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Vesuvio Pride – Destra attacca, sinistra risponde

D’Apuzzo: “Trentamila euro buttati per un’altra festicciola”, rispondono i Giovani Democratici e Tonino Scala

(09/08/2025)

A cura di Mario Ricci.

Recentemente, il comune di Castellammare di Stabia ha deciso di patrocinare il Vesuvio Pride e di fornire alla manifestazione tutti i mezzi per una buon riuscita: una spesa che può ammontare fino a 30 mila euro.

La marcia partirà alle ore 17 del 20 settembre da Marina di Stabia verso Piazza Giovanni XXIII, passando per la villa comunale e dalle 19 a mezzanotte, presso la banchina di Zì Catiell, ci sarà un evento legato alla manifestazione con esibizioni, talk e video tematici.

Mario D’Apuzzo attacca:

“Trentamila euro buttati per un’altra “festicciola”, tra slogan arcobaleno e autocelebrazione, mentre restano irrisolti problemi enormi: strade dissestate, scuole abbandonate, giovani che fuggono, turismo che langue”.

Il problema dell’omotransfobia quindi sembra poter passare, per il consigliere comunale, in secondo piano visto che si parla di “sprechi”: eppure nessuno ha detto di ignorare i “problemi enormi”, anzi anche questi sono da risolvere ed è per questo che bisogna portare avanti battaglie sia legate alla situazione di Castellammare sia battaglie “culturali”, per dare agli stabiesi sia una rigenerazione del territorio sia una rigenerazione culturale.

Quindi sembra che il consigliere abbia commesso una falsa dicotomia, fallacia logica molto grave per chi riveste cariche politiche.

Giovani Democratici: “sostenere il Pride è un investimento educativo”

“Sminuire un evento che celebra uguaglianza, rispetto e libertà significa negare il suo significato più profondo e il suo ruolo nella crescita culturale e civile della nostra comunità. A chi sostiene che queste battaglie siano ormai superate, ricordiamo uno degli episodi che qui, a Castellammare, non possiamo dimenticare: nel 2021, due ragazzi furono aggrediti in pieno centro solo per essersi scambiati un bacio. [...] Sostenere il Pride è soprattutto un investimento educativo. È un'occasione per insegnare alle nuove generazioni che ciò che viene percepito come "diverso" è in realtà solo un altro modo di amare e di essere sé stessi. [...] Le bandiere arcobaleno che sventolano in piazza non sono un ornamento estetico: sono la prova che Castellammare non cede alla paura, che non accetta di tornare indietro.”

In questa risposta si sottolinea, quindi, l’importanza del Pride come manifestazione di rispetto per la comunità LGBT, sottolineando che Castellammare non è estranea al problema dell’omofobia e il significato dietro le bandiere arcobaleno.

Tonino Scala: “definire “carnevalata” il Pride è un’espressione di cattivo gusto”

Tonino Scala, segretario regionale di Sinistra Italiana, afferma che la critica in politica “è legittima e persino

necessaria” ma “Le parole hanno un peso. E chi le parole le sa usare dovrebbe soppesarle, soprattutto quando si rivolge a una comunità che, storicamente, ha dovuto lottare per ottenere diritti e riconoscimento".

Scala continua: “Definire “carnevalata” il Pride, come ha fatto il consigliere D’Apuzzo, è un’espressione di cattivo gusto, culturalmente al ribasso e figlia di un’ignoranza – spero inconsapevole – rispetto alla storia e alle ragioni profonde di una manifestazione come questa.” Infatti se si considera la storia travagliata di questa manifestazione si può concordare che “Il Pride non è un travestimento folcloristico, ma il frutto di decenni di battaglie civili, nate per rivendicare dignità, libertà e uguaglianza di fronte a discriminazioni, violenze e marginalizzazione.”

Scala prosegue parlando nello specifico della città di Castellammare, difendendo la sua storia di accoglienza, libertà e rivendicazione dei diritti; conclude precisando che i fondi utilizzati sono per garantire maggiore sicurezza che, per una città che ha le caratteristiche sopra elencate, dovrebbe essere “il minimo sindacale”.

In questa risposta si evidenzia l’indelicatezza di D’Apuzzo e chiarimento sull’utilizzo dei fondi che saranno spesi, oltre un ripasso della storia delle lotte della comunità LGBT.

Intersezionalità: espandere il Pride alle altre categorie

L’intersezionalità è una teoria secondo cui tutte le lotte sono collegate ed è dovere di tutti svilupparle creativamente.

In questo caso il Pride, pur essendo principalmente una manifestazione LGBT, include anche le lotte contro la misoginia, il razzismo, l’abilismo e lo sfruttamento.

Quindi, coloro che riescono chiudere gli occhi davanti alle discriminazioni omotransfobiche, comunque possono scendere in piazza per lottare per le altre categorie, anzi sarebbero ipocriti verso il loro stesso perbenismo.

Sarebbe bello vedere nella stessa piazza la bandiera arcobaleno, la gruccia e falce e martello.






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