Scuole di danza, palestre, piscine in ginocchio a causa delle chiusure per l’emergenza Covid19(10/05/2020) 
Sono in crisi circa 17.000 scuole di danza e ballo in Italia un settore che non è mai stato regolamentato in modo da rispecchiare le reali esigenze lavorative e professionali di danzatori, maestri, tecnici, proprietari. L’intero settore rischia di collassare.
Una stagione bruciata nel suo momento più caldo per le scuole e per le palestre chiuse da oltre 40 giorni. Un periodo davvero difficile per chi ha solo questo come fonte di sostentamento.
I problemi attuali sono la mancanza di liquidità attuale, con gli affitti e le utenze da pagare e tanti dubbi su quando e come le palestre potranno riaprire in attesa del decreto del Ministro Spadafora.
Per adesso ognuno sta andando per sé, gli affitti a qualcuno sono stati sospesi o dimezzati ma non a tutti e in ogni caso non si sa se questi affitti poi andranno versati in seguito.
Il problema principale è sempre lo stesso: quando potranno riaprire queste attività?
Il “dopo Covid” per le scuole di danza sembra quindi, “un gigantesco punto interrogativo”.
Per approfondire l’argomento ho intervistato il Direttore del “Centro professionale Artedanza” a Castellammare di Stabia Demis Autellitano e la Direttrice Carla Palumbo.
Demis, quali iniziative sono state intraprese in campo nazionale riguardo la crisi delle scuole di ballo?
“I titolari delle scuole di danza si sono fatti promotori di una petizione portata all’attenzione del ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, affinché venissero accolte le loro istanze e analizzate le criticità del settore a causa del prolungamento delle chiusure.
AssoDanza Italia, l’organo che tutela le esigenze delle scuole di danza in tutta Italia di cui ne sono membro, ha esposto ai referenti istituzionali le istanze del nostro mondo Molte interpellanze sono già state presentate nell’emergenza Covid come il problema degli affitti delle scuole di danza, proponendo di definire un canone unico forfettario fino alla data di riapertura da proporre ai proprietari degli immobili.
Inoltre si è richiesto di individuare con urgenza un calendario per la riapertura stabilendo le modalità e le caratteristiche di contingentazione che siano compatibili con la dinamica di svolgimento e la didattica specifica delle lezioni di danza.
Ottenere, inoltre, precise disposizioni per la sanificazione alla riapertura e in itinere durante lo svolgimento dell’attività.
Infine la richiesta di ottenere un bonus che copra l’intero periodo fino alla riapertura.”
-In attesa che vengano accolte le suddette richieste come pensate di organizzare la vostra scuola dopo la riapertura?
“Anzitutto il rispetto assoluto delle misure di sicurezza che saranno comunque rigide: poche persone negli spazi, con il rispetto della distanza di sicurezza, uso di mascherine, igienizzanti all’ingresso, pulizia e sanificazione costante di locali e spogliatoi. Un’abitudine che avevamo già introdotto prima dell’emergenza Covid.
Per le distanze fisiche non ci sono problemi perché le nostre sale sono spaziose, il decreto sicuramente ci spiegherà in base alle metrature le persone che possono entrare. Non credo che sia difficilissimo organizzarsi.”
Carla, quali precauzioni adotteresti per gli allievi più piccoli?
“ Oltre alle garanzie esposte da Demis si potrebbe ipotizzare di scaglionare gli ingressi per le lezioni, i bambini dovranno essere accolti all’ingresso senza che entri l’accompagnatore, l’insegnante dovrà stare a distanza di almeno due metri dagli allievi. Penso che lo spazio a disposizione di ognuno debba essere di almeno 7 metri quadri e di 2 metri per le allieve del classico.
Ovviamente gli insegnanti e il personale dovrà indossare mascherine e guanti.
Vedo che ci sono tutti i presupposti per garantire la sicurezza degli allievi.
In attesa della riapertura, in che modo riuscite a mantenere il contatto con i vostri allievi?
“Attraverso le dirette in streaming rimaniamo in contatto con le ragazze e le bambine e Carla propone su instagram delle coreografie che vengono ripetute dai partecipanti.
Sono momenti di ampia partecipazione e divertimento per cercare di dare continuità e soprattutto non perdere “l’allenamento”.
Ho constatato con piacere l’ottimismo e la fiducia di chi è pronto a ripartire.
Ringraziandovi per la disponibilità auguro che possiate riprendere il vostro lavoro come prima o ancora meglio.
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