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Caso Antiche Terme: Il B&B della Discordia nella Stazione Circumvesuviana

Oltre il "No" della giunta Vicinanza: l'ombra del passato politico, i nodi sulla proprietà delle mura ferroviarie e l'anomalo iter autorizzativo che scuote Castellammare

(31/05/2026)

Il fermo e categorico "No" pronunciato dall'amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi Vicinanza ha squarciato il velo su una vicenda urbanistica e politica che rischia di trasformarsi in una tempesta istituzionale per Castellammare di Stabia. Al centro della contesa c'è la realizzazione di un Bed & Breakfast all’interno della storica stazione della Circumvesuviana "Antiche Terme". Se da un lato la dichiarazione di diniego della giunta comunale pone un argine politico a tutela della destinazione d'uso e del decoro delle infrastrutture pubbliche, dall'altro apre un fronte ispettivo ben più profondo, che scava nei meandri della burocrazia passata e tocca l'intricato intreccio tra affari privati e politica locale.

Il Muro del Comune: Le Ragioni del Diniego

La posizione del sindaco Vicinanza è netta: "L'amministrazione comunale dice no". Una presa di posizione che non si limita ad una mera velleità estetica, ma che intende salvaguardare il valore monumentale e funzionale della fermata "Antiche Terme", snodo cruciale per il rilancio turistico e termale della città. Il parere negativo espresso dall'ente comunale mette in evidenza l'incompatibilità strutturale e urbanistica di una struttura ricettiva di tipo privato all'interno di volumetrie originariamente concepite per il trasporto pubblico e per il servizio ai viaggiatori. Tuttavia, per comprendere appieno la portata del caso, il focus deve necessariamente spostarsi dai titoli dei giornali di oggi alle carte firmate ieri.

La stazione ferroviaria è, per sua natura, un bene legato al pubblico servizio. Com'è stato possibile avviare l'iter per un cambio di destinazione d'uso o per una concessione edilizia così impattante? Il sindaco ha tracciato la linea, ma ora gli uffici comunali sono chiamati a passare al setaccio l'intera documentazione pregressa.

Il Nodo Proprietario e le Ombre sul Passato

Il fulcro dell'intera inchiesta giornalistica, alimentato dai dubbi emersi a margine dei vari articoli pubblicati finora, risiede nella necessità imperativa di verificare la reale proprietà dell'immobile e la legittimità delle autorizzazioni rilasciate in precedenza. La stazione appartiene   al patrimonio di EAV (Ente Autonomo Volturno) o vi sono state concessioni di lungo termine a privati? Ma il dettaglio più scottante, che sposta la vicenda dal piano puramente tecnico a quello politico, riguarda i beneficiari originari di tali titoli autorizzativi.
Secondo quanto emerge dalle ricostruzioni e dalle denunce del dibattito locale, le autorizzazioni primarie per la trasformazione dei locali della stazione in B&B sarebbero state concesse ai fini realizzativi senza pensare alle conseguenze.


Mettendo a confronto i fiumi d'inchiostro versati finora e analizzando l'iter amministrativo, emerge un quadro frammentato che l'amministrazione attuale ha il dovere di ricomporre attraverso una formale due diligence burocratica. Il processo autorizzativo sembra essersi mosso su un binario parallelo rispetto alla pianificazione urbanistica generale del territorio stabiese.

Il diniego espresso dall'amministrazione Vicinanza segna un punto di svolta fondamentale, ma non può rappresentare la parola "fine" su questa vicenda. La città di Castellammare di Stabia, già duramente provata in passato da intrecci opachi tra gestione della cosa pubblica e interessi privati, esige assoluta chiarezza.
Non basta dire "no" alla prosecuzione dei lavori del B&B; è vitale che l'ente comunale, in sinergia con i vertici della Circumvesuviana e dell'EAV, faccia piena luce su come sia stato possibile anche solo ipotizzare la privatizzazione di una stazione pubblica a favore di cerchie familiari protette dalla politica. Solo restituendo la verità storica e amministrativa ai cittadini si potrà davvero voltare pagina e programmare lo sviluppo delle Antiche Terme all'insegna della legalità e del reale interesse collettivo.






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