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La cambiale di matrimonio (la bella lezione del canadese della colonia britannica)

Pesaro, Rossini Opera Festival 2025, Teatro Rossini

(16/08/2025)

Due giovani innamorati (Fannì e Edoardo Milfort) vorrebbero sposarsi ma il padre di lei (Tobia Mill), ricco mercante londinese, che nulla sa in proposito, senza minimamente informarsi sui desideri e sentimenti della figlia, decide di sposarla a un suo corrispondente in affari, il canadese Slook.

Grande è la sudditanza – psicologica e non – della giovane, privata di libertà decisionale anche nei suoi affetti più intimi, secondo l’indubbio principio della patria potestà (sancito dal diritto romano ed abolito in Italia soltanto nel 1975) che conferiva al capofamiglia il potere economico e sociale su moglie e figli.

L’argomento potrebbe costituire (come avvenuto in altre occasioni) il dramma di un’opera seria se non fosse messo in burla attraverso un’esagerazione buffonesca: Fannì viene promessa in sposa attraverso una cambiale (mezzo finanziario di pagamento usato nei più comuni scambi commerciali) e pertanto, declassata ad una qualsiasi merce.

Slook (che arriva a Londra con un aiutante e un orso) è portavoce di una cultura diversa ed è denigrato proprio per la sua diversità. Poiché proviene da una delle tante colonie britanniche, è dipinto fin dalle prime scene come incivile, goffo, ignaro delle convenzioni e delle buone maniere che caratterizzavano al tempo la rinomata ed irraggiungibile cultura europea.

Sarà invece proprio lui a dare a tutti una lezione mettendo in crisi la ‘patria potestà’ di cui non riesce a comprendere neppure il significato e valorizzare l’affetto sincero che lega i due giovani: girerà a favore di Edoardo, senza pretendere nulla in cambio, il titolo di credito che avrebbe dovuto garantirgli il ‘possesso della fanciulla’ garantendo ai due innamorati un futuro sereno.

Chi non la conosce?

È la trama de LA CAMBIALE DI MATRIMONIO, farsa in un atto su libretto di Gaetano Rossi, seconda opera in programma al Rossini Opera Festival 2025 (sovrintendenza di Ernesto Palacio-direzione artistica di Juan Diego Florez).

E’ stata rappresentata al Teatro Rossini l’11 agosto 2025 (repliche 15, 17, 20 agosto).

Ho molto apprezzato l’ambientazione coeva (1810) del regista inglese Laurence Dale (io in particolare), che l'aveva già allestita al ROF 2020, in pieno Covid, in un teatro che racchiudeva circa 200 spettatori (il pubblico con le mascherine nei palchi, l’orchestra in platea, spogliata delle poltrone).

Ottima la compagnia di canto sotto la direzione di Christopher Franklin sul podio della Filarmonica Gioachino Rossini: Pietro Spagnoli (Tobia Mill), Paola Leoci (Fanny), Mattia Olivieri (Slook), Jack Swanson (Edoardo Milfort), Ramiro Maturana (Norton) e Inés Lorans (Clarina). Chi mi è piaciuto di più? Pietro Spagnoli e Mattia Olivieri, bravi cantanti e disinvolti attori (soprattutto Slook).


Lo spettacolo (sicuramente l’opera più bella del ROF 2025) è stato capace di divertire e rallegrare tutto il pubblico che ha tributato all’intero cast sinceri consensi e calorosi applausi.

Apprezzato anche l'inedito abbinamento della breve opera con l'esecuzione delle Soirée musicales (otto ariette e quattro duetti), pubblicate nel 1835, musica da salotto che Rossini era solito comporre ed eseguire al piano per gli eleganti ricevimenti parigini che lo vedevano generoso anfitrione (più che ospite in casa altrui).

Annunciato il programma della 47a edizione del Rossini Opera Festival che  proporrà dall’11 al 23 agosto 2026 un totale di 22 spettacoli: una nuova produzione di ‘Le Siège de Corinthe’ (diretta da Carlo Rizzi e messa in scena da Davide Livermore, alla sua quinta regia al ROF) e due riprese di opere che hanno fatto la storia della manifestazione: ‘L’occasione fa il ladro’ (messa in scena nel 1987 da uno dei maestri della regia rossiniana quale Jean-Pierre Ponnelle, l’anno prossimo diretta da Alessandro Bonato) e  ‘La scala di seta’ (ideata nel 2009 da Damiano Michieletto e portata alla Royal Opera House di Muscat nel 2019, che sarà diretta da Iván López Reynoso).

Paola Cecchini

 






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