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GDF Torre Annunziata - Arrestati funzionari dell'amministrazione comunale di Sorrento e imprenditori campani(15/07/2025)
In queste ore il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata sta dando esecuzione a 16 ordinanze di applicazione di misure cautelari personali (custodia cautelare in carcere e arresti domiciliari), emesse dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti dell'ex Sindaco del Comune di Sorrento, di funzionari e dirigenti di detto Comune e di alcuni imprenditori, per i delitti di corruzione, peculato e turbata libertà degli incanti, in relazione ad una pluralità di appalti pubblici affidati dal Comune di Sorrento negli anni dal 2022 al 2024.
Oggi il Gruppo della Guardia di Finanza di Torre Annunziata, in esecuzione di un 'ordinanza di applicazione di misure cautelari personali, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Torre Annunziata, su richiesta di questa Procura della Repubblica, ha proceduto all'arresto di 16 persone, delle quali I I destinatarie della misura coercitiva della custodia cautelare in carcere e 5 destinatarie della misura coercitiva degli arresti domiciliari, sottoposte ad indagini per i delitti di cui agli artt. 319 e 321 c.p. ( "Corruzione per un atto contrario ai doveri d'ufficio "), 314 c.p. ("Peculato "), 322 c.p ("Istigazione alla corruzione") e 353 c.p. ( "Turbata libertà degli incanti "), in relazione ad una pluralità di appalti pubblici affidati dal Comune di Sorrento dall'anno 2022 al 2024. In particolare, l'ordinanza di custodia cautelare risulta emessa per 9 reati di corruzione, 1 reato di istigazione alla corruzione, 3 reati di turbata libertà degli incanti e 1 reato di peculato. Tra i destinatari delle misure cautelari vi sono l'ex Sindaco di Sorrento, Massimo COPPOLA, già arrestato in data 21.5.2025 nella flagranza di reato per il reato di cui all'art. 3 19-quater c.p. (induzione indebita), tuttora detenuto in carcere, 2 funzionari dell'amministrazione comunale di Sorrento, 7 imprenditori aggiudicatari di procedure ad evidenza pubblica nonché il "sensitivo" Guida Raffaele. Contestualmente, le Fiamme Gialle hanno dato esecuzione ad un decreto di perquisizione domiciliare, personale ed informatica e di sequestro, emesso da questa Procura della Repubblica nei confronti di 26 persone, delle quali 14 destinatarie del provvedimento restrittivo ed altre 12 persone indagate per analoghi reati. Il provvedimento cautelare trae origine da complesse e articolate indagini condotte dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Massa Lubrense e coordinate da questa Procura della Repubblica, aventi ad oggetto una pluralità di appalti indetti o aggiudicati dal Comune di Sorrento negli anni 2022 2024 (complessivamente 36) per un importo totale, a base d'asta, di oltre 35 milioni di euro, di cui 15 milioni finanziati con fondi FESR e 4,5 milioni finanziati con fondi del P.N.R.R.. In particolare, le corruzioni e le turbative di pubblico incanto oggetto della misura cautelare si riferiscono ai seguenti appalti pubblici indetti e aggiudicati dal Comune di Sorrento:
S. Valerio", per un importo di € 1.067.845,54, aggiudicati al R. T.I. composto dalla capogruppo SA.FO. Costruzioni S.r.l. (già Edil Forte S.r.l.) e dalla mandante M.G.R. S.r.l., con Determinazione n. 273 del 14.02.2024 del Iv Dipartimento (art. 319 c.p.);
IMPIANTI s.r.l. con determinazione n. 2076 del 28.11.2024 (artt. 319 e 353 c.p.)
