(06/12/2025)
Nell’estate 2025 un gruppo della maggioranza municipale — Base Popolari e Democratici e Progressisti (BpDP) — ha pubblicato un documento di contestazione nei confronti dell’amministrazione Vicinanza. Le critiche riguardavano il mancato avanzamento del progetto di riconversione della linea ferroviaria Torre Annunziata–Castellammare–Gragnano in tram leggero, nonché il ritardo nella presentazione del Documento Unico di Programmazione (DUP), vitale per la pianificazione finanziaria e strategica.
Parallelamente, emergono le tensioni interne al centrosinistra locale: già nelle elezioni che portarono Vicinanza al Comune, a contendere la leadership del centrosinistra erano altri due “fronti” legati a figure come Salvatore Vozza e Roberto Elefante.
Non da ultimo, l’inchiesta della DDA che ha investito pezzi del tessuto politico stabiese — con coinvolgimenti anche di candidati alle elezioni — ha aumentato la pressione sull’amministrazione. Alcuni consiglieri di minoranza chiedono che il sindaco chiarisca in Parlamento del “Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica”.
Infine, secondo alcune fonti quotidiane locali, “i big del PD” avrebbero chiesto formalmente a Vicinanza di dimettersi — segno che l’ipotesi di una “rottura definitiva” non è solo rumor di corridoio ma potrebbe essere considerata come opzione reale.
In questo contesto, l’ipotesi del “siluramento” di Vicinanza non appare del tutto campata in aria, anche se non è scontata.
Quanto è probabile uno “scarto” di Vicinanza?
Senza poter disporre di un dato percentuale (troppo variabile), si può ragionare in termini qualitativi:
Fattori che aumentano la probabilità di un distacco del PD da Vicinanza:
Pressione sull’immagine del partito: le questioni legate all’inchiesta DDA e i sospetti che circolano su “contatti ambigui” nella politica locale rendono costoso proseguire con un sindaco esposto — il PD rischia danni reputazionali su scala regionale e nazionale.
Fratture interne alla coalizione l'orale: io malcontento di BpDP e il malumore verso la lentezza su temi urbanistici e infrastrutturali possono facilmente tradursi in un voto compatto per la mozione di sfiducia o in un’implosione della maggioranza.
Volontà di “proteggere” il partito più che il sindaco: se i vertici regionali o metropolitani del PD interpretano la permanenza di Vicinanza come un “peso” sul partito, possono ritenere più conveniente far emergere una leadership alternativa, magari meno divisiva.
Alcune frange del PD — come la segreteria metropolitana — hanno ribadito pubblicamente sostegno a Vicinanza, lodando il suo impegno contro la criminalità e la sua storia come giornalista impegnato.
Anche in consiglio comunale recenti iniziative (per es., la riqualificazione del quartiere Savorito) sono state approvate anche con voti unanimi, segnalando che almeno su certi progetti l’amministrazione conserva ancora capacità operativa.
L’ipotesi di un commissariamento o la nomina di un nuovo segretario cittadino — come già avvenuto in passato — potrebbe rappresentare una “via di mezzo”: salvare l’amministrazione senza buttare fuori dall’arco temporale la coalizione. In passato, quando il segretario cittadino del PD si dimise, si parlò di un commissariamento per “blindare” Vicinanza.
La probabilità di un distacco del PD da Vicinanza — con conseguente richiesta di dimissioni — è moderata-alta (forse intorno al 40–60%, pur ammesso l’impatto delle variabili), a condizione che emergano ulteriori elementi critici (es. nuove rivelazioni giudiziarie, ulteriori divisioni interne, pressione dell’opinione pubblica).
Se non ci sarà un allontanamento netto, le strade possibili sono almeno tre:
1. Ristrutturazione interna della maggioranza - commissariamento locale del PD
Il PD decide di mantenere Vicinanza ma sotto tutela. Viene nominato un commissario o rafforzato il ruolo di segreteria provinciale -metropolitana per controllare candidature, agenda e future scelte amministrative.
Potrebbero diventare più forti i “controlli di fedeltà”: le scelte strategiche (urbanistica, appalti, nomine) passeranno sotto l’egida del partito, riducendo l’autonomia del sindaco.
