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Sant’Antonio Abate, scatta lo sgombero al Grand Hotel La Sonrisa: apposti i sigilli al "Castello delle Cerimonie"

(24/07/2026)

Oggi, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta di questa Procura della Repubblica per il reato di invasione di terreni o edifici (artt. 633-639 bis c.p.) e del conseguente ordine di sgombero coatto emesso da questo Ufficio, hanno avuto inizio le operazioni di sequestro e di sgombero dei locali commerciali del complesso immobiliare sito in S.Antonio Abate denominato Grand Hotel La Sonrisa oggetto di confisca e divenuto di proprietà del Comune di S.Antonio Abate.
Le operazioni sono condotte dalla Polizia Municipale del Comune di S.Antonio Abate, coadiuvata dal Commissariato di PS di Castellammare di Stabia e dai Carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia.
Allo stato sono stati apposti i sigilli agli uffici e ai locali commerciali nonché i cartelli monitori, pubblicizzanti il sequestro, alle suddette strutture e all'ingresso principale, si sta procedendo allo sgombero delle persone ivi presenti e, in prosieguo, si procederà allo sgombero degli arredi e dei macchinari ivi allocati.
Ai fini della comprensione dell'iter che ha portato all'adozione del provvedimento di sequestro, va evidenziato che:
- con sentenza del 14.6.22 della Corte di Appello di Napoli, divenuta definitiva il 15.10.24, era stata ordinata la confisca del complesso alberghiero, dei manufatti a diversa destinazione e dell'area di sedime, relativi al complesso alberghiero denominato "Grand Hotel La Sonrisa", sito nel Comune di Sant'Antonio Abate, per il reato di lottizzazione abusiva;
- con delibera della Giunta Comunale di S.Antonio Abate n. 61 del 23.4.2024, era stata determinata un' indennità mensile di occupazione sine titulo del complesso immobiliare La Sonrisa da parte delle società gestrici dello stesso nelle more del perfezionamento dell'immissione del Comune nel possesso del predetto complesso immobiliare;
- con delibera della Giunta Comunale di S.Antonio Abate n. 143/24 del 14.10.2024 era stato demandato al settore tecnico di detto Comune di procedere alla trascrizione e all'acquisizione del suddetto complesso immobiliare;
- in data 28.4.26 la Conservatoria di Napoli aveva provveduto alla trascrizione degli immobili relativi al complesso oggetto di confisca al patrimonio del Comune di S.Antonio Abate;
- con provvedimento n. 41219 datato 11.12.2024 dell'Ufficio SUAP del Comune di S.Antonio Abate, era stata disposta la revoca della licenza sindacale di pubblico esercizio n. 15 del 30.8.88, per l'esercizio pubblico di ristorante e, a seguito di volture e integrazioni, per l'esercizio dell'attività alberghiera e di ristorazione relativa al Grand Hotel La Sonrisa;
- il Tar Campania, con sentenza dell' 11.5.26 nr. 2989/26 e 4350/24, aveva rigettato il ricorso proposto avverso la suddetta revoca della licenza commerciale;
- il Consiglio di Stato, con ordinanza datata 8.7.26, aveva rigettato la richiesta di sospensione cautelare degli effetti della sentenza su indicata del TAR;
- con ordinanza nr. 65 datata I I .5.26, il Comune di Sant'Antonio Abate aveva ordinato lo sgombero dei locali commerciali del suddetto complesso immobiliare, concedendo un termine di 60 giorni, a decorrere dalla notifica del provvedimento, per la liberazione dei locali, scaduto in data I I .7.2026, senza che i suddetti locali fossero stati liberati e consegnati al Comune, divenutone proprietario.
A fronte della suddetta successione temporale di provvedimenti, il GIP del Tribunale di Torre Annunziata, in accoglimento della richiesta di questo Ufficio, ha ritenuto configurabile il reato di invasione di terreni o edifici, sulla scorta della più recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, che ha ritenuto integrato il reato su indicato in tutti i casi di occupazione contra ius e sine titulo di un immobile altrui, a prescindere dalla violenza o dalla clandestinità dell'occupazione, anche nel caso del proprietario dell'immobile che ne abbia perduto la proprietà, essendo stato lo stesso acquisito al patrimonio comunale, e che sia rimasto indebitamente nel possesso del bene, essendo sufficiente, per l'integrazione del reato, l'arbitrarietà dell 'occupazione.
Il GIP, inoltre, ha ritenuto che la sottrazione coattiva dell'immobile alla disponibilità del privato che l'occupa abusivamente fosse necessaria, al fine di inibire la protrazione del reato oggetto di contestazione, che ha natura permanente, e l'aggravamento delle conseguenze dello stesso.
Essendo gli indagati già a conoscenza della necessità di liberare gli immobili di cui trattasi, alla stregua dei provvedimenti su indicati e, in particolare, dell'ordinanza comunale di sgombero n. 65 dell'1 1.5.2026, alla quale non hanno inteso dare spontanea attuazione, e per l'esecuzione della quale in data 16.7.2026, in sede di Comitato Provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, era già stato autorizzato l'impiego della Forza pubblica, si è ritenuto non necessario che l'ordine coatto di sgombero fosse preceduto dall'intimazione allo sgombero con concessione di un termine per provvedervi spontaneamente.
Il decreto di sequestro preventivo è suscettibile di essere impugnato dinanzi al Tribunale del riesame, il relativo procedimento pende nella fase delle indagini preliminari e gli indagati, in ossequio al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza, non possono essere ritenuti colpevoli sino alla sentenza definitiva di condanna per il reato loro ascritto.






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