COSTRUZIONI S.r.l. (art. 322 c.p.) La misura cautelare eseguita in data odiema fa seguito all'arresto in flagranza di reato, effettuato il 21 maggio scorso, del Sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, e di Di Maio Francesco, suo collaboratore, in occasione della riscossione, da parte degli stessi, di una ennesima "tangente" di 6.000 euro erogata da un imprenditore sorrentino aggiudicatario di due appalti pubblici indetti dal Comune di Sorrento, il quale, esasperato dalle continue richieste di denaro del Sindaco, accompagnate dalla "minaccia" di non rinnovare e addirittura revocare gli affidamenti pubblici, nel caso di mancato pagamento di ulteriori somme di denaro, si era rivolto a questa Procura della Repubblica, denunciando il Sindaco e il suo sodale e dichiarandosi disposto a collaborare con gli inquirenti in occasione del pagamento di un'ulteriore tangente pretesa dal Sindaco. A seguito di tale collaborazione, era stato predisposto ad opera della Guardia di Finanza, con il coordinamento di questa Procura della Repubblica, un accurato e articolato servizio di polizia giudiziaria, sia mediante militari in borghese che mediante telecamere nascoste, che, unitamente alle intercettazioni telefoniche in atto, aveva consentito di documentare in diretta la dazione indebita della somma di denaro di 6.000 euro, quale tranche di una tangente di maggiore importo, al Sindaco e al suo complice Di Maio, da parte dell'imprenditore, all'interno di un ristorante della penisola sorrentina. La vicenda corruttiva che aveva condotto all'arresto del Sindaco di Sorrento in flagranza di reato non costituiva un fatto isolato e circoscritto, ma si inseriva piuttosto in un inveterato e collaudato sistema corruttivo organizzato e gestito dall'ex primo cittadino sorrentino, protrattosi per anni, già oggetto di indagini da parte della Guardia di Finanza e di questa Procura della Repubblica. Invero, le attività d'indagine hanno permesso di far emergere un inquietante e consolidato sistema corruttivo — in precedenza mai oggetto di investigazioni presso i comuni della costiera sorrentina — impiantato e gestito dal Sindaco della Città di Sorrento, Massimo COPPOLA, con la complicità dei suoi sodali, primo fra tutti il cartomante Guida Raffaele, detto Lello il sensitivo, che ha interessato le più rilevanti procedure ad evidenza pubblica indette dal Comune di Sorrento, tra cui anche alcune finanziate con fondi del P.N.R.R. o con fondi regionali, in grado di condizionare, per anni, le scelte politiche ed amministrative dell'ente comunale e di creare un meccanismo clientelare, capace di tradurre in termini di mercimonio e affaristici pressoché tutte le determinazioni pubblicistiche assunte dall'ente, con l'apporto determinante di alcuni imprenditori e professionisti partecipi degli accordi corruttivi nonché di alcuni funzionari comunali collusi o compiacenti, predeterminando, condizionando e indirizzando le decisioni e le valutazioni delle commissioni aggiudicatrici, in violazione delle più elementari regole di buona amministrazione che, per dettato costituzionale, dovrebbero caratterizzare il funzionamento dell'ente comunale, inquinando le procedure di affidamento e catalizzando l'aggiudicazione delle stesse agli imprenditori risultati già "rodati" al suddetto sistema corruttivo, ai danni degli altri imprenditori, i quali, nel corso degli anni, non riuscendo ad ottenere l'aggiudicazione degli appalti, hanno preferito allontanarsi dal blindato "sistema Sorrento". Il GIP, nell'ordinanza cautelare, ha ritenuto che le indagini sin qui espletate abbiano fatto emergere l'esistenza di un vero e proprio "sistema Sorrento ", cioè un sistema criminale ben collaudato da anni (...) che rinviene il suo fulcro e la mente operativa (...) nel Coppola, che contamina da molto tempo le aggiudicazioni degli appalti, con la costante partecipazione e collaborazione del sensitivo maddalonese (Guida), ( . . . ) funzionale a depredare in ogni modo possibile denaro pubblico a vantaggio difini illeciti personali, nel quale:
"soggettivamente considerati " con precipuo riferimento agli imprenditori ed ai funzionari comunali (...) in quanto le condotte contestate sono recentissime e relative, in molti casi, ad appalti ancora in corso o, comunque, i cui procedimenti amministrativi non sono definiti completamente. L'ordinanza cautelare è stata emessa senza procedere all'interrogatorio preventivo degli indagati, avendo il giudice ritenuto sussistente e immanente il pericolo di inquinamento probatorio, tale da giustificare "l'immediata applicazione dei titoli custodiali nei confronti degli indagati in quanto è emersa una organizzazione criminale solo in minima parte disvelata ed essendo ancora da accertare (...) il coinvolgimento (a titolo di corrotti o di concussi) di ulteriori soggetti interni alla macchina amministrativa ", essendo "assolutamente necessario evitare che i prevenuti continuino a gestire la evidentemente fitta rete di corruttele intessute negli anni e che gli stessi, inoltre, inquinino le fonti di prova ancora da acquisire Dalle indagini espletate è emerso come l'ex Sindaco Coppola:
