Vico equense il progetto di riqualificazione di Marina di Aequa finisce nel mirino delle autorità di bacino(13/08/2026)
Tensione economico-politica a Vico Equense: il nodo Marina di Aequa tra vincoli di spesa, rischio contenziosi e stabilità idrogeologica
La partita sulla riqualificazione di Marina di Aequa (valore stimato: oltre 15 milioni di euro) travalica i confini della pianificazione urbanistica per trasformarsi in un potenziale rischio sistemico per le casse del Comune di Vico Equense.
L'intervento dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale, sollecitato dall'azione del senatore Orfeo Mazzella, accende i riflettori su un modus operandi amministrativo che rischia di generare passività passive per l'ente locale e incertezze per gli investitori privati.
Messa in mora e assenza di pareri: i nodi procedurali
Dalla risposta ufficiale dell'ente di tutela ambientale emerge una criticità sostanziale sul piano della compliance normativa: nessuna verifica di compatibilità o richiesta di parere preventivo è stata trasmessa dall'amministrazione comunitaria o dai promotori dell'opera.
Una lacuna procedurale di peso, considerando che l'intervento insiste su aree sottoposte ai massimi vincoli di rischio idrogeologico:
Classificazione P3: elevato trasporto solido e criticità idraulica.
Zone R4: rischio molto elevato per l'incolumità pubblica.
L'Autorità ha quindi attivato le procedure di messa in mora, imponendo al Comune l'invio immediato dell'intero fascicolo progettuale.
La variabile costi: l'incognita della copertura del Rivo d'Arco
Al centro del dibattito economico-infrastrutturale c'è la prevista copertura della foce del Rivo d'Arco per la realizzazione di una piazza pedonale. Un intervento che, in assenza di adeguate opere di mitigazione idraulica e da mareggiata, rischia di rivelarsi tecnicamente e finanziariamente insostenibile.
L'analisi finanziaria del senatore Mazzella:
"Ripianare o coprire un corso d'acqua a rischio idraulico elevatissimo implica la realizzazione di imponenti opere integrative. Senza questi interventi speciali il rischio inondazione è concreto, ma la loro inclusione farà lievitare i costi ben oltre i 15 milioni di euro preventivati, ponendo un'incognita sulla sostenibilità del piano economico-finanziario per i privati."
Rischio default programmatico e contenziosi per il bilancio comunale
L'aspetto più critico sotto il profilo politico-economico riguarda la ripartizione del rischio tra pubblico e privato:
Sostenibilità dell'investimento: L'eventuale lievitazione dei costi per la messa in sicurezza potrebbe spingere i soggetti privati al ritiro dal project financing o dalla concessione.
Rischio contenzioso: L'eventuale blocco dell'iter per motivi di tutela dell'incolumità pubblica esporrebbe il Comune a richiami di responsabilità amministrativa, con il concreto rischio di penali e risarcimenti milionari.
Impatto sui contribuenti: Un eventuale dissesto o contrazione di passività impreviste ricadrebbe direttamente sulla bilancia fiscale della comunità locale.
Gli sviluppi istituzionali
La vicenda si sposta ora sul piano della vigilanza governativa e ministeriale. Il senatore Mazzella ha confermato l'intenzione di mantenere attiva la pressione istituzionale presso il Ministero dell'Ambiente e la stessa Autorità di Bacino.
L'obiettivo dichiarato è garantire che le logiche di sviluppo economico e le procedure d'urgenza non vadano a discapito della trasparenza amministrativa, della sicurezza del territorio e, soprattutto, della stabilità dei conti pubblici.

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