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Libri, lettori e spazi condivisi per immaginare il futuro delle librerie

(03/10/2025)

Chiara Faggiolani e Clelia Castellano al Campania Libri Festival presentano Libri insieme e No Time, No Space in dialogo con i curatori dei book club della libreria Feltrinelli di piazza dei Martiri per una riflessione su lettura condivisa, comunità e trasformazione culturale

Le librerie possono ancora essere luoghi da abitare, da attraversare con lentezza, in cui la lettura si intreccia con la relazione? Quali modelli ci offrono oggi i lettori e le comunità che costruiscono attorno ai libri nuovi modi di stare insieme? Domenica 5 ottobre alle ore 16.00, nella Sala Prima Pagina del Palazzo Reale di Napoli, il Campania Libri Festival ospita l’incontro “Luoghi da leggere: lettura, comunità e futuro delle librerie”, a cura della libreria Feltrinelli di piazza dei Martiri. Un dialogo tra teoria e pratica a partire dai libri di Chiara Faggiolani (Libri insieme, Laterza) e Clelia Castellano (No Time, No Space, Guerini scientifica); modera Donatella Trotta.

Due visioni complementari — da un lato l’analisi delle comunità della conoscenza, dall’altro la riflessione poetica sullo spazio come luogo — si confrontano con l’esperienza concreta dei book club Feltrinelli, attivi all’interno della libreria di piazza dei Martiri a Napoli. Insieme alle autrici e alla giornalista Donatella Trotta, i curatori dei gruppi di lettura porteranno le loro testimonianze, contribuendo a una riflessione collettiva sul presente e il possibile futuro delle librerie come spazi culturali, sociali e partecipativi.

Al centro dell’incontro, due libri che affrontano da prospettive complementari il rapporto tra lettura, spazio e comunità: Libri insieme di Chiara Faggiolani, un’indagine approfondita sulle “comunità della conoscenza” nate attorno ai libri in contesti spesso non convenzionali, e No Time, No Space di Clelia Castellano, un saggio poetico e teorico che invita a ripensare lo spazio come luogo vivo e il tempo come dimensione rigenerativa, capaci di accogliere relazioni autentiche. A partire da queste visioni, l’incontro si aprirà a un dialogo concreto con l’esperienza dei book club Feltrinelli, attivi all’interno del Megastore di Napoli.

Nati da un’esigenza spontanea di incontro e condivisione, i gruppi di lettura rappresentano un esempio di come anche una libreria possa trasformarsi in un laboratorio culturale informale, in grado di raccogliere comunità diverse e costruire nuove forme di relazione attorno ai libri. Il confronto con le riflessioni delle due autrici diventa così un’occasione per interrogarsi su quale futuro immaginiamo per le librerie: possono ancora essere luoghi da abitare, da frequentare nel tempo lento della lettura e dello scambio, anziché semplici spazi di passaggio?

A dare corpo alla riflessione saranno le voci dei curatori e dei partecipanti dei book club, che condivideranno le loro testimonianze dirette: pratiche, dubbi, visioni nate nel vivo degli incontri. Il pubblico sarà coinvolto in una conversazione aperta, che nasce dal bisogno di ripensare i luoghi della cultura come spazi di prossimità, accoglienza e relazione, capaci di rispondere a nuove esigenze di senso, comunità e bellezza.

Libri insieme. Viaggio nelle nuove comunità della conoscenza
di Chiara Faggiolani – Laterza
Ogni anno sondaggi e statistiche ci dicono che nel nostro paese si legge poco, troppo poco. Che sempre meno sono coloro che hanno una comprensione del testo scritto. In pochissimi, però, si sono accorti che l’Italia è protagonista di una piccola rivoluzione silenziosa: decine e decine di esperienze hanno fatto del libro e della lettura uno strumento di connessione, cura e innovazione sociale. Sono le comunità della conoscenza ed è tempo di raccontarle!
Sono numerose e si moltiplicano giorno dopo giorno in un autentico processo di gemmazione. Le comunità della conoscenza stanno cambiando il modo in cui le persone vivono i libri. Cosa sono concretamente? Sono realtà che prendono forma in contesti e luoghi molto diversi: biblioteche ‘normali’ e di condominio, gruppi di lettura analogici e digitali, librerie tradizionali e associative, silent reading party, ritiri letterari, human libraries. Sfiorano le gerarchie tradizionali della filiera del libro, ma più frequentemente nascono completamente al di fuori di essa, in spazi inusuali che ritrovano nuova vita grazie alla lettura condivisa. Le comunità della conoscenza fanno del libro il loro motore e delle storie il loro carburante. Storie che diventano strumenti di cura e agenti di sviluppo per le comunità. Chiara Faggiolani, attraverso conversazioni con decine e decine di pionieri della lettura nel nostro paese (e oltre), racconta micro-storie che vedono nella lettura l’agente di sviluppo per la comunità, lo strumento di rigenerazione urbana, di innovazione sociale, di contrasto alla solitudine e di promozione della salute. Libri insieme si rivolge a chi lavora nel mondo del libro e vuole cogliere nuove opportunità, ai professionisti che vogliono comprendere i cambiamenti culturali in atto. Ma è anche un libro che parla al cuore dei lettori, a chi crede nella forza trasformativa delle storie.

No Time, No Space. Come gli spazi si fanno luoghi
di Clelia Castellano, con intervista a Pietrangelo Buttafuoco – Guerini Scientifica, 2025
Come agisce lo spazio sulla nostra identità? A questa domanda l’autrice offre una riflessione delicata e immersiva sullo spazio inteso come narrazione antropologica, come dimensione oracolare in cui il demiurgo è lo sguardo umano. La «compassione sociologica» ha prodotto gli spazi fruibili della sicurezza e del decoro istituzionale. Spazi utili, appunto, mentre in questa sede ci si interroga sui luoghi necessari, forse indispensabili, per costruire persone e comunità, offrendo prospettive per provare a ripensare soprattutto gli spazi pubblici, per farne luoghi di scambio reale, affinché il loro esperire ci restituisca la gioia della condivisione. Spazi non clinicizzati, ma rigenerativi, in grado di curare l’anomia e la disaffezione con la loro bellezza, la loro porosità rispetto alla dimensione temporale. Luoghi nei quali indugiare, fermarsi a respirare, fare scuola. Luoghi di meraviglia grande e semplice, come librerie, teatri, parchi, lidi. Luoghi di apparente, immediata inutilità, ma necessari perché spazi di accoglienza, nei quali riedificare l’agorà del terzo millennio.






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