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Castellammare di Stabia. Il sindaco Cimmino:" E' giunta la relazione. Non siamo soddisfatti, il nostro ospedale non è una struttura ad uso privato"

(07/04/2020)

La relazione che avevamo richiesto a gran voce è arrivata. Ma non siamo minimamente soddisfatti e l’operazione verità andrà avanti per il bene di tutti: cittadini e operatori sanitari. Non riusciamo a capire il perché il nostro ospedale continua ad essere “trattato” come una struttura ad uso privato. L’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia è un bene di tutti, è posto alla salvaguardia di tutti e tale deve essere.

Il caso della partoriente è il punto da cui siamo partiti nel corso dell’emergenza per chiedere chiarezza e trasparenza. Abbiamo proseguito dopo le denunce dei sindacati pretendendo di sapere cosa stava accadendo. E come presumevamo nulla sta andando come dovrebbe. Sono sette gli operatori contagiati. Già uno sarebbe stato troppo. Ma andiamo con ordine.

Dunque il direttore sanitario dell’ospedale San Leonardo finalmente ci ha scritto. Il dottor Mauro Muto ci ha relazionato in merito a quanto accaduto nella struttura. Lo diciamo fin da subito: non ci basta, non ci può bastare. I quesiti rimasti senza risposta sono troppi.

Partiamo dal caso del ricovero della partoriente risultata positiva al coronavirus e cominciamo con l’affermare un dato importantissimo: la bambina sta bene e non ha contratto il Covid-19. Non solo. Scrive Muto che “in merito all’esito dei tamponi effettuati al personale in servizio, venuto a contatto con la suddetta paziente, posso comunicarle che sono tutti risultati negativi”.

Un sospiro di sollievo per una storia che ha tenuto col fiato sospeso un intero comprensorio. Ma questo, come già detto, non può bastarci. Se qualcuno ha messo a rischio il personale sanitario bisogna procedere di conseguenza. Dall’ospedale affermano che “si può ritenere che la procedura eseguita, data l’eccezionalità del caso e l’urgenza imposta dal travaglio avanzato della paziente, sia stata l’unica possibile al fine di tutelare l’interesse primario, cioè la vita della mamma e della bambina, non tralasciando il rispetto il rispetto e la salvaguardia della difesa a tutela della salute di tutti i dipendenti-lavoratori che a vario titolo hanno avuto contatti con la paziente”.

Una relazione tardiva e da approfondire senza fermarci, a tutti i livelli. Le notizie che ci preoccupano sono anche altre, ed è bene che la cittadinanza sappia. Con quello che reputo un gravissimo ritardo, in quanto ci è stato comunicato ufficialmente dopo l’allarme proveniente da stampa e sindacati, sappiamo che sette operatori sanitari sono risultati positivi al coronavirus. Sette persone esposte in prima linea ogni giorno per garantire la nostra salute e la nostra sicurezza. Chi doveva garantire la loro di sicurezza non lo ha fatto? Mi sarei aspettato di ricevere un report dettagliato con gli esiti dei tamponi effettuati a tutto il personale dell’ospedale San Leonardo, come richiesto già il 20 marzo e con successivi solleciti. Ma questi dati, a quanto pare, restano ancora avvolti da un misterioso velo silenzio.

Agli operatori va l’augurio di combattere e sconfiggere presto la malattia. Avevamo chiesto di relazionarci in merito al rispetto delle procedure di tutela della salute di personale e pazienti. I vertici del San Leonardo rispondono sicuri: “Nonostante lo stato di emergenza in corso e l’enorme mole di lavoro e stress a cui tutti gli operatori sono sottoposti, ma che comunque non sottrae agli ammalati una assistenza di alta professionalità e disponibilità” si continuano ad applicare “tutte le indicazioni utili e finalizzate alla tutela in sicurezza della salute dei pazienti e di tutti gli operatori impegnati”.

Su tutta questa vicenda, però, continuo a nutrire forti dubbi. Quanto denunciato dai sindacati e direttamente a me dai cittadini deve essere chiarito in termini di responsabilità. Non può non emergere il forte contrasto tra le parole dei vertici e la realtà descritta da chi quei corridoi e quelle sale li vive e li percorre lottando contro il coronavirus ogni giorno. È per questo che come autorità sanitaria continuerò a chiedere chiarezza e trasparenza e risposte immediate, a partire dall’esito di tutti i tamponi effettuati nell’ospedale. La salute di tutti i miei cittadini è in gioco.
 






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