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Il futuro di Castellammare di Stabia: la proposta per un “Riequilibrio Ambientale” e le Cinque Città del domani(25/06/2026)
Castellammare di Stabia – Trasformare Castellammare di Stabia in una "Città verde e del mare", rompendo con i vecchi e fallimentari modelli economici del passato per abbracciare un'urbanistica partecipata e democratica. È questo il cuore pulsante della proposta redatta dal Prof. arch. Emma Buondonno (Università Federico II di Napoli) insieme agli architetti Fulvio Ricci e Domenico Vozza. Il documento delinea una visione strategica per i prossimi 25 anni, basata sul concetto di "urbanistica come apprendimento sociale". L'obiettivo è scardinare la rigidità della morfologia urbana stabiese attraverso cinque macro-temi chiave: Abitare, Muoversi, Lavorare, Natura e Storia. Il paradigma delle "Cinque Città"La proposta si articola mettendo a confronto cinque diverse sfaccettature e identità dello stesso territorio: 1. La Città del Mare (Il Waterfront) L'idea guida è perentoria: "La città finisce e inizia alla banchina portuale e alla battigia". Per ricostruire un vero rapporto con il mare, i progettisti propongono la demolizione dei "volumi monstre" e delle barriere nell'area portuale (salvo edifici di pregio da riqualificare a fini sociali) e la creazione di un molo pubblico per il diporto popolare. 2. La Città della Sicurezza (Prevenzione Sismica e Idrogeologica) Castellammare sorge in un'area fortemente esposta a rischi sismici e idrogeologici. Secondo gli esperti, l'attuale Piano di Protezione Civile è insufficiente. Rischio Sismico: Il Centro Storico, per via delle murature vetuste e delle superfetazioni, è considerato ad altissima vulnerabilità. Si rende necessario un programma di consolidamento strutturale esperto guidato dal Comune. Rischio Idrogeologico: A causa di incendi, tagli boschivi incontrollati e cementificazione degli alvei verso Gragnano e il Faito, il rischio di frane e inondazioni è aumentato esponenzialmente. La soluzione proposta rifiuta nuove opere in cemento armato o condotte forzate, preferendo una rete di scolo naturale e la piantumazione dei versanti con specie botaniche locali. 3. La Città della Storia (Il Centro Antico) Il Centro Storico appare oggi isolato e deturpato da abusivismo e manomissioni. La proposta mira a un recupero prudente del tessuto storico : restauro di edifici monumentali, riuso abitativo, demolizione degli abusi, rifacimento di fognature e calpestii, e soprattutto la rivitalizzazione delle antiche botteghe artigiane per coniugare tradizione e creatività contemporanea. 4. La Città senza Periferie (La zona di recente formazione) La piana alluvionale a nord/nord-ovest è cresciuta negli ultimi 40 anni come una grande periferia disorganizzata, satura e scollegata dal mare. I tre architetti propongono un "Progetto speciale di area vasta" per bloccare la cementificazione all'infinito, riqualificare gli spazi pubblici, riattivare la rete idrografica superficiale e introdurre edilizia residenziale pubblica e privata integrata. 5. La Città della Nuova Industria Per rispondere alla pesante desertificazione industriale dell'area stabiese, il piano esorta alla demolizione degli opifici dismessi e inquinanti per fare spazio a parchi pubblici, verde urbano e nuovi insediamenti eco-industriali (Industria 4.0) ad alto contenuto tecnologico. Le grandi sfide: Mobilità e "Più Natura" L'accessibilità rimane il tallone d'Achille del comprensorio, considerando che Castellammare rappresenta il varco obbligato per l'intera Penisola Sorrentina. Per abbattere la congestione del traffico, lo studio propone una rivoluzione della rete infrastrutturale basata su 4 livelli di trasporto: Un collegamento viario veloce di attraversamento dallo svincolo autostradale all'ex "Calce e Cementi". Una pista ciclabile in sede propria da Castellammare a Sorrento. Navette tecnologiche e ibride in sede propria verso Gragnano, Vico Equense e il Faito, con scambiatori intermodali ferro-gomma-mare. Percorsi pedonali interconnessi per il recupero paesaggistico degli attraversamenti. Il polmone verde contro l'isola di caloreIl piano prevede l'applicazione del sistema "PIU' Natura": per una città di quasi 70mila abitanti, almeno 1,5 km del territorio comunale (circa il 10%) deve essere destinato a verde urbano, garantendo che almeno il 50% dei suoli non sia impermeabilizzato per mitigare l'effetto dell'isola di calore. Tra le proposte spunta anche l'obbligo per il Sindaco di celebrare la Giornata dell'Albero ogni 9 novembre, piantando un albero per ogni nuovo nato o adottato. Governance e Comunità: l'Area OmogeneaSul piano amministrativo, la proposta lancia un'importante provocazione istituzionale nel contesto della Città Metropolitana di Napoli: la nascita dell'Area Omogenea Penisola Sorrentina, divisa in due grandi Municipalità: Municipalità di Castellammare di Stabia - Agerola: formata da 8 comuni (tra cui Gragnano, Lettere, Pimonte e Sant'Antonio Abate), capace di accogliere 150mila abitanti riducendo drasticamente la densità territoriale media e migliorando la qualità della vita. Municipalità di Sorrento: formata da 6 comuni della costiera. Questa nuova sinergia territoriale, unita alle opportunità della Zona Economica Speciale (ZES) e dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale, potrebbe permettere la nascita di progetti di scala, come il Polo di Eccellenza della produzione della Pasta coordinato con Gragnano. Un'opportunità concreta – conclude il documento – per generare lavoro, stimolare l'economia circolare e arrestare finalmente la drammatica fuga e desertificazione giovanile che colpisce il territorio. |
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