(21/11/2024)

di T.L.
L’ombra del femminicidio continua a proiettarsi sulla nostra società, segnando un’emergenza che richiede un’attenzione costante e azioni concrete.
Secondo gli ultimi dati dell’Osservatorio nazionale femminicidi, lesbicidi, trans*cidi di “Non Una di Meno”, aggiornati all’8 novembre 2024, sono 104 i casi di femminicidi verificatisi quest’anno. Tra le persone uccise, la vittima più giovane aveva 13 anni, la più anziana 89. Inoltre, la vittima aveva un’età media di 57 anni.
Ma non finisce qui, perché emergono altri dettagli:
• 10 casi con denunce o segnalazioni per violenza, stalking, persecuzione nei mesi precedenti;
• 4 persone uccise erano sex worker;
• 14 persone uccise avevano una disabilità o una malattia grave, spesso cronica o degenerativa;
• 9 i casi in cui figli minori hanno assistito al femminicidio;
• 43 figli minori sono rimasti orfani in seguito al femminicidio della madre.
Alla violenza patriarcale e di genere si aggiunge, a volte, anche la razzializzazione delle persone uccise: oltre all’Italia, Albania, Bangladesh, Bielorussia, Brasile, Bulgaria, Cina, Colombia, Francia, Moldavia, Nigeria, Perù, Polonia, Romania, Russia e Ucraina, sono alcuni dei paesi di origine delle persone ammazzate.
Inoltre, insieme all’Italia, Cina, Nigeria, Perù, Moldavia, Romania, Tunisia, Pakistan, sono invece i paesi di origine dei colpevoli o presunti tali.
Questi numeri, purtroppo, non fanno altro che confermare una triste realtà: la violenza di genere è un fenomeno profondamente radicato nella nostra cultura e continua a mietere vittime.
La scuola rappresenta un luogo fondamentale per la formazione delle nuove generazioni e per la costruzione di una società più equa e inclusiva. Parlare di femminicidio negli istituti scolastici significa, infatti, educare le giovani generazioni al rispetto reciproco, alla parità di genere e al riconoscimento della violenza in tutte le sue forme, per prevenire futuri episodi. Promuovere iniziative organizzando incontri con esperti, dibattiti, proiezioni di film e rappresentazioni teatrali può contribuire a sensibilizzare l’intera comunità scolastica nei confronti di quella che, ormai, è diventata una vera e propria emergenza sociale.
Anche quest’anno sono moltissime le istituzioni scolastiche che hanno voluto dedicare spazi di approfondimento all’indomani della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il prossimo 25 novembre.
Tra queste, l’Istituto “G. Falcone e P. Borsellino” di Pietramelara (CE) che sabato prossimo, 23 novembre 2024, all’interno dell’Aula Magna, ha organizzato l’incontro “LA SCUOLA CONTRO IL FEMMINICIDIO – STORIE DI VITA A UN BIVIO… LA SCELTA GIUSTA”.
Il dibattito, introdotto dal Dirigente Scolastico, Prof. Vincenzo Di Lauro, vedrà la partecipazione di diverse figure professionali d’alto spessore. Nello specifico: l’Ins. Paola Imparato (Sociologa – Referente Osservatorio Bullismo e Cyberbullismo); la Dott.ssa Cristina Ferrucci (Psichiatra Asl Caserta); Inf. Prof.ssa Evelina Iameo (Referente per l’educazione alla salute - Asl Caserta); Prof.ssa Mariachiara Fusco (Artista e Prof.ssa I.C. "G. Falcone e P. Borsellino" di Pietramelara); Avv. Loredana Palumbo (Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di S. Maria Capua Vetere); Sig.ra Giovanna Licenziato (Presidente Ass. “Il silenzio uccide” di Mondragone); Dott.ssa Laura D’Onofrio (Assistente sociale – Comune di Pietramelara); Avv. Maria Russo (Assessore – Comune di Pietramelara).