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Comune di Baronissi: “Il Consiglio Comunale approva all’unanimità l’Ordine del Giorno per il riconoscimento dello Stato di Palestina

(20/06/2025)

La Sindaca Anna Petta: “Una marcia silenziosa, un voto condiviso, una voce chiara dalla comunità per la pace e la dignità umana”

È stata una giornata storica per la comunità di Baronissi, non solo dal punto di vista istituzionale, ma soprattutto civile e umano. Il Consiglio Comunale ha scelto con unanime condivisione e senza esitazioni di rispondere a una richiesta sentita e forte proveniente dalla cittadinanza: il riconoscimento dello Stato di Palestina. Un riconoscimento non inteso come un gesto simbolico o formale, ma come un atto politico concreto, frutto di una riflessione approfondita e di un percorso partecipato. A precedere la seduta consiliare, una marcia silenziosa ha attraversato le vie della città. In un clima di profonda partecipazione, senza slogan o grida, si sono sventolati drappi bianchi, simbolo della pace, della dignità umana e della necessità di giustizia. Donne, uomini, giovani, famiglie, amministratori e rappresentanti delle associazioni si sono uniti in un unico, eloquente silenzio, dimostrando che la distanza geografica non può giustificare l’indifferenza davanti alla tragedia umana che si sta consumando. Il corteo ha poi raggiunto la sala consiliare, dove si è tenuta la seduta monotematica del Consiglio Comunale. Dopo un confronto intenso e costruttivo, l’Ordine del Giorno è stato approvato all’unanimità da tutti i consiglieri presenti, senza distinzioni tra maggioranza e opposizione. Il documento rappresenta il risultato di un lavoro condiviso, nato dall’unificazione di una mozione della maggioranza, a firma del Consigliere Serafino De Salvo, e di una risoluzione dei consiglieri di minoranza Marco Picarone e Carmine Santoro. A rafforzare la proposta, una petizione popolare promossa da molte realtà del territorio, tra cui il Comitato “Nostra”, l’associazione “Memoria in Movimento”, i Giovani Comunisti, l’associazione Italia-Cuba e numerosi attivisti e cittadini.

“Non si tratta di una decisione calata dall’alto, né di una scelta improvvisata – ha sottolineato la Sindaca Anna Petta –. Questo è il frutto di un percorso serio, partecipato e trasparente che ha coinvolto l’intero Consiglio Comunale e molte realtà associative della città. La marcia di oggi è stata la manifestazione concreta di questo impegno collettivo. Abbiamo scelto il silenzio per raccontare il dolore profondo del popolo palestinese, e abbiamo scelto l’unanimità per ribadire che davanti a una tragedia umana non possono esistere divisioni. La pace non è un’utopia, ma una responsabilità che tutti dobbiamo assumere con coraggio. Oggi Baronissi ha dato prova di averla compresa fino in fondo.”

Il documento approvato richiama tutte le principali risoluzioni internazionali, dagli Accordi di Oslo al voto del Parlamento Europeo del 2014, fino alla recente risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU del 9 maggio 2024. Viene inoltre sottolineato come oltre 146 Stati membri delle Nazioni Unite abbiano già formalmente riconosciuto lo Stato di Palestina, in linea con la soluzione “due popoli, due Stati”.

Nel testo si denuncia con forza la catastrofe umanitaria in corso nella Striscia di Gaza: circa 60.000 morti, di cui 18.000 bambini, milioni di sfollati, ospedali distrutti, aiuti bloccati, condizioni di vita devastanti. Viene evidenziata la necessità di fermare non solo la violenza, ma anche le cause strutturali dell’ingiustizia, quali l’occupazione militare, la negazione del diritto all’autodeterminazione e l’uso indiscriminato della forza. Il Consiglio Comunale impegna il Governo Italiano a riconoscere formalmente lo Stato di Palestina entro i confini del 1967, con Gerusalemme capitale condivisa, a sospendere ogni forma di supporto militare a Israele, a difendere il ruolo della Corte Penale Internazionale e a promuovere nelle sedi europee e internazionali il rispetto del diritto internazionale umanitario. L’Ordine del Giorno affida inoltre alla Presidente del Consiglio Comunale il compito di diffondere il documento tra la cittadinanza e gli organi istituzionali, mentre il Sindaco è chiamato a farsi promotore di un coordinamento regionale tra sindaci e amministratori per sostenere azioni concrete a favore della pace, dei diritti dei popoli e del rispetto delle convenzioni internazionali. Il dibattito che ha concluso la seduta è stato aperto alla cittadinanza, raccogliendo numerosi interventi, emozioni e riflessioni. Un momento di partecipazione che ha confermato come non sia sufficiente “stare dalla parte giusta”, ma che sia necessario agire con responsabilità, costruendo ponti e dando forza concreta alla parola “pace”.

“A Baronissi abbiamo scelto di essere una comunità responsabile, capace di ascoltare, riflettere e agire. Questo voto unanime rappresenta non un gesto ideologico, ma un impegno concreto verso la giustizia e la pace. Il riconoscimento dello Stato di Palestina è un passo necessario per sostenere il diritto internazionale e difendere la dignità umana. Siamo consapevoli che la nostra voce da sola non cambierà il mondo, ma insieme ad altre potrà contribuire a costruire un futuro più giusto.” A dirlo sono i Consiglieri Comunali dei gruppi consiliari Partito democratico, Anna Petta Sindaco e Uniamoci.

“Il Consiglio Comunale ha dimostrato una maturità e una unità d’intenti straordinarie. In momenti così delicati, il ruolo delle istituzioni locali è fondamentale per dare voce ai valori condivisi dalla comunità. Baronissi si è espressa con coraggio e chiarezza, scegliendo di sostenere la pace, il diritto e la giustizia. La diffusione e la promozione di questo documento non rappresentano solo un obbligo istituzionale, ma un impegno morale che vogliamo portare avanti con determinazione.” A dirlo è la Presidente del Consiglio Comunale, Agnese Coppola Negri.

“Quello che abbiamo fatto oggi – ha concluso la Sindaca Anna Petta – è un atto di civiltà e responsabilità. La storia ci giudicherà anche per ciò che avremo scelto di vedere e di fare. Noi, a Baronissi, abbiamo scelto di vedere, di agire e di restare umani.”






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