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Osservatorio Cerved sui protesti e i pagamenti nel 2017

In cinque anni imprese più veloci di 11 giorni a pagare i fornitori, protesti ai minimi

(29/03/2018)

Ancora ritardi in alcuni settori e nelle regioni del Centro-Sud. Campania terza peggiore regione nei ritardi gravi, il 9,6% delle aziende ha pagato dopo 60 giorni
Lo studio integrale, corredato di grafici e tabelle e dati regionali, su know.cerved.com, il portale di Cerved che raccoglie studi, osservatori e analisi


Milano, marzo 2018 - Le statistiche sui protesti e sulle abitudini di pagamento confermano la fase di rafforzamento delle condizioni finanziarie delle imprese italiane, ormai in atto dal 2013 e favorita dalla congiuntura economica positiva. I dati tratti dall’archivio dei protesti e da Payline, il database di Cerved - primario operatore italiano nell’analisi del rischio del credito - sulle esperienze di pagamento di milioni di aziende, indicano infatti che nel 2017 si sono toccati record positivi sia per quanto riguarda il numero di titoli protestati, sia per quanto riguarda le abitudini di pagamento. Sono state infatti protestate 19.466 imprese non individuali, 3.000 meno del 2016 (-13,1%): una cifra nettamente inferiore sia al picco raggiunto nel 2013 (43.000) sia al dato pre-crisi (29.000).

Quanto ai pagamenti, nel 2017 le imprese italiane hanno pagato più velocemente i propri fornitori: in media in 72,4 giorni, in calo di 1,2 giorni rispetto al 2016 e di 11,4 rispetto al 2012, anno in cui la crisi aveva raggiunto il suo acme. La Campania risulta la terza peggiore regione, per la precisione diciottesima in classifica partendo dalla più virtuosa, quanto ai ritardi gravi, perché il 9,6% delle imprese ha saldato con oltre 60 giorni di ritardo, contro una media nazionale del 6,8% (maggiori dettagli e cifre sul sito).

I tempi in Italia si sono ridotti grazie a un calo dei ritardi medi – da 16 a 15,3 giorni, il minimo nella serie storica monitorata – e delle scadenze concordate, da 57,6 a 57,1 giorni. Migliora anche la puntualità, con una quota maggiore di imprese che saldano le fatture nei tempi concordati (dal 47,1% al 47,6%), mentre scendono quelle che accumulano ritardi superiori a due mesi. I miglioramenti sono diffusi alla maggior parte dei settori e delle aree del Paese ma i gap rimangono evidenti: i casi più critici, sia sul fronte dei gravi ritardi che dei protesti, si osservano nelle regioni meridionali.






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