla società della sua città?

“ Al di là di tutto mio padre l’ha presa con molta filosofia, purtroppo poi quando sei di Castellammare ci rimani un po’, devo dire che poi non è successo solo  a lui, è capitato anche al Team Manager Pino Di Maio, che in questi anni ha sempre fatto un grande lavoro, però purtroppo in quel momento la società precedente ha dovuto seguire delle indicazioni ed è successo quello che è successo, tra l’altro conseguenze che hanno colpito anche me che ero in procinto di arrivare in una società di Serie C, ma per delle cose totalmente lontane dalla realtà ha portato a stoppare alcune carriere. Ripeto, tornando a parlare di mio padre, che è conscio di aver vissuto un momento particolare della società,  rimane un grande tifoso della Juve Stabia e sicuramente questi allontanamenti li hanno pagati persone che non lo meritavano.”

Un tuo personale giudizio sulla Juve Stabia di quest’anno e un tuo pensiero sul prossimo campionato di Serie b?

“Innanzitutto auguro il meglio alla Juve Stabia perché in primis sono un tifoso delle vespe , hanno cambiato quest’anno totalmente modo di giocare passando dagli ultimi due anni con il 3-5-2 prima di Pagliuca e poi con Abate, ad un allenatore Pietro De Giorgio, che gioca con la difesa a quattro e quindi in modo totalmente diverso. Questo potrebbe essere un rischio ma gli auguro il meglio anche perché è un buon allenatore anche se ha allenato solo a Potenza però gli auguro di fare bene anche perché Castellammare di Sabia è una grande piazza e gli auguro il meglio. Per Quanto riguarda la Serie B in generale è un campionato che di anno in anno si fa sempre più difficile, perché ormai investono tutte le squadre e pensare che un budget minimo si aggira sui 10mlioni d euro, questo fa capire come diventa sempre più livellato e come di conseguenza diventa difficile raggiungere i propri obiettivi. Quello per la Juve Stabia è di sicuro importante mantenere la categoria e poi ovviamente da tifoso mi auguro che possa arrivare presto ai vertici del calcio italiano ma con umiltà.”

Un saluto a Castellammare di Stabia e ai suoi tifosi

“  MI auguro che Castellammare possa crescere sotto tutti i punti di vista, nel sociale, nel turismo, sono cresciuto a Castellammare e ai tifosi posso dire di stare tranquilli, uniti e gli auguro il meglio possibile.”

C’è un nuovo Cacciamani o comunque un altro giovane che pensi sia pronto per il calcio dei grandi?

“ Mi aspettavo molto da Silva, sempre del Torino e che era con me a Crotone, però poverino ha avuto un infortunio due anni fa e quest’anno non si è potuto consolidare. Però sono sicuro che quest’anno farà benissimo  a Mantova e conto di vederlo presto in serie A. Poi ancora del Torino posso parlarti di un 2008 che si chiama Patrick Odendo, un attaccante esterno, che secondo me è di sicuro un prospetto che ha tutto per arrivare in massima serie , augurandomi che possa fare la differenza a me qui con la Sarnese per poi spiccare il volo.”

Un tuo personale ricordo legato alla Juve Stabia e un augurio per  la prossima sragione.

“ Ho ricordo belli e brutti come la finale persa con il Savoia ad Avellino, quella vinta contro la Cisco Roma al Flaminio, quando mio padre era dirigente. Da Dirigente contro ho perso un anno con il Giugliano, l’anno successivo ci fu un pareggio, facendo sempre buone partite. La Juve Stabia è la squadra della mia città sono tifoso e auguro sempre il meglio.”

Poi un pensiero di Antonio Amodio sulle ultime vicissitudini legate all’ex d.s. Matteo Lovisa

“ Leggo e ascolto negli ultimi tempi scortesie verso Lovisa che credo non le merita nella maniera più assoluta, anche perché lo stesso d.s. ha fatto miracoli a Castellammare, ha fatto un gran lavoro specialmente nell’anno della serie C, quando ha dovuto rifondare tutto. Quindi sentir parlare male di un  dirigente che ha fatto la storia della Juve Stabia, si deve un attimo riflettere su tutto perché, tutti possono sbagliare come  posso sbagliare anche io, tutti possiamo sbagliare, ma di sicuro non facciamo errori a discapito delle proprietà. Avendo Lovisa tre anni di contratto di  sicuro quando ha fatto mercato sia a Gennaio che a Giugno non credo che pensasse di andare via e sicuramente non ha firmato lui i contratti. Ricordiamo anche le grandi plusvalenze che ha fatto con Adorante, forse lo sarà con Correia, con Giorgini che lo ha poi ripreso al Sud Tirol, però alla fine la Juve Stabia ha fatto la plusvalenza . Ripeto credo che Matteo Lovisa non merita tutta questa gogna mediatica perché ha fatto benissimo e gli auguro anche a lui il meglio e capisco bene anche la sua scelta di Bolzano per avvicinarsi a casa, un po’ come parlavo di me che piace stare al sud e vicino alla famiglia, lo stesso discorso vale per lui, non è stata una scelta legato a null’altro.”

foto fonte Sarnese Calcio

A cura di Giovanni Donnarumma

 






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