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Speciale Scuola- Sottoscritto il contratto sulla mobilità 2018: stesse regole, stesse illegittimità

(23/12/2017)

Quella sottoscritta nelle ultime ore dai sindacati rappresentativi con il Ministero dell’Istruzione, è solo una mera proroga del contratto sulla mobilità per l’anno scolastico in corso. Con tutti i suoi limiti e problemi che hanno caratterizzato l’ultima tornata di trasferimenti, passaggi di ruolo e di cattedra del personale.

Anief pronta ad impugnare una serie di norme illegittime. A partire dal servizio svolto nelle scuole paritarie, attraverso apposito ricorso al giudice del lavoro impugnando la tabella valutazione dei titoli previsti dalla mobilità 2017/18: l’obiettivo rimane quello di ottenere, ai fini dell’attribuzione del punteggio, la valutazione del servizio pre-ruolo o di altro servizio di ruolo prestato nella scuola paritaria che la maggior parte dei tribunali italiani ha già riconosciuto. Ribadito il ricorso per il servizio pre-ruolo non calcolato per intero nelle graduatorie interne d'istituto. Verrà confermato, anche, il ricorso contro la tabella di valutazione dei titoli che ha penalizzato i docenti non riconoscendo alcun punteggio a titoli spesso altamente professionalizzanti: si va dall’abilitazione SSIS alla specializzazione per il sostegno, dal titolo TFA conseguito (anche sul sostegno), dal doppio punteggio per servizio preruolo in piccole isole al servizio militare prestato non in costanza di nomina. Si ribadirà l’impugnazione per il docente di ruolo assegnato su Ambito e con incarico triennale su sede, a cui già lo scorso anno si è impedito di inserire tra le 5 scuole espresse anche la sede di attuale incarico triennale. Potranno ricorrere al giudice del lavoro, infine, i docenti di ruolo su posto di sostegno a cui si nega ancora una volta di passare sulla disciplina, perché per giungere ai 5 anni minimi di servizio si continua a non calcolare il servizio su sostegno svolto da precario.

Marcello Pacifico (Anief-Cisal): Sullo sfondo permane il problema della scarsità di posti disponibili al Centro-Sud, da dove sono stati portati via tantissimi docenti, basti pensare alla fase B del piano straordinario della fase di assunzioni della Legge 107/2015, e che continuano ad avere grossissimi problemi per rientrare. Rimane inascoltato, infatti, l’appello dell’Anief di introdurre un organico maggiorato proprio per le zone disagiate, ad alta presenza migratoria e con una bassa incidenza culturale del territorio, anche la mobilità ne avrebbe giovato visto che queste zone, guarda caso, sono concentrate proprio nel Meridione. Lo scorso anno, inoltre, proprio per ostacolare l’eccesso di movimenti dei docenti del Sud assunti al Nord, il Miur ha anche introdotto la discutibilissima chiusura delle assegnazioni provvisorie nei confronti di quanti avessero ottenuto il trasferimento. E quest’anno, visto che si replica, noi come sindacato non possiamo che ribadire i nostri ricorsi.



I movimenti del personale scolastico della prossima primavera si svolgeranno con le medesime modalità dell’anno scolastico in corso che ha coinvolto 139.583 docenti e Ata: quella sottoscritta nelle ultime ore dai sindacati rappresentativi con il Ministero dell’Istruzione, risulta infatti una mera proroga del contratto sulla mobilità per l’anno scolastico 2017/18. Con tutti i suoi limiti e problemi che hanno caratterizzato l’ultima tornata di trasferimenti, passaggi di ruolo e di cattedra del personale.

I punti salienti del contratto, riassume Orizzonte Scuola, rimangono ad ogni modo i seguenti: ai trasferimenti interprovinciali sarà destinato il 30% dei posti disponibili dopo i trasferimenti provinciali. Ai passaggi di cattedra e di ruolo il 10%; sarà possibile indicare scuole e ambiti territoriali, per cui la titolarità sarà su scuola per chi otterrà il trasferimento in una delle scuole indicate, su ambito se si otterrà il trasferimento su ambito; la domanda di trasferimento sarà unica, sia provinciale che interprovinciale, e le preferenze nell’unico modulo di domanda potranno essere 15, comprensive delle sedi sia provinciali che interprovinciali. All’interno delle 15 preferenze esprimibili, sarà possibile chiedere fino a 5 scuole di uno stesso ambito o di ambiti differenti.

