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Gli animali devono essere riconosciuti come soggetti di diritto!

(08/05/2026)

L’attivista vegano e napoletano di Spazio Animale e di Animal Law Italia, Mario De Masi, ha scritto il libro “I diritti degli animali - Verso una soggettività giuridica" nel quale analizza, su vari fronti, la cosiddetta “questione animale”, ossia il nostro rapporto con gli animali.
La prima parte, ripercorre le varie posizioni filosofiche, nei secoli, riguardo la possibilità di riconoscere gli animali come soggetti morali e di diritto. L’autore evidenzia anche l’impatto della religione cattolica sugli animali e ripercorre, da Darwin in poi, le scoperte scientifiche sugli animali, le loro capacità e i sentimenti che posson provare. La prima parte termina con un’analisi dei maggiori filosofi contro lo “specismo” come Singer, Regan, Francione e Salt.

La seconda parte, invece, è molto più tecnica.
“Ho analizzato la normativa, sia nazionale che comunitaria, mettendo in luce il paradosso giuridico per quanto riguarda la situazione degli animali. Infatti, si trovano in un “limbo giuridico” perché in alcuni casi sembrano essere riconosciuti come soggetti, mentre in altri delle vere e proprie res (cose).”
“Il paradosso più grande – continua De Masi – è l’articolo 13 del TFUE che riconosce egli animali come essere senzienti, ma al tempo stesso prevede che il loro benessere animale sia bilanciato con gli interessi umani legati all’alimentazione, alla caccia, alle tradizioni religiose, alla pesca, all’allevamento ecc. Non è un paradosso riconoscere gli animali essere senzienti, ma poi subordinarli al nostro dominio?”

Infatti, la seconda parte dell’opera è anche una critica forte al cosiddetto “welfarismo animale”, ossia quel complesso di regole, nazionali e sovranazionali, che parlano di benessere, ma in realtà – sottolinea De Masi – non può esserci perché gli animali sono sfruttati per i nostri interessi. Non può esserci vero benessere finché gli animali non sono in grado di soddisfare le loro esigenze biologiche, etologiche e sociali. “Agli animali occorre la soggettività giuridica, non presunte norme che non fanno altro che far credere che gli animali stiano meglio. O sono completamente liberi oppure sono sfruttati. Una via di mezzo non è possibile” afferma De Masi.
L’autore evidenzia anche la discriminazione che facciamo tra gli animali stessi, in quanto quelli definiti “d’affezione” hanno tutele e amore, quelli, invece, non riconosciuti come tali vengono considerati cibo, vestiti, trofei, divertimento e altre forme di sfruttamento. In più, viene messo in relazione il consumo di prodotti di origine animale con il consumo di suolo, acqua, perdita di biodiversità, inquinamento e svuotamento dei mari.

Nella terza parte, De Masi, avanza una teoria per il riconoscimento degli animali come soggetti di diritto. “Gli animali sono esseri senzienti, ciò vuol dire che sono in grado di vivere situazioni soggettive sia di piacere che di dolore, ma non solo. L’etologia cognitiva ha dimostrato che gli animali, seppur in gradazione differente, hanno le nostre medesime facoltà. Imparano, giocano, ricordano, provano amore, rabbia, paura, tristezza. In fondo siamo tutti animali, per cui perché relegarli a nostri prodotti di consumo? Hanno interessi come i nostri e per questo vanno riconosciuti come soggetti di diritto e i loro diritti vanno garantiti e protetti”, ci ricorda De Masi. Nel libro, infatti, sono citati studi e dichiarazioni di ben oltre 400 scienziati che riconoscono come gli animali siano consapevoli esattamente come noi.
“Credo davvero che, se si vogliono liberare gli animali dal nostro dominio, vadano riconosciuti come soggetti di diritto, ma occorre anche una maggior sensibilità e un cambiamento delle persone".

Gli animali sono individui, soggetti, esseri senzienti, per cui vanno riconosciuti come tali, sotto ogni profilo (giuridico, filosofico, scientifico ecc.). "In fondo si tratta di scelte, come ci dice anche la psicologa Melanie Joy. Perché mangiamo i maiali e i cani no?Spero, nel mio piccolo, che chi leggerà il mio libro possa iniziare a preoccuparsi delle condizioni degli animali e a decidere di fare qualcosa per loro. Lo meritano e lo richiede anche il futuro della Terra stessa”, conclude De Masi.






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