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ASMEL: Fra trenta giorni rischiamo il lockdown

(27/10/2020)

Il decreto riconosce il fallimento su distanziamento e tracciamento dei contagi. Meglio puntare sui Comuni da sempre pronti nell’affrontare le emergenze

ASMEL, l’Associazione per la Sussidiarietà e la Modernizzazione degli Enti Locali, che ne associa oltre il 40% in tutt’Italia propone di coinvolgere i Comuni per scongiurare il rischio che dopo i trenta giorni di validità del Decreto si sia costretti a chiudere tutto.
Secondo l’Associazione, il decreto non interviene sulla principale fonte di contagio: i trasporti pubblici, sui quali “la gente viaggia stipata come sardine e si chiede con quanta credibilità vengano poi chiesti sacrifici tanto pesanti in nome del distanziamento sociale”. E non affronta il fallimento del tracciamento dei contagi. Su entrambi i fronti, ASMEL propone di coinvolgere i Sindaci che rappresentano, nel proprio territorio, la massima Autorità sanitaria e di protezione civile.
Potrebbero rafforzare le corse del trasporto pubblico, precettando i bus privati e turistici, attualmente chiusi nelle autorimesse, causa pandemia. Invece di pagare la cassa integrazione ai lavoratori per tenerli fermi, l’Associazione propone di dotare i Comuni delle risorse necessarie a chiamare i privati a soccorso del pubblico e stima una spesa non superiore al miliardo per potenziare le corse di metro e bus di linea.





I comuni dispongono da sempre di una rete di volontari pronti a intervenire in caso di emergenze, che potrebbero intervenire per evitare le resse in attesa dei mezzi di trasporto. La stessa rete potrebbe essere utilizzata sul fronte del tracciamento, con le ASL incapaci di star dietro alla crescita iperbolica dei contagi. L’App Immuni rappresenta un contenitore vuoto se non vengono inseriti i dati sui contagiati e i loro contatti.
“L’emergenza - afferma Francesco Pinto, segretario generale dell’Asmel - sta portando al collasso sia le Regioni che le Asl. Mai come in questo momento, è necessario mettere in campo tutte le risorse, anzi anche di più, prima che la saturazione dei posti nelle rianimazioni determini scelte radicali e definitive. L’esperienza insegna che i Comuni riescono ad essere catalizzatori di impegno ed energie come nessun’altra istituzione riesce a fare. Tutti noi ricordiamo e sappiamo bene che nelle emergenze, sindaci e amministratori hanno saputo aggregare volontari e coordinarsi con la Protezione Civile”.
“I Comuni rappresentano la spina dorsale d’Italia – sostiene Giovanni Caggiano, presidente ASMEL - presidio di libertà e di concreta solidarietà nelle travagliate esperienze che hanno segnato la storia del nostro Paese. E’ giunto il momento di affidare a chi più di tutti ha conoscenza del territorio e dei cittadini la gestione delle principali misure in grado di scongiurare un nuovo lockdown totale, che specie in alcune zone del nostro Paese appare sempre più incombente”.
 






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