(02/11/2025)

L’editoriale, la nostra analisi sull’amara sconfitta della Juve Stabia con il Modena. La lezione per la Juve Stabia, dopo l'undicesima di campionato di Serie B, è che in cadetteria, l'agonismo e la bava devono essere gestiti con la massima disciplina per non offrire pretesti, neanche minimi, al VAR, che in molte occasioni si auto-gestiscono.
Non esiste strada, pertanto, per evitare che gli episodi arbitrali diventino sentenze è dominare l'avversario in modo netto.
La capolista ha messo in mostra non una maturità superiore, ma la bravura di approfittare, coadiuvata anche da un arbitraggio molto discutibile, lasciando alle vespe la consapevolezza amara di aver faticato contro un muro, mancando quel cinismo decisivo che fa la differenza.
La Juve Stabia di Abate, schierata con un equilibrato 3-5-1-1 per garantire copertura e ripartenza, si è trovata di fronte un Modena organizzato con la medesima struttura, creando una battaglia di specchi risolta dalla qualità individuale e dalla tenuta mentale dei padroni di casa.
L'Impatto Iniziale: dopo un avvio in salita come il salvataggio di Ruggero sulla linea al 3', la Juve Stabia ha mostrato i muscoli: Candellone al 8' e Correia al 27' hanno provato a scardinare Chichizola. C’era la volontà di giocarsela.
La doccia fredda di Nieling: Il gol dell'1-0 di Nieling al 14' è stato un colpo da biliardo, un "Eurogol" che ha però un peso psicologico devastante: punisce un'azione difensiva impeccabile, creando uno svantaggio immeritato. Da quel momento, trovare i "varchi" è diventato un esercizio di frustrazione contro un Modena "ben disposto in campo."
L'episodio chiave e la sorte avversa: L'episodio del rigore, con il check VAR che punisce il contatto in area, è il momento che spezza definitivamente la partita. Il 2-0 di Gliozzi spegne la fiammata con cui la squadra era rientrata, Chichizola miracoloso su Leone al 45'. Nel finale, il 3-0 con l'autorete di Ruggero diventa il sigillo della sfortuna, chiudendo una giornata in cui ogni tentativo è stato vanificato.
La crisi di responsabilità
Questa sconfitta deve essere analizzata come un test sul carattere e sulla gestione della pressione.
La responsabilità collettiva: Al cospetto della capolista, la squadra ha pagato a caro prezzo l'errore in impostazione iniziale di Confente e la fatica a capitalizzare le occasioni. In certi palcoscenici, ogni dettaglio conta, e la responsabilità è nel non riuscire a trasformare lo sforzo in efficacia, soprattutto con una gestione arbitrale alquanto dubbia in più di una occasione.
La gara da recuperare: Arrivare alla sfida con una partita in meno (rinvio col Bari) non può essere un alibi, ma è un dato di fatto che evidenzia una rincorsa faticosa. La squadra deve mostrare la determinazione di non farsi schiacciare dal calendario condizionato da eventi che seppure pesanti non riguardano il calcio giocato e dagli episodi negativi.
"Run" degli Snow Patrol: correre ancora.
Se il Modena ha suonato come un inno marziale, la prestazione della Juve Stabia è stata una lunga, affannosa corsa, ben rappresentata da "Run" degli Snow Patrol.
La fuga vana: Il titolo e il testo parlano di una corsa disperata per raggiungere la luce o un rifugio sicuro ("I will lay in the darkness with you"). La Juve Stabia ha corso, ha pressato, ha cercato l'episodio (Candellone, Correia), ma ogni tentativo è stato respinto. La luce del gol è stata vista solo per essere negata dal palo o dal portiere.
La caduta e la ripartenza: Il brano evoca la sensazione di cadere ("And I'm not entirely sure what I supposed to do"), e il 3-0 è una caduta dolorosa. Ma "Run" è anche un brano che, pur malinconico, esorta a correre ancora.
L'iniezione di fiducia: il messaggio per la Juve Stabia è chiaro: i "piedi non torneranno" se non si riparte immediatamente. Le vespe hanno ora la responsabilità di resettare questo "rumore" e concentrarsi sulle prossime sfide. Il campionato non si decide al Braglia.
È necessaria una reazione di carattere immediata per dimostrare che questa battuta d'arresto è solo una parentesi nella nostra corsa.
A cura di Daniela Saraco