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Non tutti gli eroi indossano un mantello

(20/04/2020)

Il Covid 19 ha messo a nudo diverse criticità di tutta la filiera di relazione di situazione di produttività della nostra società. Evidenziando eroi, meno eroi, quaquaraquà. Tra le molte figure professionali che si sono attivati all’indomani della pandemia, oltre gli attori protagonisti medici ed infermieri, troviamo gli insegnati dei vari ordine e grado di indirizzi  scolastici nell’ attivarsi subito affinché alunni e famiglie attutissero quel disagio dovuto alla costrizione della pandemia.

Quali le difficoltà i docenti hanno incontrato? Oltre la situazione di disagio personale per la sospensione dell’attività didattica prima e della chiusura della scuola poi, hanno vissuto l’impiccio della barcollante condizione nazionale, che seppur lo era per tutti, le famiglie chiedevano indirizzo e sicurezza per la validità dell’anno scolastico in corso. Subito si è attivata in modo quasi naturale la cosi detta DAD (didattica a distanza), sfruttando un vacatio legis ma interpretando ciò che poi è stato il futuro con piattaforme messe a disposizione del Ministero dell’Istruzione.

Difficoltà per tutti gli insegnanti sia quelli a contratto indeterminato sia quelli a contratto determinato, nell’affrontare la costituzione delle classi virtuali , interessando le famiglie, tutelando la privacy dei propri alunni, rispettando tutta quella paccottiglia legislativa che neanche quando si muore viene sospesa, per dare ai discenti una parvenza di normalità.

La scuola, è stata proprio una delle tante istituzioni colpita nella sua essenza, la condivisione, la socializzazione lo stare insieme come una famiglia, a pagare un prezzo piuttosto alto. Con insegnati fuori sede che hanno dovuto – chi ha potuto – abbandonare il proprio posto di lavoro portando con se il punto interrogativo sul futuro, ma nel contempo dare il via alla DAD per stabilizzare la comunità scolastica.

 Bisogna tener presente tutto il lavoro contiguo che i dirigenti scolastici si sono dovuti sobbarcare riversando come uno tsunami su gli insegnanti curriculari e coordinatori di classe e personale di fatto di diritto e chi più ne ha più ne mette, nel reggere il lockdown, che per la scuola è diventato uno switch off dalla classe fisica alla classe virtuale con tutti gli annessi e connessi.

 Ebbene il popolo dei docenti, come le altre figure professionali, hanno risposto in maniera duttile, uniformandosi  dando un feedback oltre le aspettative. Giacché non se ne parli, i docenti sono al lavoro key down per molte ore al giorno. Usando diverse piattaforme digitali affinché il disagio vissuto dai propri discenti sia ridotto al minimo, si caricano talvolta anche di responsabilità non dovute. I docenti hanno risposto presente immediatamente, alla chiamata disperata delle famiglie, senza essere suppliti da nessuno. Ma questa è un'altra storia, vicenda che prenderà forma nel vissuto della storia.

 






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