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Pianura - 12 soggetti arrestati esponenti di due sodalizi camorristici operanti sul territorio

(14/04/2025)

Dalle prime luci dell’alba, la Polizia di Stato, con il coordinamento della Procura Distrettuale Antimafia presso il Tribunale di Napoli, sta conducendo un’attività di polizia giudiziaria nei confronti di esponenti di due sodalizi camorristici operanti nel quartiere Pianura.

Gli uomini della Squadra Mobile di Napoli stanno dando esecuzione a un provvedimento cautelare nei confronti di dodici soggetti gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione di stampo mafioso, omicidio ed estorsione aggravati dal metodo mafioso e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivi di armi da fuoco.

 

La Polizia di Stato, su delega del Procuratore della Repubblica di Napoli, nella mattinata odierna, nei quartieri Pianura e Fuorigrotta a Napoli, ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di undici soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di associazione di stampo mafioso, omicidio ed estorsione aggravati dal metodo mafioso e associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, detenzione e porto abusivi di armi da fuoco.

Le indagini della Squadra Mobile, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, prendono avvio dall’omicidio di Gaetano Antonio, esponente del clan Marsicano/Esposito di Pianura, ucciso a colpi d’arma da fuoco in un agguato di matrice camorristica, nel marzo 2023, sul lungomare di Napoli.

L’uomo si trovava in compagnia di due amici all’interno di un’autovettura in sosta nella zona della movida partenopea quando un soggetto, appiedato e a volto scoperto, si avvicinò all’auto ed esplose al suo indirizzo sei colpi d’arma da fuoco, ferendolo gravemente.

La vittima morì in ospedale dodici giorni dopo.

Le indagini condotte dalla Squadra Mobile nell’immediatezza, hanno consentito sia di documentare il contesto nel quale era maturato l’omicidio, sia di individuarne il presunto autore materiale

Nello specifico, l’agguato si inquadrava nell’ambito dello scontro, in atto all’epoca dei fatti, tra il predetto clan Marsicano/Esposito e una nuova formazione criminale che faceva capo alla famiglia Carillo, per il controllo del traffico di stupefacenti e delle estorsioni nel quartiere di Pianura.

Le indagini hanno, infatti, documentato come il presunto omicida militasse proprio tra le fila del gruppo criminale che si contrapponeva al clan Marsicano/Esposito.

Stesso gruppo criminale, quello dei Carillo, che gestiva all’epoca una fiorente attività di traffico e vendita al dettaglio di sostanze stupefacenti, attraverso il controllo delle numerose piazze di spaccio operanti sul territorio di Pianura.

Al riguardo, tali attività di spaccio furono anche video-documentate da un noto programma televisivo attraverso filmati - acquisiti dagli inquirenti agli atti del procedimento - che riprendevano le fasi della cessione della droga e ritraevano chiaramente alcuni degli indagati mentre erano intenti nel confezionamento e nella distribuzione dello stupefacente.

Ulteriori approfondimenti investigativi sui sodalizi camorristici in contrasto tra loro, hanno consentito di documentare come uno dei principali esponenti del clan Marsicano/Esposito, all’epoca detenuto, utilizzasse illecitamente in carcere un telefono cellulare, attraverso il quale era in grado di impartire disposizioni ai suoi accoliti affinché ponessero in essere estorsioni nei confronti dei gestori delle piazze di spaccio di Pianura e realizzassero azioni di fuoco.

Nel corso delle attività è stata rinvenuta e sequestrata la pistola utilizzata per l’omicidio di Antonio Gaetano oltre a varie altre armi da fuoco – corte e lunghe – con relativo munizionamento, ad alcune dosi di marijuana, hashish e cocaina e a denaro contante ritenuto provento dell’attività di spaccio.

Il provvedimento in parola è una misura cautelare, eseguita in sede di indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione, e i destinatari della stessa sono persone sottoposte alle indagini e, come tali, presunte innocenti fino a sentenza definitiva.

 






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