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Il mare di pochi, le spiagge di nessuno: il blitz di Borrelli a Vico Equense fa saltare i soliti "tappi"

(20/07/2026)


Di chi è il mare? A leggere il Codice della Navigazione e la Costituzione italiana, la risposta dovrebbe essere immediata: è di tutti. Ma provate a fare una passeggiata in Penisola Sorrentina, armati solo di asciugamano e tanta pazienza, e vi accorgerete che la teoria giuridica si infrange drammaticamente contro le inferriate, i tornelli e i "controllori" di Vico Equense.

Negli ultimi giorni la polemica è esplosa di nuovo, violenta e inevitabile. Il teatro dello scontro è la costa di Vico Equense, con epicentro lo Scrajo e le spiagge della frazione di Seiano. L’innesco? Il blitz mediatico (e politico) dell’onorevole Francesco Emilio Borrelli, giunto sul posto per denunciare quello che da anni i cittadini bisbigliano o gridano inascoltati: l'accesso al mare, in troppi tratti, è di fatto negato, condizionato o trasformato in un percorso ad ostacoli per chiunque non intenda pagare "il pizzo" della sedia a sdraio o del passaggio privato.

Il cortocircuito dello Scrajo e il "muro" di Seiano
Lo Scrajo è forse il simbolo perfetto di questo paradosso: una meraviglia naturale dove la roccia cade a picco sul blu e le sorgenti sulfuree incontrano il sale. Ma arrivarci da "libero cittadino" senza passare per i corridoi del lido privato sembra un'impresa degna di una corsa a ostacoli. Non va meglio a Seiano, dove la pressione delle concessioni balneari e la gestione della viabilità rischiano ogni estate di ridurre gli spazi pubblici a miseri fazzoletti di sabbia, spesso relegati negli angoli meno accessibili e peggio serviti.

Il punto non è demonizzare la gestione privata dell'accoglienza turistica, che da sempre rappresenta un motore economico fondamentale per la Penisola. Il punto è un altro: dove finisce il diritto d'impresa e dove inizia la prepotenza sul bene comune?

La legge parla chiaro: l'accesso alla battigia deve essere garantito a tutti, a titolo gratuito, per il semplice transito e per il raggiungimento del mare. Eppure, in troppi punti del litorale campano, si è consolidata la convinzione che la concessione equivalga a una sovranità assoluta. Si alzano cancelli, si mettono guardiani, si impongono balzelli mascherati da "servizi". E chi protesta si sente dire il classico: "Qui è privato, vada da un'altra parte". Ma un'altra parte, semplicemente, non c'è.
Lo scontro con il Sindaco: spettacolarizzazione o difesa del territorio?
Il blitz di Borrelli ha naturalmente scatenato la reazione del Sindaco di Vico Equense e dell'amministrazione comunale. La replica dell'amministrazione scatta immancabile ogni volta: si accusa il parlamentare di cercare la solita "spettacolarizzazione", la "passarella mediatica", minando l'immagine di un territorio che vive di turismo e accoglienza.

Ma parliamoci chiaro: se serve la claque mediatica di un parlamentare per accendere i riflettori su un cancello chiuso, significa che la politica locale ha fallito.

Inutile rifugiarsi nei cavilli burocratici o scandalizzarsi per i toni gridati delle dirette social. Il Sindaco e le istituzioni locali non possono continuare a fare gli equilibristi tra le esigenze dei concessionari balneari e i diritti dei cittadini. Un'amministrazione lungimirante dovrebbe essere la prima a vigilare, ad abbattere gli abusi, a rivendicare gli spazi pubblici, anziché ergere barricate difensive quando qualcuno denuncia lo stato delle cose.

Il mare non è un club privè
La questione delle spiagge di Vico Equense non è una semplice lite balneare di mezza estate: è una battaglia di civiltà. Continuare a privatizzare ogni metro di costa significa trasformare la bellezza in un privilegio per pochi facoltosi, espellendo i residenti, le famiglie, i giovani e chiunque non possa permettersi i prezzi stellari dei lidi privati.

Se la risposta delle istituzioni continuerà ad essere il rimbalzo delle responsabilità e la tutela dell'interesse privato a scapito di quello pubblico, non ci si si potrà poi lamentare se l'esasperazione dei cittadini aumenta. Il mare appartiene a tutti. È ora che Vico Equense, e tutta la Penisola Sorrentina, aprano davvero quei cancelli. Non per Borrelli, ma per il rispetto delle leggi e della dignità pubblica.

 

 

 






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