Dalle indagini è emerso, altresì, il ruolo inquietante del cartomante GUIDA Raffaele, detto Lello "il sensitivo ", il quale, pur in assenza di un incarico formale all'interno dell'amministrazione comunale, ma in virtù del rapporto di immedesimazione organica instauratosi di fatto con COPPOLA (che non a caso nel corso delle intercettazioni lo chiama più volte "fratello" e gli aveva affidato la "cassa" delle somme indebite di denaro riscosse, a dimostrazione del loro rapporto fiduciario):
Entrambi hanno palesato una concezione assolutamente distorta della politica, intesa come attività diretta all 'arricchimento personale anziché al perseguimento degli interessi della cosa pubblica, dal momento che per gli stessi pressoché ogni appalto pubblico indetto dal Comune veniva individuato come un'occasione di arricchimento personale. Del pari, si è accertato come gli imprenditori partecipi degli accordi corruttivi fossero adusi a ricorrere al pagamento di tangenti agli amministratori comunali per aggiudicarsi gli appalti pubblici, prestandosi a coinvolgere nel pagamento delle tangenti anche altri imprenditori, come palesato dai colloqui intercettati, intercorsi con il portavoce del Sindaco, Guida Raffaele, nei quali si parla con estrema disinvoltura di percentuali dell 'importo degli appalti da corrispondere. Analogamente, è emerso come dirigenti e funzionari comunali nonché componenti delle commissioni aggiudicatrici fossero disponibili ad assecondare le indicazioni del Sindaco per condizionare e pilotare, nei sensi da questi patrocinati, l'esito delle procedure di affidamento ad evidenza pubblica. Nel corso delle attività di indagine, è emerso, altresì, come il Sindaco abbia utilizzato, per fini esclusivamente personali (acquisti di oggetti personali di lusso, orologi, abiti firmati e pagamento di soggiorni per sé e la propria famiglia) un'associazione senza finalità di lucro, denominata La Fenice, con sede in Sorrento, operante nel settore degli eventi musicali, culturali e turistici, esclusivamente tramite affidamenti diretti del Comune, "pilotati" dal Sindaco, attraverso interventi diretti sui componenti delle commissioni aggiudicatrici, ed intestata formalmente ad un giovane prestanome sorrentino. In particolare, le attività ed i riscontri effettuati dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Massa Lubrense hanno permesso di accertare come lo stesso Sindaco abbia avuto materialmente la disponibilità della carta di debito collegata al conto corrente intestato alla predetta associazione - sul quale confluivano le somme di denaro rappresentate dalla differenza tra gli importi dei finanziamenti erogati dal Comune di Sorrento e le spese, di modesto importo e di gran lunga inferiori, sostenute dall'associazione per organizzare gli eventi - dallo stesso utilizzata per l'acquisto di beni personali di lusso e il pagamento di soggiorni privati per un importo pari ad almeno 34.000 euro. Le indagini si sono avvalse del contributo fornito dallo S.C.I.C.O. Gruppo Mezzi Tecnici della Guardia di Finanza, attraverso personale specializzato nell'utilizzo dell'apparecchio IMSI-IMEI catcher, fondamentale per l'individuazione dei cc.dd. "canarini", essendosi accertato che il Sindaco di Sorrento, Coppola, e il suo sodale, Guida Raffaele, a conferma della loro collaudata capacità criminale, erano soliti utilizzare delle utenze telefoniche fittizie, intestate a soggetti stranieri anagraficamente inesistenti, da loro denominate in codice come "Canarini", attivate dall 'ex Sindaco presso un suo esercizio di sua fiducia sito in Sorrento, e individuate dagli stessi quale canale di comunicazione più sicuro ed altemativo, al fine di "criptare" le loro conversazioni dal contenuto illecito, finalizzate a stringere accordi corruttivi relativi all'affidamento di appalti pubblici da parte del Comune a fronte delle dazioni indebite di denaro erogate dagli imprenditori. L'elevato grado di allarme sociale, determinato dall'idoneità del complessivo sistema di comportamenti illeciti accertati di insinuarsi all'interno di interi settori dell'amministrazione comunale, unitamente al prolungato iato temporale, nel quale sono stati commessi i delitti accertati, costituiscono un indice ineludibile della gravità e della continuità delle attività delittuose, che ha reso imprescindibile un intervento cautelare al fine di evitare la prosecuzione delle condotte delittuose e di sradicare un sistema corruttivo profondamente radicato nell'ambito dell'amministrazione comunale di Sorrento. Nel corso delle perquisizioni sono stati sottoposti a sequestro € 47.660 in contanti e 2 orologi di lusso, rinvenuti a casa di uno degli indagati arrestati. |
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