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Intervista a Giuseppe Plaitano, cultore di storia locale ed appassionato di documenti di Castellammare

A cura di Ivana Rita Afeltra

Intervista a Giuseppe Plaitano, cultore di storia locale ed appassionato di documenti di Castellammare

Ormai basta scorrere la home di Facebook per trovarci di fronte ogni giorno ad una diversa foto dell’Archivio Plaitano, con tanto di riconoscimento del Mibac. Foto, negativi originali, diapositive, dediche, biglietti di ogni genere e giornali che ci permettono di rivivere la Castellammare dall’Ottocento a circa una cinquantina di anni fa, che eruditi come il Plaitano portano nel cuore. Piccoli grandi frammenti che raccontano alle generazioni presenti e future la vita quotidiana di ieri e che, grazie all’Archivio sono a disposizione di tutti.

Qual è stato il tempo per allestire l’Archivio? E per il riconoscimento del Ministero dei Beni culturali?

G.P: “Sono circa 15 anni che sono alla ricerca del materiale, ancora oggi cerco sempre nuovi documenti da inserire ed arricchire il mio Archivio. Il materiale proviene da privati, in giro per il mondo, ebay, case d’asta o da amici che sapevano della mia passione e mi proponevano delle cose che avevano  Per il riconoscimento Mibac ci sono voluti circa un paio d’anni, considerando l’iter da seguire. Ho avuto anche la visita di tre funzionari del Ministero a casa per esaminare ogni minimo documento in mio possesso che avrebbe poi creato l’Archivio. Inoltre una delle sovraintendenti mi ha riferito che nella zona non ci sono altri Archivi simili. Se poi, volessi allestire una mostra all’estero, devo prima comunicarlo al Ministero poiché devono esserne a conoscenza, come devono esserlo se io volessi vendere parte del materiale. Ciò è stato per me gratificante soprattutto per l’amore che provo verso la Castellammare culturale e ricca di storia.”

Cosa l’ha spinto a cimentarsi in questa avventura?

G.P: “È stato proprio l’amore per Castellammare, per la sua storia e dei suoi singolari scorci, ma soprattutto del Cantiere Navale. Tutto ciò che parla di Castellammare per me è importante: dal varo di una nave ad un semplice biglietto di teatro, da un autografo di Viviani a quello di Denza o altri personaggi illustri. Per chi ha la passione verso la storia di Castellammare e si ritrova un autografo di Viviani a Roberto Bracco e sapere che quel libro è stato nelle sue mani è un’emozione indescrivibile.”

Secondo lei, gli stabiesi hanno contezza della ricchezza culturale e storica che offre questa città?

G.P: “Non tutti. Escludendo gli anziani a cui può salire la nostalgia di quegli anni e qualche cultore di storia locale, purtroppo le nuove generazioni spesso non sono educate ad amare, scoprire e rispettare la propria città, partendo dalle scuole. Ricordiamo che ai miei tempi e fino a una quindicina d’anni fa nelle scuole c’era l’ora di Educazione civica, oggi invece, purtroppo, molti giovani non sanno quello che hanno e non sanno quella che è stata Castellammare. Non possono avere contezza anche perché, una parte del tesoro di questa città, è chiuso a chiave nell’Antiquarium o smistato tra alcuni musei sia vicini che lontani.”

Quali sono futuro e obiettivi dell’archivio?

G.P: ”Sicuramente continuare su questa strada ed allargare la collezione: c’è tanto da completare. Castellammare ha una storia millenaria e possono esserci tante cose mai viste… Il mio obiettivo è proprio continuare la ricerca e scovare inediti, negativi particolari, foto di momenti importanti. Ciò che ora ho trovato sono foto stereo di inizio ‘900 foto che sono due foto su uno stesso foglio: sembrano identiche ma in realtà differiscono di un minimo spostamento, viste con un visore danno l’effetto della tridimensionalità.  Insieme ad Umberto Cesino, abbiamo allestito una mostra Inquadriamo Castellammare. Cesino era partito dalle mie foto per poi ricreare quadri. Inoltre, parte del materiale insieme ad articoli su personaggi e storia di Castellammare è sul mio sito www.archivioplaitano.it , chiaramente in continuo aggiornamento. ”

Quali sono i posti che lei preferisce di Castellammare?

G.P: ”Questa è una bella domanda. Forse uno scorcio dalla croce di Pozzano, o un interno della Cattedrale, o dei Cantieri… Qui mi assale la nostalgia pensando che lì è stato varato il Vespucci ed ora viene varata mezza nave. Proprio a proposito del Vespucci, l’ultima volta che è stato qui, ho donato insieme all'ex Sindaco Pannullo, una riproduzione di una foto della mia collezione del Varo del Vespucci che è stata poi affissa nel quadrato ufficiale…Una bella soddisfazione sapere che proprio una mia foto ora è sul quadrato ufficiale del Vespucci.”

Alla richiesta di intervista, il prof. Plaitano ha risposto con entusiasmo ed è per questo che a lui vanno i più sentiti ringraziamenti.






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