Allarme sicurezza a Castellammare di Stabia: una città sotto assedio mentre il Comune resta chiuso nel palazzo(26/12/2025) 
Castellammare di Stabia vive un Natale amaro. Mentre le luci illuminano le strade del centro e le famiglie provano a ritagliarsi un momento di serenità, la realtà che emerge dai quartieri è ben diversa: furti, rapine e tentativi di intrusione si moltiplicano, alimentando un clima di paura e sfiducia che attraversa l’intera città.
Un allarme sicurezza che non nasce oggi, ma che esplode con forza sotto le feste, quando le abitazioni diventano più vulnerabili e i cittadini più esposti. A preoccupare, però, non è solo la criminalità diffusa, ma l’assenza di una risposta politica credibile da parte dell’amministrazione comunale, sempre più percepita come distante, autoreferenziale e chiusa nei palazzi del potere.
Una città reale contro una città raccontata
Da una parte c’è la Castellammare reale: famiglie che hanno paura a lasciare casa, commercianti che abbassano le saracinesche prima del solito, anziani che evitano di uscire la sera. Dall’altra c’è la Castellammare raccontata nelle conferenze stampa e nei post istituzionali, fatta di progetti futuri, slogan rassicuranti e annunci che raramente si traducono in soluzioni concrete.
La sensazione diffusa tra i cittadini è che l’amministrazione non ascolti, non intercetti il disagio sociale e non comprenda fino in fondo le dinamiche di una città in sofferenza economica. Perché la sicurezza non è solo una questione di ordine pubblico, ma è strettamente legata a povertà, disoccupazione, marginalità e degrado urbano.
Politiche sociali deboli, prevenzione assente
Negli ultimi anni Castellammare ha visto crescere il numero di giovani senza prospettive, famiglie in difficoltà e quartieri lasciati al loro destino. In questo contesto, parlare solo di repressione è miope. Ma ancora più grave è non fare né prevenzione né repressione in modo efficace.
Mancano presidi territoriali, manca una vera rete sociale, mancano investimenti strutturali nei quartieri più fragili. Le forze dell’ordine fanno quello che possono, ma senza una regia politica forte e una visione chiara, ogni intervento resta isolato e insufficiente.
Un’amministrazione distante dai bisogni reali
Il vero nodo politico è questo: chi governa Castellammare sembra non vivere Castellammare. Le decisioni vengono prese lontano dalle strade, dai vicoli, dalle periferie. Non si cammina nei quartieri colpiti dai furti, non si ascoltano i commercianti esasperati, non si dà voce a chi chiede sicurezza, lavoro e dignità.
La città chiede risposte immediate, ma anche una strategia di lungo periodo. Chiede meno propaganda e più presenza. Meno annunci e più fatti. Meno palazzo e più strada.
Il rischio di una frattura irreversibile
Se questa distanza continuerà a crescere, il rischio è una frattura irreversibile tra cittadini e istituzioni, con conseguenze gravi per la tenuta sociale della città. La sicurezza non può essere trattata come un tema secondario o stagionale: è un diritto fondamentale, senza il quale non può esserci sviluppo, turismo, né rilancio economico.
Castellammare non ha bisogno di promesse, ma di un’amministrazione che torni a guardare negli occhi i suoi cittadini e ad assumersi fino in fondo la responsabilità di governare una città complessa, ferita, ma ancora viva.
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