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Juve Stabia, ultime due stagioni storiche. Un "miracolo" che viene da lontano.Un'analisi di dati degli ultimi due anni che hanno portato le vespe a ripetersi in questa stagione.(30/05/2026)
Senza togliere meriti a nessuno o voler dare giudizi negativi o positivi a chi che sia, abbiamo cercato attraverso lo studio di dati oggettivi, di dare una lettura più chiara su quelli che sono stati gli aspetti più significativi che hanno portato al grande e meritato successo di quest'anno sulla scorta dei grandi risultati e numeri della passata stagione. Insomma un parallelo di numeri e dati dai quali esce fuori una chiara lettura del titolo del nostro editoriale, miracolo si ma che si fonda su basi solide del passato. LE RISORSE MESSE IN CAMPO Partiamo dalla rosa della squadra che dei 24 elementi della passata stagione di sicuro la metà, almeno fino al mercato di gennaio sono stati sempre quelli, quindi si è partiti quest'anno con un gruppo vincente che di sicuro ha fatto da collante con quello che poi si è creato dopo, non dimenticando lo staff intero che ha sempre indirizzando sempre in maniera positiva verso la cultura del lavoro, un aspetto non da poco per chi nell'ultima stagione è entrato di fatto in un gruppo già di per se vincente. GLI IMPREVISTI Altro dato importante che abbiamo analizzato è quello legato agli infortuni, quest'anno ne abbiamo contati 35 , dei quali un buon 50 per cento di tipo muscolare e un buona parte non durante le gare ma durante gli allenamenti, mentre la scorsa stagione si verificarono 15 infortuni e meno della metà muscolari. Chissà senza questi infortuni quest'anno cosa si poteva fare di più. I NUMERI FINALI I punti finali e il posto finale in classifica altro dato importante, l'anno scorso quinto con 55 punti, quest'anno settimo con 51. Oggettivamente l'anno scorso in un campionato molto più competitivo e difficile alla luce anche delle scelte obbligate dalle indicazioni societarie nel dover perseguire il minutaggio che non consentiva come quest'anno piena libertà nelle scelte, e con l'aggiunta che nonostante la restrizione e giocare sempre con gli stessi giocatori, si è fatto si che entrassero l'anno scorso nella casse societarie tipo quasi due milioni di euro che di sicuro sono serviti per gli ingaggi di quest'anno unitamente a quelli arrivati dai diritti TV raggiungendo i sei milioni di spesa l’anno scorso, contro gli undici milioni di Euro, in questa ultima stagione ma senza sviluppare minutaggio. L'ANDAMENTO IN CAMPO Nelle due fasi finali delle due annate, l'anno scorso abbiamo assistito alle tre gare post regular season, a due vittorie e una sconfitta, nonostante un calendario rivoluzionato alla fine con tanto anche di 8 gare nell'ultimo mese, arrivando a giocarsi il tutto in piena corsa e senza sosta, quest'anno ad un pareggio, una sconfitta e una sola vittoria, in tempi da calendario normale. LA COMPETITIVITA' In questa annata anche più gare pareggiate, diciotto, rispetto alle 13 di quest'anno, ci saranno state anche più vittorie ma anche più sconfitte che alla fine hanno fatto la differenza in campionato ripetiamo meno competitivo, basti pensare e prendere ad esempio l'Avellino, quasi retrocesso ad un certo punto del campionato che a fine dello stesso è arrivato a due punti dalle vespe. Ma più in generale quest'anno veramente non c'erano tecnicamente squadre dietro che ti potevano raggiungere. GLI ASPETTI SOCIETARI Tra l'altro anche l'aspetto societario diverso nelle due annate ha avuto un ruolo importante e diverso allo stesso tempo, basti pensare come l'anno scorso ad esempio le trasferte erano sempre viste come un ostacolo nelle loro organizzazioni e budget da mettere a disposizione per le stesse, e come invece nonostante l'assenza di una società vera e propria si è avuto sempre la percezioni di potersi organizzare in maniera brillante con tanto di charter senza nessun problema. Questo ovviamente è stato un quid in più in questa ultima annata che di fatto ha regalato molta più serenità sia ai giocatori che allo stesso intero staff. L'INDIRIZZO DELLA NOSTRA DISAMINA Questa nostra disamina e contemplazione di numeri e dati non vuole nella maniera più assoluta dare giudizi o formulare valutazioni, lungi da noi, ma soltanto analizzare tutto quello che è successo negli ultimi due anni per darne una visione più chiara e lineare. Una visione attraverso la quale leggere e continuare su una chiara strada intrapresa per crescere sempre di più in termini organizzativi e di riflesso di risultati sul campo, senza mai lasciare nessuno indietro. COME PRESERVARE GLI EQULIBRI Infine, capiamo si ma fino ad un certo punto, che in situazioni cosi importanti ognuno cerca di esaltarsi nel proprio ruolo, ma probabilmente il non rendere merito a tutti in maniera dovuta fa perdere di valore anche lo stesso risultato finale. A cura di Giovanni Donnarumma |
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