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La Campania e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile - il Rapporto ASviS

(15/12/2020)

Rapporto ASviS: migliorano la sicurezza alimentare, la salute e il benessere, la parità di genere, la produzione e consumo responsabili e la giustizia e le istituzioni solide. Peggiorano la lotta alla povertà,  i servizi igienico-sanitari e il lavoro dignitoso e la crescita economica.

La Citta Metropolitana di Napoli: con riferimento ai target al 2030, raggiungerà quello relativo all’efficienza delle reti idriche. Si allontana, invece, dai target relativi agli incidenti stradali e trasporto pubblico locale.

Roma, 15 dicembre 2020 – Nasce il Rapporto ASviS “I territori e lo sviluppo sostenibile”. Uno strumento innovativo per misurare e analizzare il posizionamento di Regioni, Province, Città metropolitane e aree urbane rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030, verificando l’andamento dei diversi territori verso la sostenibilità economica, sociale e ambientale. Lo studio, pubblicato oggi, intende stimolare il processo di “territorializzazione dell’Agenda 2030”, suggerito dall’Onu, dall’Ocse e dalla Commissione europea, proprio mentre il Governo elabora il Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e si predispone l’accordo di partenariato per i fondi europei destinati ai diversi territori italiani.

La Campania e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile – Il Rapporto registra progressi per la Lotta alla fame (Goal 2), per Salute e benessere (Goal 3), per Consumo e produzione responsabili (Goal 12) e per Pace, giustizia e istituzioni solide (Goal 16). La situazione, invece, peggiora in modo particolare per la Lotta alla povertà (Goal 1), per Acqua pulita e servizi igienico-sanitari (Goal 6) e per Lavoro dignitoso e crescita economica (Goal 8). Nello specifico, per il Goal 2 è positiva la riduzione dell’uso di fertilizzanti e fitosanitari (rispettivamente -7,6% e -14,9% rispetto al 2010) e dagli aumenti delle coltivazioni biologiche (+10,2%) e della produzione per unità di lavoro nelle aziende agricole, quasi raddoppiata tra il 2011 e il 2015. Il Goal 3, invece, migliora per via della riduzione del tasso di mortalità (-9,0% dal 2010 al 2018), di una minor quota di popolazione che fuma (-6,6%) e della quota di persone che non praticano nessuna attività fisica (-6,0%). Importante poi sottolineare che di fianco a questi progressi nella Regione è diminuita del 40% la disponibilità di posti letto nei presidi residenziali. I riferimento al Goal 12, la situazione migliora per via dell’aumento della raccolta differenziata e della quantità di rifiuti prodotti a livello pro-capite.

Tra gli aspetti che dall’analisi risultano essere particolarmente negativi, il Goal 1 registra un aumento delle persone che si trovano in condizione di grave deprivazione materiale (+6,3% dal 2010 al 2018). Per il Goal 6, invece, peggiorano l’efficienza idrica e la fiducia delle famiglie nella qualità dell’acqua corrente (-3,9% rispetto al 2010), mentre sul Goal 8 raddoppia la quota di part-time involontario e diminuiscono del 13,8% gli investimenti fissi lordi rispetto al PIL.

Con riferimento al raggiungimento degli Obiettivi al 2030, la regione presenta andamenti promettenti rispetto ai target relativi alla quota di coltivazioni biologiche, alla qualità dell’aria e alle aree marine protette. Contrariamente, segnali negativi arrivano dai target relativi al rischio di povertà, all’efficienza idrica, all’uso di fertilizzanti (la cui distribuzione diminuisce rispetto al 2010, ma torna a crescere nel 2015), ai feriti per incidenti stradali (che diminuiscono rispetto al 2010, ma aumentano nel 2016) e ai posti-km offerti dal trasporto pubblico (-37,5% rispetto al 2010).

La Città Metropolitana di Napoli e lo sviluppo sostenibile – A differenza della tendenza regionale, la Città metropolitana di Napoli registra un andamento estremamente positivo nell’ambito del Goal 6, e in particolar modo per via di un aumento dell’efficienza idrica (+8,8% tra il 2013 e il 2018).  Contrastanti appaiono i risultati per il tasso di laureati (Goal 4) e i superamenti del valore limite giornaliero previsto per le PM 10 (Goal 11). Il primo indicatore misura un andamento positivo (+9,2%) tra il 2004 e il 2019, ma negativo tra il 2014 e il 2019, mentre il secondo evidenzia un andamento molto negativo tra il 2006 e il 2018.

Negativi poi i trend relativi alla differenza di genere nel tasso di occupazione (Goal 5), alla quota di energia da fonti rinnovabili (Goal 7) e al consumo di suolo (Goal 15), che, se confermati, determineranno un allontanamento moderato dai relativi Obiettivi. Ancor più negativa appare la situazione in merito al tasso di occupazione nel Goal 8 (-4,5% tra il 2004 e il 2019), ai rifiuti urbani prodotti nel Goal 12 (+19 kg per abitante tra il 2013 e il 2018) e all’affollamento degli istituti di pena nel Goal 16 (+6,6% tra il 2014 e il 2019).

Infine, grosse criticità vengono evidenziate per il numero di feriti per incidente stradale nel Goal 3 (+2,8% per 10.000 abitanti tra il 2014 e il 2019) e per il trasporto pubblico nel Goal 11 (-1.430 posti-km per abitante tra il 2004 e il 2018, di cui 122 tra il 2013 e il 2018).






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