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Stop al bullismo!(28/02/2019)
Ambito di intervento "Affettività" Articolo a cura di Danilo Cioffi - classe V M Il termine "bullismo", purtroppo, è sempre più in voga nella società contemporanea ed è un fenomeno che, dopo il boom di casi registrati nell'anno 2006/2007, continua ad imperversare. Il luogo nel quale si manifesta maggiormente è il contesto scolastico, soprattutto durante il tempo dedicato all'intervallo e alla mensa, in particolare quando si verifica il confronto tra ragazzi ed il controllo dei docenti risulta minore. Bisogna ricordare che nonostante la scuola sia un luogo di istruzione, nel quale insegnare la pacifica convivenza civile e il rispetto delle regole, oggigiorno, essa diventa, spesso, terreno fertile per lo sviluppo del bullismo, in tutte le sue forme di prepotenza e prevaricazione. La caratteristica principale dell'individuo definito "bullo" è, infatti, l'aggressività, che lo porta ad un bisogno costante di dominare gli altri. Egli si dimostra spesso impulsivo ed è perennemente concentrato sulla necessità di esaudire i propri desideri, a discapito degli altri. Esiste anche la categoria dei cosiddetti "bulli passivi" ossia quelle persone che non partecipano direttamente alla messa in atto di comportamenti denigratori e violenti ma che appoggiano l'azione del bullo, pur di essere considerati parte del branco e non vittime. Il silenzio, l'omertà e la segretezza di costoro sono tra i più significativi elementi che potenziano e accompagnano i comportamenti di bullismo, assecondandone le deplorevoli finalità. Altra figura che viene a caratterizzarsi è quella della cosiddetta "vittima" cioè l'individuo più debole e sensibile, che viene scelto e maltrattato dal bullo; nel dettaglio eistono due forme di bullismo: bullismo verbale e il bullismo fisico. Nel primo caso, la vittima viene umiliata attraverso insulti, sarcasmo e derisione; nel secondo caso, invece, si verifica un vero e proprio contatto, sotto forma di calci, pugni, spintoni etc, e riguarda principalmente la categoria maschile. Le vittime, quando vengono attaccate, non sempre riescono a reagire: troppo spesso, infatti, per paura e vergogna, non denunciano quanto accade e si chiudono in se stessi, soffrendo in silenzio. Per riuscire a prevenire lo sviluppo e la diffusione di questo fenomeno, l'arma migliore è il dialogo continuo: bulli e vittime sono, infatti, entrambi portatori di un disagio interiore che deve essere compreso e affrontato con l'aiuto delle famiglie, degli insegnanti e di persone esperte. Numerosi, infatti, sono gli studi accurati del fenomeno e della sua evoluzione, presentati nel corso di incontri e convegni, nell'ambito dei quali si cerca di trovare gli strumenti più idonei e di mettere in campo le azioni e le strategie più adeguate per intervenie in maniera efficace e porre freni a questi comportamenti lesivi. |
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