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Moretta (commercialisti Napoli), Confronto continuo con i giudici per le amministrazioni giudiziarie

(30/04/2020)

NAPOLI - “La profonda crisi economica conseguente l’emergenza del nuovo coronavirus e la scarsa liquidità, unita all’esigenza di sburocratizzazione da parte dello Stato, sono le tipiche condizioni che la malavita sfrutta per infiltrarsi. Oggi è indispensabile mantenere alta l’attenzione sui rischi di infiltrazione della criminalità organizzata. L’ultimo grido d’allarme è stato lanciato dai procuratori di Napoli e Milano e dal procuratore nazionale antimafia, Federico Cafiero de Raho. Nei periodi di crisi la criminalità è molto più pericolosa”. Queste le parole del sostituto procuratore generale di Napoli, Catello Maresca, nel corso del webinar “Le amministrazioni giudiziarie durante l’emergenza Covid 19” organizzato dall’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli, presieduto da Vincenzo Moretta.

“La storia giudiziaria dei casalesi – ha proseguito Maresca – è un esempio lampante. Pensiamo al post terremoto dell’80 e all’assalto delle mafie ai fondi per la ricostruzione. Bisogna proseguire con le illuminate gestioni delle amministrazioni giudiziarie e il lavoro congiunto tra giudici, pm e commercialisti per la gestione e vigilanza sui beni e patrimoni dei criminali che mai come in questo momento deve essere incrementata”.

“L’Ordine ha costruito nel tempo un proficuo rapporto con le amministrazioni giudiziarie - ha sottolineato Moretta -, all’insegna del confronto continuo con i giudici, per natura complessa e articolata delle procedure. Per questo motivo siamo in grado di interpretare le norme individuando e creando prassi sempre nuove e aggiornate, in modo sinergico e sempre adeguato alle esigenze dei tempi e delle novità normative. In questo modo è possibile lavorare con maggiore efficacia e celerità”. I commercialisti sono in campo h 24 per dare sostanza ai decreti, al piano liquidità e a tutti i provvedimenti messi in campo dalle istituzioni per fronteggiare la crisi conseguente all’emergenza coronavirus. E’ utile ribadire che senza di noi non sarebbe possibile dare questa concretezza a cittadini e aziende”.

Le difficoltà del momento sono state messe in evidenza da Giovanna Ceppaluni, presidente della sezione Gip del Tribunale di Napoli: “L’argomento delle amministrazioni giudiziarie durante l’emergenza Covid è di grandissima attualità. La normativa scritta in fretta, sotto l’onda emotiva di contrastare la crisi economica, si presta a difficoltà interpretative. Gli amministratori devono ricercare oggi più che mai un esercizio dell’autonomia negoziale, per i rapporti contrattuali che sono in corso, nell’ambito delle amministrazioni giudiziarie. L’ingente patrimonio immobiliare che è gestito dai nostri amministratori sta registrando grosse criticità, è compito dell’amministratore valutare caso per caso il danno subito dal contraente a seguito della Pandemia, e fare in modo che lo stesso possa usufruire di agevolazioni come credito di imposta e ricercare ipotesi transattive che diano respiro”.

Le fa eco Livia De Gennaro, giudice della sezione fallimentare del tribunale di Napoli: “Liquidità e finanziamenti alle imprese sono fondamentali per tutte quelle aziende che sono sottoposte a sequestro e sono in   regime di amministrazione giudiziaria. La crisi di liquidità mette a dura prova le imprese che rischiano di finire sotto il controllo delle organizzazione criminali. L’usura è l’anticamera della compravendita delle attività sull’orlo del fallimento. Le norme e i finanziamenti siano fruibili e le banche siano sensibili a determinate realtà”.

Il punto di vista degli amministratori giudiziari è stato espresso da Mario Ferrara: “Il nostro ruolo in questa fase delicatissima, che segue il decreto Cura Italia, si è aggravato di ulteriori e più pesanti responsabilità. Abbiamo dovuto fare scelte complesse sulla sorte delle aziende da noi controllate. Alcune hanno chiuso in seguito alla crisi, per altre attività siamo stati costretti a mettere in cassa integrazione i dipendenti al 50 % dello stipendio. Ma ci sono anche casi positivi come l’incremento importante del fatturato di alcuni settori come ad esempio quello delle farmacie. Ritengo che complessivamente si debba cercare di sostenere tutte le aziende da noi amministrate per salvaguardare i posti di lavoro”.

Tante le domande formulate dai professionisti che hanno seguito il webinar affidate alla sintesi di Pier Luca Bevilacqua, presidente della commissione Diritto penale dell’economia: “Con il decreto Cura Italia i tempi dei processi sono stati congelati. L’ulteriore slittamento delle scadenze rischia di ricadere sugli amministratori giudiziari. Bisogna ripartire al più presto per evitare pericolosi ingolfamenti. La priorità è dare accesso alla liquidità per le aziende sequestrate che, nel pieno rispetto delle normative antimafia, devono essere messe in grado di proseguire la propria attività. Quello della liquidità è un tema però molto più generale perché la mancanza di risorse fa aumentare il rischio di infiltrazioni della criminalità”.

 Le conclusioni affidate ad Arcangelo Sessa, consigliere Odcec Napoli: “E’ necessario proseguire sulla strada della sinergia tra commercialisti, giudici e magistrati per arrivare a un efficientamento del sistema delle amministrazioni giudiziarie durante l’emergenza Covid 19. Lo Stato ha consentito di finanziare le aziende in difficoltà ma per accedere ai finanziamenti dovevano essere in regola con adempimenti fiscali e contributivi. Per molte delle aziende in amministrazione giudiziaria è impossibile, visti i trascorsi che hanno. E’ necessario dunque trovare una soluzione condivisa per salvare posti di lavoro e mantenere in vita queste realtà”.

 

 






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