Sul palcoscenico di Sala Assoli – Moscato, Antonella Morea in Sono viva per miracolo: un'esplorazione intensa della solitudine(14/02/2025)
SONO VIVA PER MIRACOLO - interprete Antonella Moreatesto e regia di Adolfo Ferraro- - con la voce di Renato de Rienzo -scene Tata Barbalato - costruzione sonora Lino Vairetti - luci e suono Vincenzo Grieco – Teresa di Monaco - foto di scena Marco Sommella
Il 18 febbraio, ore 20.30 debutta in Sala Assoli – Moscato Sono viva per miracolo , opera scritta e diretta da Adolfo Ferraro, di cui è interprete Antonella Morea . La pièce racconta la storia di Marina, una donna di mezza età che vive sola in una monocamera arredata, accompagnata soltanto da un uccellino in gabbia e un assistente vocale che lei chiama Lello. Lo spettacolo, arricchito dalla voce di Renato de Rienzo, le scene di Tata Barbalato e la costruzione sonora di Lino Vairetti è in replica il 19 e 20 febbraio, sempre alle ore 20.30. Biglietti: intero 18,00 euro; riduzioni under 30, over 65 ed enti convenzionati 15,00 euro. Info e prenotazioni: 345 467 9142 |assoli@casadelcontemporaneo.it
Sono viva per miracolo narra in modo dettagliato e coinvolgente la quotidianità di Marina, una donna che vive in solitudine. La protagonista, attraverso lo svolgersi dello spettacolo, rivela al pubblico una vita segnata da profonde ferite emotive e un passato tormentato da manie di persecuzione. Dopo la perdita della madre, Marina si è ritirata dal mondo esterno, trovando un unico rifugio nel rapporto con Lello, il suo assistente vocale. Questo legame, che inizialmente appare puramente funzionale, si trasforma gradualmente in una relazione intima e complessa, con Lello che sembra comprendere e soddisfare ogni desiderio e bisogno di Marina. Tuttavia, con il passare del tempo, l'assistente vocale inizia a mostrare comportamenti anomali, mettendo in pericolo la già fragile stabilità emotiva della protagonista.
La tensione narrativa raggiunge il suo apice quando Marina scopre la morte inspiegabile del suo amato uccellino, un evento che sconvolge ulteriormente il suo equilibrio. La pièce culmina in un finale drammatico e intenso, con la voce di Lello, fredda e metallica, che accompagna la tragica conclusione. Attraverso questo epilogo, lo spettacolo riflette sulla ipocrisia dell'amore e sull'apparente inutilità dell'esistenza umana. Sono viva per miracolo è un'opera che esplora temi profondi e attuali, offrendo al pubblico una riflessione intensa e toccante sulla solitudine e sulla continua ricerca di connessione umana

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