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Docenti precari anche se di ruolo, occhio alle graduatorie d’Istituto che collocano i soprannumerari nel girone dei “dannati”

Degli ambiti territoriali

(18/03/2018)

A breve, l’Ordinanza ministeriale fisserà ufficialmente le date di presentazione delle domande: sono molti gli insegnanti che temono brutti “scherzi”. Finire, infatti, tra i soprannumerari significa oggi, dopo l’approvazione della Legge 107 del 2015, perdere la titolarità per sempre. Si torna, di fatto, ad essere precari, perché finendo gli ambiti territoriali si è soggetti al giudizio triennale del capo d’istituto. Diventa giocoforza fondamentale farsi assegnare tutto il punteggio svolto e i titoli conseguiti. Ciò avviene, sia compilando in modo corretto i modelli predisposti dal Miur, sia rivendicando nelle dovute sedi quello che il Ministero dell’Istruzione non intende riconoscere.

A tal proposito, Anief ricorda come sia illegittima la valutazione parziale del servizio pre-ruolo o prestato nella scuola paritaria. La stessa organizzazione ritiene anche non corretta la tabella di valutazione dei titoli, predisposta sempre dall’amministrazione. Le incongruenze sono diverse: si va dall’abilitazione SSIS alla specializzazione SSIS di sostegno, dal titolo TFA conseguito (anche sostegno) al servizio pre-ruolo al pari di quello prestato dopo la nomina (punti 6 e per intero), dal doppio punteggio per servizio pre-ruolo in piccole isole al servizio militare prestato non in costanza di nomina.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): I docenti danneggiati dalle decisioni errate dell’amministrazione centrale fanno decisamente bene a rivendicare il punteggio corretto. Per come si sono messe le cose, infatti, rischiano di trovarsi senza più scuola e senza alcuna stabilità. In pratica, si dà loro la colpa di aver svolto troppi anni di precariato, visto che gli vengono considerati validi per intero solo i primi quattro. Come riteniamo assurdo che i titoli conseguiti non siano considerati alla stessa stregua. Ancora una volta l’amministrazione scolastica incappa nella violazione della direttiva UE n. 70/99, andando a determinare delle insopportabili discriminazioni tra il personale.

Il sindacato ha quindi predisposto sia il ricorso, al giudice del lavoro, in modo da far valere il servizio pre-ruolo per intero, sia l’impugnazione della tabella predisposta Miur al giudice del lavoro.



Con la primavera arrivano le richieste dei dirigenti scolastici di aggiornare le graduatorie interne del personale docente: “l’Ordinanza ministeriale, che fisserà ufficialmente le date di presentazione delle domande, sarà a breve pubblicata”, scrive oggi Orizzonte Scuola. Sono molti gli insegnanti che temono brutti “scherzi”. Oggi, infatti, terminare tra i soprannumerari significa, dopo l’approvazione della Legge 107 del 2015, perdere la titolarità per sempre. Si torna, di fatto, ad essere precari, perché finendo gli ambiti territoriali si è soggetti al giudizio triennale del capo d’istituto.

Il dirigente scolastico, in pratica, si ritrova tra le mani una responsabilità enorme: quella di incidere sul destino professionale degli insegnanti che hanno perso la titolarità. Facendoli diventare dei docenti di ruolo di fatto precari. Ecco che, allora, diventa giocoforza fondamentale farsi assegnare tutto il punteggio svolto e i titoli conseguiti. Ciò avviene, sia compilando in modo corretto i modelli predisposti dal Miur, sia rivendicando nelle dovute sedi quello che il Ministero dell’Istruzione non intende riconoscere.

A tal proposito, Anief ricorda come sia illegittima la valutazione parziale del servizio pre-ruolo o prestato nella scuola paritaria. Lo hanno ribadito, nel corso degli ultimi anni, diverse sentenze dei tribunali del lavoro. E per questo motivo, il giovane sindacato ha predisposto apposito ricorso, al giudice del lavoro, in modo da far valere il servizio pre-ruolo per intero.

La stessa organizzazione ritiene anche non corretta la tabella di valutazione dei titoli, predisposta sempre dall’amministrazione. Le incongruenze sono diverse: si va dall’abilitazione SSIS alla specializzazione SSIS di sostegno, dal titolo TFA conseguito (anche sostegno) al servizio pre-ruolo al pari di quello prestato dopo la nomina (punti 6 e per intero), dal doppio punteggio per servizio pre-ruolo in piccole isole al servizio militare prestato non in costanza di nomina. Anche in questo caso, Anief consiglia al personale coinvolto di non rischiare di perdere il posto nella scuola di titolarità impugnando la tabella predisposta Miur direttamente al giudice del lavoro.

“Riteniamo paradossale rivolgersi al tribunale anche per via preventiva – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – ma i docenti danneggiati dalle decisioni errate dell’amministrazione centrale fanno decisamente bene a rivendicare il punteggio corretto. Per come si sono messe le cose, rischiano di trovarsi senza più scuola e senza alcuna stabilità. In pratica, si dà loro la colpa di aver svolto troppi anni di precariato, visto che gli vengono considerati validi per intero solo i primi quattro. Come riteniamo assurdo che i titoli conseguiti non siano considerati alla stessa stregua. Ancora una volta l’amministrazione scolastica incappa nella violazione della direttiva UE n. 70/99, andando a determinare – conclude il sindacalista – delle insopportabili discriminazioni tra il personale”.

 

 






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