Inoltre, la valutazione del servizio pre-ruolo e/o in altro ruolo varrà 6 punti come il servizio di ruolo, ma non nelle graduatorie interne d'istituto, in cui permarrà la discriminazione a discapito del servizio a termine. Confermata anche la deroga al vincolo triennale di permanenza nella provincia di titolarità e nella scuola in cui si è ricevuto l’incarico triennale, per cui tutti i docenti, compresi i neo assunti (dal 1° settembre 2017), potranno presentare domanda di mobilità sia provinciale che interprovinciale. Anche quest’anno, la mobilità avverrà in due fasi: provinciale e interprovinciale. Si conferma che le domande del personale docente saranno presentate telematicamente, tramite il portale Istanze On Line.

“Sullo sfondo – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – permane il problema della scarsità di posti disponibili al Centro-Sud, da dove sono stati portati via tantissimi docenti, basti pensare alla fase B del piano straordinario della fase di assunzioni della Legge 107/2015, e che continuano ad avere grossissimi problemi per rientrare. Rimane inascoltato, infatti, l’appello dell’Anief di introdurre un organico maggiorato proprio per le zone disagiate, ad alta presenza migratoria e con una bassa incidenza culturale del territorio, anche la mobilità ne avrebbe giovato visto che queste zone, guarda caso, sono concentrate proprio nel Meridione. Lo scorso anno, inoltre, proprio per ostacolare l’eccesso di movimenti dei docenti del Sud assunti al Nord, il Miur ha anche introdotto la discutibilissima chiusura delle assegnazioni provvisorie nei confronti di quanti avessero ottenuto il trasferimento. E quest’anno – conclude Pacifico - visto che si replica, noi come sindacato non possiamo che ribadire i nostri ricorsi”.

Entrando nel dettaglio del contratto, il sindacato quindi conferma tutte le forme di impugnazione attuate nell’anno in corso e che hanno permesso a tantissimi docenti e Ata di ottenere dei movimenti non lesivi dei loro diritti. A partire dal servizio svolto nelle scuole paritarie, attraverso apposito ricorso al giudice del lavoro impugnando la tabella valutazione dei titoli previsti dalla mobilità 2017/18: l’obiettivo rimane quello di ottenere, ai fini dell’attribuzione del punteggio, la valutazione del servizio pre-ruolo o di altro servizio di ruolo prestato nella scuola paritaria, ma anche nei percorsi di formazione professionale e nelle scuole comunali. Molti tribunali del lavoro ci hanno già dato ragione. Anief ha anche predisposto apposito ricorso per tutti quei docenti a cui nelle graduatorie interne d’istituto non è stato fatto valere il servizio pre-ruolo per intero e per questo sono stati individuati come soprannumerari e costretti alla mobilità d'ufficio.

Verrà confermato anche il ricorso contro la la tabella di valutazioni dei titoli che ha penalizzato i docenti non attribuendo alcun punteggio a titoli spesso altamente professionalizzanti: si va dall’abilitazione SSIS alla specializzazione sul sostegno, dal titolo TFA conseguito (anche sul sostegno), al servizio pre-ruolo da considerare al pari di quello prestato dopo la nomina anche nelle graduatorie interne d'istituto (punti 6 e per intero), dal doppio punteggio per servizio preruolo in piccole isole al servizio militare prestato non in costanza di nomina. Come si ribadirà l’impugnazione per il docente di ruolo assegnato su Ambito e con incarico triennale su sede, a cui già lo scorso anno sì è impedito di inserire tra le 5 scuole espresse anche la sede di attuale incarico triennale. Potranno ricorrere al giudice del lavoro, infine, i docenti di ruolo su posto di sostegno a cui si vuole negare, ancora una volta, di passare sulla disciplina, perché per giungere ai 5 anni minimi di servizio si continua a non calcolare il servizio su sostegno svolto da precario. Anche in questo caso i Tribunali del lavoro hanno decretato la correttezza delle tesi sostenute dall'Anief e l'illegittimità della mancata valutazione del servizio da precari.






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