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Castellammare di Stabia, il j'accuse di Vicinanza dopo lo scioglimento: «Mani pulite, ma il PD mi ha lasciato solo»

(15/07/2026)


All’indomani della ratifica da parte del Consiglio dei Ministri del secondo scioglimento per infiltrazioni camorristiche in cinque anni, l’ormai ex sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Vicinanza, ha rotto il silenzio. Lo ha fatto nel corso di una tesa ed emozionante conferenza stampa svoltasi nella Sala della Parrocchia di Maria Santissima del Carmine, accolto dal lungo applauso dei sostenitori presenti.

Vicinanza, giornalista ed ex direttore de L'Espresso, ha difeso con fermezza l'operato della sua giunta di centrosinistra (in carica da due anni), rigettando con forza qualsiasi accusa di condizionamento diretto della criminalità organizzata sulla sua amministrazione:

«Non abbiamo ricevuto pressioni dalla camorra. Siamo qui a testa alta, con il volto e le mani pulite. Lascio una città in condizioni migliori rispetto a come l'ho trovata».

L'ex primo cittadino ha poi allargato la riflessione, definendo Castellammare un "caso nazionale" ma sottolineando come la penetrazione della criminalità nella cosa pubblica non sia una prerogativa del Sud, citando anche i casi di Comuni sciolti in Veneto. Vicinanza ha poi contestato l'efficacia stessa dello strumento del commissariamento: «Lo scioglimento risolve davvero il problema? Il vuoto di potere sconfigge la camorra? Io credo di no. Nel vuoto di potere i clan si rafforzano».

La ricostruzione del contesto: uno scontro politico a più livelli
La fine dell'amministrazione Vicinanza non è un fulmine a ciel sereno, bensì il risultato di mesi di fortissime tensioni politiche, indagini della Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) e il lavoro ispettivo di una commissione d'accesso che ha passato al setaccio gli uffici comunali.

1. Il j'accuse di Vicinanza: il "fuoco amico" del PD
Durante la conferenza stampa, il passaggio più duro di Vicinanza è stato riservato ai vertici del suo stesso partito d'appartenenza:

La solitudine politica: Vicinanza ha accusato esplicitamente la segreteria del PD (in particolare le pressioni del segretario regionale Piero De Luca, che già a maggio 2026 ne aveva chiesto il "passo di lato" per scongiurare lo scioglimento) di averlo politicamente abbandonato.

La spaccatura interna: L'ex sindaco ha ringraziato i consiglieri comunali stabiesi del PD che, al contrario dei vertici, gli sono rimasti fedeli resistendo alle pressioni romane e regionali che chiedevano di "lasciarlo morire politicamente".

2. L'ala critica del PD: Sandro Ruotolo e il "peccato originale"
Dall'altro lato del Partito Democratico, l'europarlamentare Sandro Ruotolo e l'area che fa capo alla dirigenza nazionale hanno espresso una posizione diametralmente opposta, evidenziando i segnali d'allarme ignorati:

Il peccato originale della coalizione: Secondo Ruotolo e i suoi sostenitori, la coalizione "oversize" nata a sostegno di Vicinanza scontratasi con le indagini sull'attività di alcuni consiglieri presentava profili di rischio insostenibili.

Le denunce inascoltate: Ruotolo ha ribadito come i rischi legati al "civismo criminogeno" (la proliferazione di liste civiche nate all'ultimo minuto e prive di una vera selezione democratica) fossero stati ampiamente denunciati ma ignorati dal sindaco.

3. L'attacco del centrodestra
Il centrodestra locale ha cavalcato la spaccatura interna del centrosinistra, addossando l'intera responsabilità politica dello scioglimento al Partito Democratico. Secondo le forze d'opposizione, le lotte di potere intestine ai dem e l'incapacità di fare da argine etico hanno finito per paralizzare la città, consegnandola per la seconda volta consecutiva alla gestione commissariale dello Stato.

Il quadro della crisi: due visioni a confronto
Ambito La posizione di Luigi Vicinanza La posizione dei critici (Ruotolo/PD Nazionale)
Pressioni della Camorra Inesistenti sull'azione di giunta; rivendica trasparenza e legalità. Rischi evidenti derivanti da indagini antimafia su consiglieri e alleanze larghe.
Il ruolo dello Stato Lo scioglimento crea un vuoto di potere che rischia di favorire i clan. Lo scioglimento è l'atto necessario per ripristinare la legalità dopo i segnali d'allarme.
Rapporto con il partito Tradito dai vertici del PD per calcoli politici personali e regionali. Il PD ha cercato di salvaguardare la propria integrità etica chiedendo un passo indietro.
La parabola amministrativa di Castellammare di Stabia si chiude così con un nuovo commissariamento e una profonda spaccatura nel centrosinistra campano, i cui strascichi e le cui accuse reciproche sembrano destinati a ridefinire gli equilibri politici locali in vista delle prossime scadenze elettorali.
 






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