Crisi sul Faito: analisi delle sfide e possibili soluzioni per rilanciare il cuore verde dei Monti Lattari(20/07/2025)
di Carmine Cascone
Negli ultimi mesi, il territorio dei Monti Lattari, e in particolare il Faito, sta vivendo una fase di profonda crisi che minaccia l’equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo economico. Due eventi tragici, la scomparsa di Angela Celentano sul Monte Faito e la tragedia della funivia dell’aprile scorso, hanno avuto un impatto emotivo e simbolico sulla comunità locale e sui visitatori, contribuendo a un calo significativo dell’afflusso di turisti e, di conseguenza, di attività commerciali e ricettive.
Il Faito, conosciuto come il “polmone verde” della penisola sorrentina, rappresenta una risorsa naturale e culturale di grande valore. Tuttavia, la sua vocazione turistica sembra essere messa a dura prova da una serie di fattori interconnessi. Nonostante l’impegno di alcune associazioni e organizzazioni di eventi per promuovere il territorio, la risposta da parte delle istituzioni pubbliche, degli enti locali e dell’amministrazione del parco regionale Monti Lattari appare ancora insufficiente e distante dalle reali esigenze di chi vive e lavora sul territorio.
Analisi dei problemi
1. Mancanza di coordinamento e supporto istituzionale: La carenza di un piano strategico condiviso tra enti pubblici, amministrazioni e associazioni limita le possibilità di promuovere il territorio efficacemente. La mancanza di interventi concreti per migliorare la sicurezza, la segnaletica e l’accessibilità scoraggia i visitatori.
2. Immagine negativa a causa delle tragedie: Gli eventi drammatici hanno influito sulla percezione del Faito come destinazione sicura, determinando una diminuzione delle visite e delle attività ricettive.
3. Insufficiente promozione e marketing territoriale: Nonostante alcune attività di organizzazione di eventi, il territorio non viene adeguatamente promosso a livello regionale, nazionale o internazionale, lasciando spazio a un’immagine di abbandono e insicurezza.
4. Difficoltà nelle infrastrutture e servizi: La mancanza di infrastrutture adeguate, come strutture di ricezione, punti informativi e servizi di trasporto, limita l’esperienza dei visitatori e rende difficile un rilancio sostenibile.
Possibili soluzioni e strategie di rilancio
Per superare questa crisi e valorizzare il Faito come risorsa fondamentale, è necessario un intervento integrato e condiviso. Ecco alcune proposte:
1. Pianificazione strategica e coinvolgimento delle istituzioni: Creare un tavolo di concertazione tra enti pubblici, amministrazioni locali, associazioni e aziende del settore per definire un piano di sviluppo sostenibile, con obiettivi chiari e azioni coordinate.
2. Investimenti in sicurezza e infrastrutture: Rinnovare e potenziare le infrastrutture, migliorare la segnaletica, garantire la sicurezza delle attività e delle attrazioni, riducendo i rischi e rassicurando i visitatori.
3. Campagne di comunicazione e promozione: Avviare campagne di marketing mirate, anche attraverso i social media e i canali digitali, per riabilitare l’immagine del territorio e attrarre nuovi visitatori.
4. Eventi e iniziative culturali: Potenziare le attività di promozione attraverso eventi culturali, escursioni guidate, manifestazioni enogastronomiche e sportive, in collaborazione con le comunità locali.
5. Sviluppo di servizi sostenibili: Promuovere un turismo eco-sostenibile, incentivando l’utilizzo di mezzi di trasporto alternativi, la gestione responsabile delle risorse e il coinvolgimento delle comunità locali.
6. Formazione e coinvolgimento della comunità: Investire nella formazione degli operatori turistici e coinvolgere attivamente i residenti, affinché siano promotori autentici del territorio.
In sintesi
Il Faito e i Monti Lattari hanno tutte le potenzialità per rinascere e diventare un modello di turismo sostenibile e di qualità. Tuttavia, è fondamentale che le istituzioni e gli attori locali collaborino con determinazione, mettendo da parte le divergenze e puntando su una strategia condivisa che valorizzi le risorse naturali, culturali e umane del territorio. Solo così si potrà superare questa fase difficile e restituire al “polmone verde” della penisola sorrentina il ruolo di protagonista nel panorama turistico regionale e nazionale.

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