L'America sbagliata‘Fazendas, café, cana-de-açúcar, vinha e uvas- Marchigiani in Brasile’(10/07/2023)  E' uscito in questi giorni, per i tipi della Mazzanti Libri di Venezia, ‘Fazendas, café, cana-de-açúcar, vinha e uvas- Marchigiani in Brasile’ della giornalista pesarese Paola Cecchini, secondo al Premio ‘Dispatriati- opere inedite di migrazioni’ (Jesolo, 2022). Partendo dai cartografi e bandeirantes del XVI secolo, il libro racconta la colonizzazione del Paese, l’emigrazione di massa con le sue leggi e decreti vari, soffermandosi sul cammino verso la libertà degli schiavi neri, fino ad arrivare alla Lei Visconde do Rio Branco (detta Lei do Ventre Livre) del 1871 (che garantiva ai figli di madre schiava la libertà al 21° anno di età) e alla Lei Aurea del 1888, tramite cui la Principessa Imperiale Reggente Isabella Gonzaga d'Orléans-Braganza (figlia e erede del erede dell'imperatore Pietro II) ‘declara extinta a escravidão no Brasil” guadagnandosi il titolo di Redentora. L’autrice si addentra, quindi, nell’era del caffè che segue quella dello zucchero (engenho de açúcar) e dell'oro (con il ritrovamento di giacimenti alluvionali nel Minas Gerais) e che finirà per dominare la vita economica, culturale e sociale dell’intero Paese, conferendo a São Paulo il titolo di centro dell’immigrazione europea e italiana in particolare, grazie alle aziende di valenti imprenditori : Rodolfo Crespi, Alessandro Siciliano, Egidio Pinotti Gamba, Geremia Lunardelli e soprattutto il salernitano Francesco Matarazzo che rappresentava ‘dal punto di vista economico e finanziario il 2° Stato brasiliano’.
La seconda parte del libro è dedicata all’emigrazione di 25 famiglie che nei primi anni Cinquanta lasciarono le Marche dopo aver acquistato terreni agricoli in Brasile. Ingannati dallo Stato italiano, si ritroveranno a vivere in regime di semi-schiavitù nelle fazendas di caffè e canna da zucchero da cui fuggiranno di notte grazie all’aiuto di un sacerdote veneto. Abbandonato il sogno che li aveva spinti oltreoceano, si rimboccheranno le maniche in città dove costruiranno una seconda vita, godendo di un Paese ospitale e con un buon clima, ricordando sorridendo le parole del leader del gruppo: ‘ I primi dieci anni sono sempre terribili, si sa, ma dopo passa!’
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