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I Carabiieri del TPC restituiscono un dipinto rubato nel 1978 dalla chiesa di San Gennaro nel Parco della Reggia di Capodimonte

(29/05/2025)

Il 29 maggio 2025, nel Parco della Reggia di Capodimonte, il Comandante del Reparto Operativo del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale ha restituito alla collettività partenopea un pregiato dipinto, olio su tela raffigurante Immacolata Concezione, trafugato nel maggio del 1978 dalla chiesa di San Gennaro al Bosco di Capodimonte di Napoli.
Il dipinto di scuola solimenesca, attribuibile al pittore Jacopo Cestaro allievo di Francesco Solimena, è stato restituito alla presenza delle autorità civili e religiose del luogo.


L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, è stata sviluppata dai Carabinieri della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC che hanno individuato l’opera pittorica nell’ambito di approfonditi controlli mirati alla vigilanza e al

rispetto della normativa sulla circolazione dei beni antiquariali e d’arte presso le attività commerciali di settore.
Nel dicembre 2024 il dipinto veniva localizzato mentre era esposto per la vendita nella vetrina esterna di un’attività antiquariale sita nel centro storico della capitale. A insospettire i militari sono stati lo stile e la tecnica di pittura delle immagini sacre raffigurate nell’opera riconducibili alla scuola napoletana del Settecento.
Il recupero è frutto di un attento e mirato accertamento effettuato attraverso lo studio e la consultazione approfondita dei cataloghi di arte rubata e alla comparazione con le opere presenti nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando TPC, il più grande database del mondo con oltre 6 milioni di beni culturali censiti.
Il riconoscimento è stato confermato dagli approfondimenti tecnici operati dai funzionari della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli che hanno permesso di acclarare la provenienza del bene d’arte trafugato.
Il dipinto, affidato a un antiquario per la vendita, era stato ereditato da un privato come lascito della devota madre e, avendo appreso la provenienza furtiva dell’opera, rinunciava alla proprietà ben lieto di portelo restituire al luogo di origine.
L’importante opera pittorica, di cui si rischiava di perderne le tracce, oggi viene finalmente consegnata alla comunità per essere nuovamente ammirata come patrimonio culturale comune.





L’attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, è stata sviluppata dai Carabinieri della Sezione Antiquariato del Reparto Operativo TPC che hanno individuato l’opera pittorica nell’ambito di approfonditi controlli mirati alla vigilanza e al

rispetto della normativa sulla circolazione dei beni antiquariali e d’arte presso le attività commerciali di settore.
Nel dicembre 2024 il dipinto veniva localizzato mentre era esposto per la vendita nella vetrina esterna di un’attività antiquariale sita nel centro storico della capitale. A insospettire i militari sono stati lo stile e la tecnica di pittura delle immagini sacre raffigurate nell’opera riconducibili alla scuola napoletana del Settecento.
Il recupero è frutto di un attento e mirato accertamento effettuato attraverso lo studio e la consultazione approfondita dei cataloghi di arte rubata e alla comparazione con le opere presenti nella Banca Dati dei beni culturali illecitamente sottratti del Comando TPC, il più grande database del mondo con oltre 6 milioni di beni culturali censiti.
Il riconoscimento è stato confermato dagli approfondimenti tecnici operati dai funzionari della Soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio per il Comune di Napoli che hanno permesso di acclarare la provenienza del bene d’arte trafugato.
Il dipinto, affidato a un antiquario per la vendita, era stato ereditato da un privato come lascito della devota madre e, avendo appreso la provenienza furtiva dell’opera, rinunciava alla proprietà ben lieto di portelo restituire al luogo di origine.
L’importante opera pittorica, di cui si rischiava di perderne le tracce, oggi viene finalmente consegnata alla comunità per essere nuovamente ammirata come patrimonio culturale comune.


 






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