Una bellezza pericolosa: LA POESIA(03/02/2018) Di Angela Ceraso
“La poesia è creazione, in ognuno di noi si nasconde un talento: basta crederci”
Il mio vivere è qui
tra muri scritti e degrado assoluto
Il mio vivere è qui
in questo posto abbandonato dal divertimento
conquistato dalla violenza…
Al palazzo Salerno Lancellotti Durazzo di Casalnuovo di Napoli, l’incontro del venerdì è dedicato al giovane poeta emergente Emanuele Cerullo, autore di due libri di poesie “Il ventre di Scampia” e “Il coraggio di essere libero”, un ragazzo che ha raccontato una storia autobiografica pregna di riscatto e voglia di essere diverso da un sistema di omologazioni e aspettative sempre uguali. Una lotta condotta attraverso l’utilizzo di endecasillabi e decasillabi pronti a scandire uno stato d’animo che definisce gli anni che vanno dall’infanzia all’adolescenza, un periodo carico di speranze ma anche ricco di disagi dovuti all’ambiente ostile nel quale era inserito: la scuola, gli oratori, la palestra.
Emanuele ha parlato chiaramente del bullismo subito a scuola dai suoi coetanei, una netta risposta alla sua diversità che stava emergendo e che si stava delineando in un contesto degradato in cui la legge del più forte faceva da padrone.
Un poeta che racconta ad una platea di adolescenti che a Scampia non si sceglie di essere, spesso si è, e basta, per una sorta di regole tacite insite in un sistema radicato. Lui, invece, con consapevolezza ha deciso di prendere le distanze, sfruttando un talento che lo ha cullato da sempre e lo ha reso libero: di pensare, vivere e soprattutto di scegliersi un futuro diverso. Una scelta, non una fuga, un preferire cambiare il mondo attraverso la letteratura, l’arte in genere e la poesia; quest’ultima ritenuta una creazione, un cosmo, una bellezza pericolosa.
Ai ragazzi presenti in sala consiglia di leggere e divorare i testi di poesia e letteratura soprattutto contemporanea tra i suoi autori preferiti Montale, Alda Merini, Pasolini; invita alla formazione percepita come indipendenza dell’essere.
Raccomanda, ancora, di essere anarchici artisticamente, rifiutando le omologazioni per rompere schemi prefissati ed uscire fuori da un mondo virtuale e tecnologico che non lascia spazio a momenti d’incontro concreti e palpabili: siate i padroni del vostro tempo, riempitelo di passioni, inventate il tempo!
In quest’ultima affermazione trova posto l’alienazione interiore percepita per un bombardamento mediatico e tecnologico che non lascia spazio alla riflessione e a momenti interpersonali di arricchimento e confronto.
Un poeta da considerarsi un soldato intellettuale, che non si sente del tutto libero perché l’autonomia è una magia interiore, una continua ricerca, che muta a seconda delle situazioni e del modo di percepire gli eventi.
Una splendida Simona Visone, assessore alla cultura, che attraverso questo momento ha rammentato ai giovani liceali presenti in sala che le scelte non sono mai casuali ma rappresentano la risposta a quel senso di responsabilità che si ha nel custodire la propria libertà.
Da parte mia mi auguro che questo provenire da una periferie non sia lo strumento per emergere e venire fuori come intellettuale ma soltanto un punto di partenza per nuove esperienze letterarie che il giovane autore dimostrerà di compiere e condurre con competenza e professionalità.
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