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Napoli, Stati di Grazia e di Emergenza: la seconda edizione del Festival delle Periferie parte dal Rione Sanità

Martedì 16 luglio al Cimitero delle Fontanelle ore 20.30, al via la seconda edizione di Stati di Grazia e di Emergenza, Festival delle Periferie, inserito nell’ambito della manifestazione Estate a Napoli 2019, promossa dall'Assessorato alla cultura e turismo del Comune di Napoli. Per questa seconda edizione cinque storici collettivi teatrali di Napoli — TAN Teatro Area Nord, ntS’- Nuovo Teatro Sanità, Beggar’s Theatre, Nest - Napoli Est Teatro e Sala Ichòs — che hanno scelto la periferia come luogo in cui restare per costruire, si mettono in azione e relazione dando vita ad una festa itinerante dell’arte che come un ponte ideale attraverserà l’intera città, da San Giovanni a Teduccio all’Area Nord passando per la Sanità. Si parte proprio dal Rione Sanità con Le spose di Elvira Buonocore, Margherita Ortolani, Marta Polidoro, Auretta Sterrantino, interpretato da Arianna Cozzi, Anna De Stefano, Sara Esposito, Enrico Pacini, Beatrice Vento, per la regia di Riccardo Ciccarelli e Gennaro Maresca, prodotto dal Nuovo Teatro Sanità. Il lavoro è stato realizzato grazie a quattro autrici under 40, che insieme a Mario Gelardi, hanno scritto quattro testi di nuova drammaturgia con protagoniste altrettante spose di Shakespeare.

L’idea del progetto di Mario Gelardi nasce da quattro abiti da sposa destinati ad altrettante donne del Rione Sanità. Quattro abiti rifiutati perché la mentalità vuole che “anche se la famiglia resta senza i soldi per mangiare, l’abito da sposa deve essere nuovo”. È così che questi abiti, all'apparenza mai usati, formano un cumulo bianco di raso, tulle e perline, e restano come addormentati, nella costumeria del Nuovo Teatro Sanità. Ma questi vestiti avranno altra sorte, ripensati da giovani costumiste, in modo che ognuno di loro possa fare il suo ingresso trionfale.

«Quattro giovani autrici — racconta Mario Gelardi — e un intruso hanno deciso di far vivere quegli abiti, di farli indossare a quattro personaggi di Shakespeare: Lady Macbeth, Ofelia, Desdemona, Lavinia. Quattro donne di un tempo passato, ma anche quattro donne dei giorni nostri, che parlano la nostra lingua, magari il nostro dialetto e che raccontano la propria storia: il proprio matrimonio. Ma le nozze non posso celebrarsi se, prima o poi, non arriva uno sposo, un giovane uomo che incarna tanti protagonisti di Shakespeare e che gioca con le donne così come solo Falstaff sapeva fare».

«In scena le donne di Shakespeare si appropriano di uno spazio, quello del racconto, in cui hanno la possibilità di rivendicare la propria identità – spiegano i due registi -. I segni sono tre: le spose Ofelia, Lady Macbeth, Desdemona, Lavinia, madri, amanti, sorelle, regine, fate, streghe, rivendicano un ultimo alito di parola, rivendicano una vita che non sia in funzione del loro uomo; lo sposo: Shakespeare, Amleto, Macbeth, Otello, Tito, l’uomo in cerca e in attesa dell’amore come uno sposo sull'altare; la morte: resurrezione e rivalsa di questi corpi rigorosamente in abito nuziale, in bilico tra un gioco in uno spazio elisabettiano e il silenzio di una navata che punta all'altare. Un’arena in cui è rappresentata l’esaltazione del sì, lo voglio, ti voglio».

Il Festival delle Periferie prosegue al quartiere Sanità ancora con tre appuntamenti fino al 19 luglio. Mercoledì 17 luglio ore 20.30, ancora al Cimitero delle Fontanelle, va in scena Le streghe di Roberta Sandias, con Maurizio Azzurro, Paola Maddalena, Nuvoletta Lucarelli, Simona Fasano, Giorgia Maria d’Isa, Antonio Elia, Valentina Elia, Sebastiano Coticelli, Camilla Leone, Manuel Di Martino e gli allievi attori del Laboratorio Teatrale Permanente de La Mansarda Teatro dell’Orco e con Marco Esposito alla chitarra, per la regia di Maurizio Azzurro. Mentre giovedì 18 luglio ore 20.30, appuntamento al Nuovo Teatro Sanità, con I Kiwi di Napoli, interpretato da Vincenzo Antonucci, Luigi Bignone, Anna De Stefano, Carlo Geltrude, Gaetano Migliaccio, Federica Totaro, Beatrice Vento, Mario Ascione, diretti da Carlo Geltrude. Ultimo appuntamento al Teatro Sanità, venerdì 19 luglio ore 20.30, con Pino Daniele è calvo di Alfredo Mazzara, con Ivan Castiglione e le musiche eseguite dal vivo da Alessandro Castiglione, per la regia di Giuseppe Miale di Mauro, prodotto da Le Scimmie.

Tanti altri i luoghi scelti per essere abitati come spazi eterogenei ed interconnessi di incontro e aggregazione, attraverso cui rinnovare l’alleanza tra arte cultura e cittadinanza: Area Nord di Napoli (Teatro Area Nord, Parco Corto Maltese, Parco Eco della Filanda, Marianella, Campo di calcio Arciscampia), Area Est (Teatro Nest, Centro Asterix, Forte di Vigliena, Sala Ichòs). Per venti giorni di spettacoli, recital, performance di danza, mostre, reading e laboratori che si inseriscono nella Programmazione Culturale del Comune di Napoli.

Gli eventi sono gratuiti fino ad esaurimento posti. È previsto un servizio navetta gratuito con partenze dalle 19.30 alle 20.15 da piazzetta San Vincenzo (nell’area antistante il Nuovo Teatro Sanità).






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