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Il gioco d'azzardo: la “droga del nuovo millennio”(30/04/2019)
Ambito di intervento "Dipendenze" Articolo a cura di Sabrina Frioni - classe V M Il gioco d’azzardo viene definito “la droga del nuovo millennio” perchè risulta sempre più alto il numero di coloro che diventano vittime di questa ossessiva frenesia di spendere soldi, alla ricerca di una vincita considerata sempre possibile e necessaria. Il gioco d’azzardo, infatti, non coinvolge solo gli adulti ma anche anziani e giovani ragazzi, spesso alla ricerca di un semplice passatempo, che possa rendere più interessante e competitiva la propria vita. Secondo un recente studio, nell’anno 2018, il denaro ricavato dal gioco d’azzardo in Italia ha raggiunto una cifra pari a 96 miliardi di euro, che è andata ad incrementare significativamente le casse dello Stato, che punta molto sulla propaganda, promuovendo campagne pubblicitarie profonfamente enfatiche, che promettono vincite milionarie, in grado di rivoluzionare l'esistenza di qualsiasi uomo. In realtà, si tratta spesso di semplice "fumo negli occhi" perchè le effettive speranze di accaparrarsi premi importanti sono minime e soprattutto cozzano con le reali aspettative. Inoltre, con il passar del tempo, può accadere che si faccia strada nella mente umana uno stato di eccitazione talmente irrefrenabile da poter essere appagato solo attraverso il gioco di somme sempre maggiori ad intervalli sempre più ravvicinati. In tal modo si inizia a parlare di gioco d’azzardo patologico, ossia di “ludopatia” perchè appena si vince qualcosa, si ritenta la giocata e si riprova senza preoccuparsi del rischio di perdere tutti i soldi a disposizione, perchè la tentazione è sempre più forte. Il gioco d’azzardo, dunque, è una forma di dipendenza che può generare conseguenze piuttosto serie sia sulla salute sia sull’equilibrio mentale dell'individuo: un giocatore, infatti, diventa patologico nel momento in cui non riesce a frenare gli impulsi e quando sviluppa una forte tensione emotiva ed una incapacità, parziale o totale, di maturare un pensiero riflessivo e logico, che possa limitarne i comportamenti dannosi. La dipendenza sviluppata, inoltre, porta il giocatore ad isolarsi da tutto, dalla famiglia, dagli amici e dagli impegni lavorativi; gli individui interessati nascondono il loro problema e non chiedendo aiuto perché fanno fatica ad essere realisti ed ammettere la dura verità. Per riuscire ad uscire da questo "buio tunnel", occorre rivolgersi ad un centro specializzato, che sia in grado di valutare l’entità del problema e progettare un intervento mirato, La "vittima" del gioco d'azzardo, infatti, non va abbandonata a se stessa ma sostenuta nel suo percorso progressivo verso la guarigione.
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