Il Caso del Giorno: Indagini sui D'Alessandro e Mistero nel Sarno
Castellammare, inchiesta Antimafia: spunta una nuova traccia
(19/04/2026)
L'attenzione dei cittadini è altissima sulla desecretazione di alcuni atti riguardanti il clan D'Alessandro. Le ultime indagini della DDA di Napoli avrebbero portato alla luce nuovi dettagli sui tentacoli della camorra nella gestione dei servizi pubblici e del racket locale. Il nome di Castellammare torna prepotentemente al centro delle cronache giudiziarie, alimentando il dibattito sulla sicurezza urbana.
Le indagini della DDA di Napoli sul clan D’Alessandro hanno scoperchiato un vaso di Pandora che va ben oltre la semplice criminalità di strada, toccando i gangli vitali dell'economia e delle istituzioni di Castellammare di Stabia.
Ecco i dettagli emersi dalla recente desecretazione degli atti e dalle ultime operazioni che stanno scuotendo la città in questo aprile 2026.
1. Le mani sull'Ospedale: l'appalto da 200 milioni
Il punto più inquietante dell'inchiesta riguarda il nuovo ospedale di Castellammare. Intercettazioni ambientali hanno rivelato come i vertici del clan, usando soprannomi come "Fango", "Cuoricino" e "O’ Niro", pianificassero la spartizione degli appalti per la struttura sanitaria. L'obiettivo era infiltrarsi nel business milionario dei servizi (mensa, pulizie, forniture) e della costruzione stessa.
2. Politica e Camorra: il "Zio" in Comune
Uno dei pilastri dell'inchiesta riguarda i presunti contatti tra esponenti politici locali e il "cassiere" del clan. Documenti recenti parlano di telefonate e incontri avvenuti durante le ultime campagne elettorali.
Intercettazioni chiave: Un consigliere si sarebbe rivolto a un pezzo da novanta della cosca chiamandolo "Zio" e proponendo di "fare cose importanti insieme".
Conseguenze: Questo filone ha già portato a dimissioni eccellenti in consiglio comunale e ha spinto la Prefettura a valutare l'invio di una Commissione d'Accesso per verificare il rischio di scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose.
3. Il "Racket dei Cantieri" e il controllo sociale
Il clan D’Alessandro non ha mai abbandonato il controllo capillare del territorio. Le nuove tracce indicano:
Pizzo sistematico: Estorsioni non solo ai grandi cantieri pubblici, ma anche a piccole ditte edili e persino a un noto cinema cittadino.
Influenza sportiva: L'indagine ha sfiorato anche l'indotto della Juve Stabia, portando a misure di amministrazione controllata per alcune aziende legate alla logistica e ai servizi dello stadio, sospettate di essere condizionate dai "ras" del quartiere Scanzano.
Il "Mistero nel Sarno"
Parallelamente alla questione camorristica, le indagini sul fiume Sarno si sono infittite. Oltre al disastro ambientale cronico, si indaga sullo sversamento illegale di rifiuti industriali che, secondo alcuni collaboratori di giustizia, sarebbe stato gestito proprio dai clan locali come "servizio" a basso costo per imprenditori compiacenti del Nord Italia.
In sintesi: Castellammare si ritrova oggi a fare i conti con un'organizzazione che ha smesso di essere solo "militare" per diventare una vera e propria holding finanziaria capace di dialogare con la "zona grigia" della società.
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