Juve Stabia, Mister Luca D'angelo è più di una semplice suggestione. Conosciamo meglio il probabilissimo prossimo allenatore delle Vespe. (22/06/2026) 
Luca D'Angelo
Nato a Pescara il 26 Luglio 1971, vicino al 1 metro e novanta di altezza e i suoi quasi 90 chili di peso, per questo soprannominato "L'omone di Pescara", durante la sua permanenza sulla panchina a Pisa. Ha un passato da calciatore come difensore tra le fila di squadre come Chieti, Castel di Sangro, Rimini e altre, passa poi ad allenare nel 2009 iniziando con la formazione allievi del Rimini per poi nel corso degli anni allenare in piazze come Alessandria, Bassano del Grappa, Casertana, Pisa e come ultima tappa La Spezia. Proprio nelle ultime due piazze ha conosciuto il bello, due semifinali per la massima serie, e il brutto, una retrocessione della passata stagione da richiamato in panchina in quel di La Spezia. Ora all'orizzonte la probabile possibilità di una chance, una nuova ripartenza da Castellammare di Stabia, dove è inserito in un short list di scelte che lo vede in testa.
Sposato con Grazia, che di professione fà l'avvocato, ha due figlie Nicole e Mariasole, innamoratissimo della sua città natale nella quale si rifugia nei momenti in cui ha bisogno di tranquillità. Ama molto leggere ed è appassionatissimo di cinema, non disdegna la buona tavola avendo preferenze per la lasagna e un buon piatto di pasta e fagioli.
Dall'aspetto e ad un primo contatto non sembra una persona incline alla socialità, per sua stessa ammissione, ma di sicuro è di quelli che affronta con ironia un pò tutto, anche se con i calciatori in genere preferisce stare vicini a tutti ma mai diventare loro amico. Una buona dose di pura scaramanzia lo accompagna sempre e da questo punto di vista da queste parti potrebbe trovare parecchi estimatori.
Dal punto di vista tattico predilige schierare in campo la sua squadra con un 3-5-2 che da queste parti negli ultimi anni siamo stati abituati a vedere, con una fase di non possesso che precede davanti allo schieramento difensivo un play che si abbassa dalla zona centrale e che detta i tempi e molte volte sposta da subito il gioco sui laterali non disdegnando anche verticalizzazioni improvvise verso gli attaccanti. Con le due mezzali pronte a costruire per le due punte dove una di solito è quella che gira intorno al compagno di reparto che diventa il vero finalizzatore, di solito attaccante prestante e di fisico. Nella fase di non possesso le sue squadre tendono a diventare una sorta di 5-1-2-2 oppure un 3-1-4-2 in pratica si abbassano le due ali del centrocampo dando manforte alla difesa avendo sempre però il play pronto per la ripartenza e in ogni caso la parte avanzata che tiene alta la squadra. Insomma sarebbe una sorta di continuità con il recente passato per non stravolgere quello che è stato negli ultimi anni un gioco che ha profuso ottimi risultati. La settimana che inizia oggi è quella buona per arrivare a fare delle scelte in casa Juve Stabia, che allo stato attuale manca ancora di figure fondamentali come l'allenatore appunto ma ancor più fondamentale di un direttore sportivo.
A cura di Giovanni Donnarumma
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