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Elezioni. La Sinistra si divise per favorire Gaetano Cimmino?

A cura di Ernesto Manfredonia

In realtà si respirava già nell'aria, ma la conferma da qualche ex candidato ha ispessito questo fondato sospetto. Comincia ad accreditarsi la tesi che la sinistra, in occasione delle elezioni del rinnovo del consiglio comunale, si sia volutamente dividere per favorire la vittoria di Gaetano Cimmino. Ma a che pro? Perché questo harakiri politico? Un vero suicidio d'onore di stampo nipponico che forse si fonda su ben altre ragioni. Ma quali? 

Premesso una strategia di tal sorta non è un'anomalia sull'immane palcoscenico della politica. Un esperimento simile fu fatto a Roma quando favorirono il sindaco Virginia Raggi proprio per far evindeziare le inefficienze di un Movimento che dava mostra di sè in tutta la sua debolezza. Alla base di questa ipotesi ci sono alcune considerazioni che poniamo sotto i legittimi riflettori dell'informazione, se non altro per comprendere alcuni comportamenti che effettivamente sembrerebbero totalmente incomprensibili. 

Il dato più palese emerse in occasione del ballottaggio che vide contendere la poltrona del primo cittadino tra Gaetano Cimmino ed Andrea Di Martino. L'elettorato di centrosinitra è propenso a recarsi alle urne, anche in caso di ballottaggio. Questa volta, nonostante il folto bagaglio di voti che componevano il grande alveo di Di Martino - Scala - De Angelis, Cimmino riesce a vincere, da solo, con un non trascurabile distacco. 

Proseguiamo. Il Sindaco Gaetano Cimmino è oggi bersaglio di un countdown che scandisce i termini per la costituzione della parte civile nel processo Olimpo, ossia quello che vede coinvolto l'imprenditore Adolfo Greco. Su Cimmino, quasi come se fosse un anello debole, si stanno scagliando tutte le colpe e scaricando tutte le responsabilità per un apparentamento politico con il figlio Luigi Greco. Quest'ultimo è infatti emerso in non poche foto con il neoeletto sindaco Cimmino. Ma per il giovane Greco è la sua prima esperienza? Dando uno sguardo all'informativa della Questura di Napoli e a qualche indiscrezione emersa sulla stampa, apprendiamo che l'ex consigliere comunale aveva intessuto rapporti anche con esponenti del PD, esprimendo talvolta anche qualche consigliere comunale agendo dietro le quinte. Ora noi non abbiamo il compito di emettere giudizi sommari. Non spetta a noi, così come non spetta alla politica, giudicare la colpevolezza di una persona avocando funzioni che spettano solo ed esclusivamente alla magistratura. Infatti ci permettiamo di consigliare a tutti una sana prudenza, visto che nessuna mano è così teoricamente innocente da far vibrare un colpo scagliando la prima pietra.

A questo punto emerge un altro dato. Siamo propensi a pensare che l'unica lista che abbia davvero creduto nello scontro elettorale sia stata Progetto Stabia, visto che è stata l'unica compagine trascinata sotto i riflettori per un presunto caso di voto di scambio. Un sospetto che si acuisce anche tra i banchi del consiglio comunale, nei quali la giovane Tina Donnarumma non sembra trovare la dovuta solidarietà dal compagno Andrea Di Martino dagli attacchi di Pannullo e Iovini, trovandolo piuttosto impegnato in foto di gruppo con Tonino Scala, altro detrattore della consigliera Donnarumma, in sporadiche manifestazioni cittadine organizzate per affrontare temi di carattere nazionale.

Insomma, formule come sovranisti, moderati, riformisti, sono solo etichette vuote che svolgono in modo eccellente la funzione di distogliere l'attenzione della cittadinanza da argomenti più solidi su cui non hanno la benché minima idea di come risolverli. Sul sindaco Gaetano Cimmino si stanno scagliando interrogazioni parlamentari, a tratti inspiegabilmente incomplete, attacchi politici su manichini esposti durante i falò, la cui multiforme funzione intimidatoria è stata sbandierata anche in altre epoche. In soldoni, è tutta colpa di Gaetano Cimmino. Forse l'unica colpa che paradossalmente gli si può addebbitare è proprio la lieve ingenuità che lo ha spinto con forza ad affermarsi come candidato sindaco in una bolgia cittadina che ancora manifestava i segni e le cicatrici dell'amministrazione Pannullo.

La Sinistra si è dunque divisa affinché su Cimmino cadessero tutte le responsabilità del malgoverno cittadino? Continuiamo ad affermare con forza che non possediamo il monopolio della verità, al massimo possiamo sfruttare le nostre deboli capacità deduttive. Ma una cosa è certa: qualunque manovra, anche la più arguta, finirà per arenarsi sull'ingenuità di chi dimostra che a Castellammare non esistono segreti.






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