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Maternità, paternità e disabilità finalmente tutelate nel CCNL firmato da DOMINA e sindacati

Scatta anche l’aumento in busta paga, ma il 49% dei lavoratori è ancora senza contratto

(29/10/2025)

Roma, 28 maggio 2025 – Le parti sociali del settore del lavoro domestico, guidate da DOMINA – Associazione Nazionale Famiglie Datori di Lavoro Domestico, e Fidaldo insieme alle organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL, UILTuCS e Federcolf, hanno sottoscritto l’ipotesi di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro sulla disciplina del lavoro domestico, che interessa oltre un milione e seicentomila lavoratrici e lavoratori in tutta Italia, e oltre un milione e settecentomila famiglie.

Il rinnovo rappresenta un passaggio decisivo per la tutela e la valorizzazione del lavoro di cura, con nuove disposizioni che rafforzano i diritti dei lavoratori e garantiscono maggiore trasparenza nei rapporti di lavoro. Un accordo che conferma il ruolo del settore come pilastro sociale e leva essenziale del welfare familiare italiano.



Tra le principali novità introdotte vi è la revisione della lettera di assunzione, aggiornata in linea con la normativa sulla trasparenza per assicurare chiarezza e correttezza nelle informazioni fornite al momento dell’instaurazione del rapporto di lavoro.



Grande attenzione è stata riservata alla tutela della maternità e della paternità. Il nuovo contratto introduce la possibilità per la lavoratrice di usufruire di un periodo di maternità facoltativa immediatamente successivo a quello obbligatorio, per una durata di quattro mesi non retribuiti. È inoltre previsto il diritto di paternità alternativo, che garantisce al lavoratore gli stessi diritti e le stesse modalità di fruizione, compreso il divieto di licenziamento salvo giusta causa. Questa innovazione consente al contratto collettivo di adeguarsi progressivamente agli settori economici e ulterioramente alla Convenzione n.189 del 2011 dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro, dedicata alla tutela del lavoro domestico, rappresentando un nuovo passo avanti rispetto alla normativa nazionale e riconoscendo pienamente il valore umano e sociale di chi lavora nel settore. Le Parti Sociali del settore lasciano cosi il testimone, adesso, allo Stato a provvedere interamente alla carenza economica delle lavoratrici e lavoratori in maternita facoltativa.



Un altro importante traguardo riguarda i permessi retribuiti. Il contratto prevede ora la possibilità per i lavoratori e le lavoratrici domestici di utilizzare tali permessi anche nel caso in cui debbano assistere un familiare con disabilità grave. Poiché la Legge 104 del 1992 non si applica al lavoro domestico, il CCNL interviene per offrire una tutela effettiva: i lavoratori potranno usufruire dei permessi retribuiti già previsti dal contratto e, una volta terminati, continuare a richiedere permessi non retribuiti per far fronte a esigenze familiari di assistenza continuativa.



Il rinnovo introduce inoltre un aumento salariale complessivo di cento euro, suddiviso in quattro tranche durante la vigenza triennale del contratto, come riconoscimento del valore sociale, umano ed economico del lavoro di cura. Ulteriore novità è il riconoscimento economico per le lavoratrici che hanno investito nella propria formazione. Per le lavoratrici conviventi in possesso della certificazione UNI 11766:2019, viene riconosciuto un incremento retributivo aggiuntivo di 30 euro mensili, a valorizzare la professionalità certificata e la qualità del servizio offerto alle famiglie.



Tuttavia, accanto alle innovazioni contrattuali, resta sempre alta l’attenzione sul tema del lavoro irregolare. Secondo le elaborazioni di DOMINA basate su dati ISTAT e INPS, il comparto conta circa un milione e settecentomila persone censite ufficialmente, ma si stima che il numero complessivo di lavoratori e datori di lavoro superi i tre milioni e trecentomila, con un tasso di irregolarità del 48,8 per cento, il più alto tra tutti i settori produttivi. Per confronto, l’agricoltura registra un tasso del 20,8 per cento, mentre la media nazionale si attesta intorno al 10 per cento.



“Questo accordo – dichiara Lorenzo Gasparrini, Segretario Generale di DOMINA – rappresenta non solo un importante passo avanti contrattuale, ma anche un impegno concreto per la piena dignità del lavoro domestico. Forte di questo rinnovo contrattuale, l'impegno di DOMINA continua anche nel Comitato nazionale per la prevenzione e il contrasto del lavoro sommerso, con l'impegno di portare all’attenzione del Governo, dei Ministeri, delle Agenzie pubbliche e dei colleghi presenti al tavolo, il ruolo cruciale di questo settore, proponendo misure concrete quale il "Cash Back" per il Lavoro Domestico, per contrastare il lavoro irregolare e valorizzare chi lavora con competenza e dedizione nelle case delle famiglie italiane”.


 






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