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Cronaca. Apice - Maddaloni

Apice (BN) – controllo dei carabinieri forestali a frantoio oleario

Nel pomeriggio di ieri i militari della Stazione CC Forestale di San Giorgio del Sannio, appartenenti al comando Gruppo Carabinieri Forestale di Benevento, nell’ambito di un controllo finalizzato alla verifica del rispetto della vigente normativa in materia di gestione delle acque di vegetazione e delle sanse umide prodotte dalla lavorazione delle olive, hanno deferito d’iniziativa, in stato di libertà, il titolare di un frantoio, sito in territorio del comune di Apice (BN). Quest’ultimo, infatti, dall’inizio dell’attuale campagna olearia, che vede tutt’ora in piena attivita’ la maggior parte dei frantoi dei nostri territori, aveva riversato e depositato in maniera del tutto incontrollata, a diretto contatto col suolo nudo, i residui di produzione costituiti dalla porzione semi-solida delle acque di processo derivanti dalla lavorazione delle olive molite presso gli impianti del frantoio. Si tratta infatti di scarti di produzione notoriamente carichi di composti organici che conferiscono loro un ph fortemente acido e una bassa biodegradabilità, che nel caso in specie avevano assunto la qualifica di vero e proprio rifiuto in quanto abbandonati sul terreno a formare un acquitrino maleodorante e di fatto non impiegati a fini agronomici, secondo quanto previsto dalle prescrizioni tecniche di cui alla delibera di giunta della Regione Campania n. 398/2006, che a sua volta recepisce i dettami del decreto del ministero delle politiche agricole e forestali del 06 luglio 2005 e della Legge n. 574/1996. I militari procedevano, pertanto, al sequestro penale d’iniziativa dell’area di terreno sulla quale erano stati illecitamente sversati i rifiuti oleari in questione, estesa circa 20 mq e ubicata sul retro del frantoio, e a deferire il titolare dell’attivitá per la violazione di cui all’art. 256 comma 2 del testo unico ambientale. Continua l’impegno del ruolo forestale nel garantire un attento e costante presidio del territorio, con una particolare attenzione alle attività connesse all’illecita gestione dei rifiuti e ai conseguenti danni a carico delle matrici ambientali ”

 

Nella mattinata odierna, personale dei Carabinieri della Stazione di Maddaloni ha dato esecuzione ad un’Ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dat Tribunale di S. Maria Capua Vetere, su richiesta di questa Procura della Repubblica, net confronti di R.F, 53 anni, ritenuto responsabile di maltrattamenti, lesioni e ripetuti abusi sessuali aggravati dalla SOMMINISTRAZIONE di sostanza narcotica ai danni della propria moglie. L’indagine traeva origine dalla querela sporta dalla donna, che denunciava di essere vittima, gia da11’inizio della convivenza (intrapresa nel 2005) di soprusi, violenze ed umiliazioni di ogni tipo da parte del1’uomo. Le indagini, consistite principalmente nell’assunzione delle testimonianze della vittima, delle persone ad essa vicine e dei fe audio e video presenti nello smartphone della donna, hanno consentito di accertare non solo un quadro effettivo di gravi violenze psicologiche e fisiche — che hanno provocato, tra l’altro, la frattura del setto nasale della vittima - ma anche reiterati abusi sessuali consumati ai suoi danni. In particolare Ie violenze avvenivano dopo che l’uomo narcotizzava la coniuge con potenti sonniferi, sciolti a1l’insaputa della stessa nella tisana che, proprio l’indagato, aveva cura di prepararle ogni sera. Inoltre 1’uomo, ossessionato dalla gelosia, l’aveva piu volte aggredita anche all’interno della palestra gestita dalla moglie, oltre ad allontanare — con gravi minacce — i clienti maschili della struttura, ritenuti colpevoli di prestare eccessive attenzioni alla donna. Nel1’u1tiino periodo, tra 1’altro, R.F., sempre ossessionato dalla gelosia, aveva a piu riprese minacciato di diffondere video intimi, riproducenti la moglie, anche attraverso whatsapp, suscitando nella donna un profondo stato d’angoscia per il timore di una insostenibile violazione della propria riservatezza e reputazione personale. Grazie alla solerte attività delle indagini e alla priorità attribuita dalla stessa Procura stessa e dal1’Ufficio Grp, per i delitti riconducibili alla legge convenzionalmente denominata “codice rosso” é stato possibile prevenire ulteriori condotte violente del 53enne, eseguendo la misura della custodia cautelare in carcere






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