2. Accordo su un “governo di salvezza civica” , maggioranza allargata
In caso di scollamento del PD, Vicinanza potrebbe tentare di allargare la maggioranza includendo liste civiche, componenti indipendenti, o gruppi non direttamente legati al PD, provando a costituire una nuova base di governo pragmatica.
Ciò richiederebbe compromessi: declinando alcune delle sue visioni più “forti” o riformiste, a favore di una gestione più conservativa e amministrativa.
3. Dimissioni e ricorso al voto anticipato, nuovo candidato del centrosinistra
Se la pressione del partito e delle opposizioni diventa insostenibile, Vicinanza — o il PD — potrebbe optare per dimissioni coordinate. Questo porterebbe a un voto anticipato: opzione rischiosa, ma che per alcuni cartelli interni potrebbe rappresentare un’opportunità di rinnovamento.
Un nuovo candidato — magari uscito dalle anime più moderate del centrosinistra — proverebbe a ricompattare il campo e recuperare credibilità presso l’elettorato.
Le conseguenze di un’eventuale “cacciata” di Vicinanza o di un cambiamento forte nella governabilità comunale sarebbero concrete e importanti:
Incertezza sui progetti infrastrutturali e urbanistici. iniziative come la trasformazione della vecchia linea ferroviaria in tram leggero, la riqualificazione di quartieri (Savorito, centro storico, CMI), il rilancio del porto, o il futuro dello stabilimento Fincantieri — già al centro di dichiarazioni del sindaco sull’importanza strategica del cantiere — rischierebbero di subire rallentamenti o blocchi, con danni reali per la mobilità urbana, l’occupazione, il turismo.
Molti stabiesi che hanno votato Vicinanza con l’aspettativa di “rinnovamento” potrebbero percepire lo strappo come tradimento. Ciò favorirebbe sfiducia verso il PD e verso la politica “tradizionale”, aprendo spazio per forze populiste, movimenti civici, oppure per un voto di protesta.
Ristrutturazione del campo di centrosinistra locale: la scissione o la frattura interna al PD–alleati potrebbe favorire il riemergere di anime alternative: civiche, socialiste, verdi, o di liste indipendenti. Questo ridefinirebbe equilibri e alleanze in vista delle future elezioni, e potrebbe generare instabilità ma anche opportunità di rinnovamento.
Impatto sull’economia e sul tessuto sociale: un’amministrazione debole o in stallo — con progetti infrastrutturali bloccati e incertezze sul porto e su Fincantieri, principale datore di lavoro — rischia di alimentare disoccupazione, scoraggiamento, emigrazione dei giovani, e diminuire l’attrattività turistica.
Un azzeramento improvviso del sindaco o una sostituzione frettolosa con un candidato “di facciata” potrebbe non risolvere i problemi — anzi rischia di crearne di nuovi:
Perdita di credibilità e frammentazione del centrosinistra: se subentra un candidato “calato dall’alto” o imposto dal partito, senza radicamento locale, si rischia di aprire nuove lacerazioni interne.
Vacanza di potere o instabilità amministrativa: in assenza di una coalizione chiara e coesa, la città potrebbe trovarsi in difficoltà a portare avanti le progettualità (PNRR, trasporti, riqualificazioni).
Aumento del rischio di influenza esterna e opacità: periodi di transizione politica possono essere terreno fertile per interessi opachi, clientelismi, o tentativi di condizionamento — in un territorio già segnato da storie di collusioni criminali.
In definitiva, l’ipotesi che il PD “siluri” Vicinanza appare concreta. Le probabilità sono elevate se emergono nuovi elementi giudiziari o se la frattura interna alla maggioranza non viene ricomposta. Tuttavia, una mossa del genere non è priva di rischi: da un lato potrebbe servire a “salvare” l’immagine del partito e creare spazio per un ricambio; dall’altro rischia di generare instabilità, perdita di fiducia da parte dei cittadini e un’interruzione netta di processi già avviati da mesi.
Se il PD vuole farlo seriamente, è necessario che abbia un piano alternativo chiaro e credibile: un candidato con visione strategica e voglia di investire su infrastrutture, lavoro, trasparenza e rigenerazione urbana — non una semplice “rottamazione di facciata”. Altrimenti, la città rischia di pagare un caro prezzo.
