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Cronaca.San Nicola la Strada (CE)- Caivano- Mugnano di Napoli- Parco Sommerso di Gaiola - Eboli

Nel corso della notte, in San Nicola la Strada (CE), i carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Marcianise, durante un servizio di prevenzione e repressione dei reati in materia di stupefacenti predisposto nell’emiciclo della villa comunale di quel comune, hanno tratto in arresto, in flagranza del reato di spaccio di sostanza stupefacente A.A., cl. 98 della Somalia, in Italia senza fissa dimora. L’uomo è stato bloccato dai militari dell’Arma mentre cedeva una dose di sostanza stupefacente del tipo “Marijuana”, del peso complessivo di gr. 1,5 circa, ad un occasionale acquirente. A seguito di perquisizione il cittadino somalo è stato trovato in possesso di ulteriori 21 dosi di “Marijuana” del peso di gr. 27 circa, oltre alla somma contante di €75,00, ritenuta provento dell’illecita attività. L’arrestato, verrà giudicato con rito direttissimo.

 

Caivano: Evade dai domiciliari e si addormenta in un'auto rubata. 39enne arrestato dai Carabinieri

I carabinieri della tenenza di Caivano l'hanno sorpreso a dormire in una macchina rubata, al suo interno strumenti di effrazione e una dose di crack. A finire in manette Mariano Grande, un 39enne di Scampia. L'uomo era già ai domiciliari per ricettazione. Ha violato la misura e raggiunto la circumvallazione ovest che costeggia il Parco Verde. Un residente uscendo di casa l'ha notato nella sua auto e spaventato è fuggito, chiedendo l'intervento dei carabinieri. È stato individuato in poco tempo, quando era ormai caduto in un sonno profondo, forse a causa della droga assunta e rinvenuta in auto. Il 39enne è stato tradotto al carcere di Poggioreale. Dovrà rispondere di ricettazione ed evasione.

 

Mugnano di Napoli: perseguita la cognata, carabinieri arrestano 45enne

I carabinieri della stazione di Mugnano di Napoli hanno arrestato per atti persecutori e resistenza a pubblico ufficiale un 45enne del posto già noto alle forze dell’ordine. La vittima – che già in passato ha sporto denuncia - ha chiamato il 112 per chiedere aiuto visto che suo cognato era ubriaco e la stava aggredendo. La pattuglia è arrivata a casa della donna e lì c’era anche l’uomo che ha cercato nuovamente di aggredirla nonostante la presenza dei carabinieri che l’hanno difesa. Ne è nata una colluttazione ma alla fine il soggetto è stato bloccato e arrestato. L’uomo è stato tradotto in carcere.

 

Fermati bracconieri del mare nell'AMP Parco Sommerso di Gaiola

Il Nucleo Carabinieri Subacquei durante l'attività di controllo dell'Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola, svolta d'intesa con il nucleo Tutela Patrimonio Culturale, su richiesta del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus (Ente Gestore del Parco), ha fermato alle prime luci dell'alba due pescatori di frodo specializzati nella pesca di Ricci di mare (Paracentrotus lividus). I soggetti fermati, provenienti da Torre del Greco, svolgevano l'attività con un piccolo natante munito di un compressone in grado di insufflare aria in continuo al subacqueo in immersione che raccoglie gli echinodermi in grandi sacchi. All'arrivo degli uomini dell'Arma i pescatori di frodo avevano già riempito due sacchi di ricci di mare per un totale di circa 38 chili, pari a circa 1000 esemplari. La pesca di ricci di mare all'interno dell'Area Marina Protetta è assolutamente vietata ed è reato penale punito ai sensi dell'Art. 30 della legge 394 del 91. Il Paracentrotus lividus, inoltre, è una specie protetta inserita nell’Annesso III del Protocollo SPAMI, in quanto “specie che necessita di una gestione oculata” e la cui pesca in Italia, oltre ad essere assolutamente vietata nelle Aree Marine Protette, è anche regolamentata, fuori dalle AMP, dal Decreto Ministeriale 12 Gennaio ’95. I ricercatori del Parco, che hanno svolto le dovute analisi prima di rilasciare nuovamente il pescato sui fondali del Parco, hanno potuto inoltre costatare la maggior parte dei ricci fosse di taglia ridottissima, compresa tra i 4 e i 5 cm, con esemplari di dimensioni anche inferiori ai 3 cm. Uno sciacallaggio vergognoso e privo di alcun senso visto che le gonadi (le cosiddetta "polpa" che si raccoglie per la vendita) in esemplari così piccoli sono praticamente quasi inesistenti, dato che tale specie ha un accrescimento di circa 1cm all'anno e raggiunge la maturità sessuale tra i 4 ed i 5 anni di età. "E’ importante capire che questa attività di pesca illegale, oltre ad incidere drasticamente sulla popolazione di questa specie nell’area, provoca gravi ripercussioni sull’intera comunità biologica marina costiera. La rarefazione del Paracentrotus lividus, ha, ad esempio, immediate conseguenze negative sull’abbondanza degli stock ittici degli Sparidi, rappresentandone una delle fonti di nutrimento principali, e quindi, in ultima analisi, tale saccheggio continuativo sulle nostre coste danneggia direttamente anche i pescatori onesti dediti alla piccola pesca costiera" dichiara Paola Masucci, naturalista esperta del CSI Gaiola onlus. "Questa problematica rappresenta una piaga nota da molto tempo lungo le nostre coste. Purtroppo negli ultimi anni la moda dello spaghetto al riccio di mare, ha innescato una recrudescenza esasperata, senza precedenti, di pescatori di frodo che saccheggiano letteralmente i nostri fondali per appagare la richiesta dei ristoratori ed in ultimo dei clienti. Il fatto che questa gente si spinga da Torre del Greco a svolgere la loro attività illecita all'interno della nostra Area Marina Protetta, dove comunque il rischio e le sanzioni sono molto più gravi, ci fa capire come oramai la presenza di tale specie lungo le nostre coste sia sempre più scarsa. Come fatto per i Datteri di mare e di recente per le Oloturie, sarebbe ora di rivedere la normativa vigente per vietare la pesca del riccio di mare nei nostri mari, anche al di fuori delle AMP, prima che sia troppo tardi" dichiara Maurizio Simeone, responsabile del Parco Sommerso di Gaiola.

 

Controlli e sanzioni nella filiera di raccolta dei tartufi. EBOLI (SA) - I militari della Stazione Carabinieri Forestale di Foce Sele, collaborati da Guardie Ecozoofile volontarie di Fare Ambiente del Distaccamento di Capaccio Paestum stanno effettuando controlli nella fascia pinetata del Comune di Eboli. Le verifiche sono finalizzate alla tutela del patrimonio forestale ed ambientale e rivolte in particolare a controllare la raccolta dei prodotti del sotto-bosco. Sono stati effettuati controlli sulle persone intente alla ricerca dei tartufi freschi elevando sanzioni per mancata autorizzazione alla raccolta con la consequenziale distruzione sul posto del prodotto raccolto. La specie dei tartufi raccolti è il Tartufo Bianchetto (Tuber borchii). La ricerca e raccolta del tartufo sono disciplinati con norme che tendono a consentirne la fruizione ed al contempo assicurarne la rinnovazione. Occorre infatti il possesso di un tesserino, le attività di ricerca e raccolta devono avvenire senza arrecare danno alle tartufaie e con l’ausilio di un cane, le buche scavate deve essere ricoperte dopo aver estratto il tartufo e la raccolta può essere effettuata solo nei periodi stabiliti dal calendario pubblicato dalla Regione Campania.  






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