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Frosinone - Operazione Ultima Corsa -


(14/09/2022)

La Polizia di Stato di Frosinone ha sgominato un’associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione e usura.
Dalle prime luci dell’alba, gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Frosinone, con la collaborazione del personale del Reparto Cinofili, del Reparto Prevenzione Crimine Lazio, del Reparto Volo della Polizia di Stato e del Reparto Mobile di Roma stanno dando esecuzione a diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP della Procura della Repubblica di Cassino, su richiesta della Procura della Repubblica di Cassino.
Le misure cautelari sono eseguite nei confronti di alcuni soggetti riconducibili ad una famiglia di etnia Sinti di origine “Romanì” ritenuti responsabili di aver monopolizzato l’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, oltre all’usura e all’estorsione ai danni di imprenditori.
Le indagini, scaturite dallo svolgimento di corse clandestine di cavalli per le strade cittadine nel periodo del lockdown hanno consentito di delineare i contorni di un’articolata organizzazione caratterizzata dal vincolo familiare che ha reso ancor più laboriose le indagini.

 

 

 

 

Smantellata dalla Polizia di Stato di Frosinone nel sorano una consorteria criminale riconducibile alla famiglia Sinti dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti, all’estorsione e all’usura: eseguite 13 ordinanze di custodia cautelare e 4 obblighi di dimora.
Al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura di Cassino, il personale della Squadra Mobile della Questura di Frosinone, nell’ambito dell’operazione denominata “Ultima Corsa”, ha dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal GIP del Tribunale di Cassino nei confronti di soggetti riconducibili ad una famiglia sinti di origine “romanì” residente nel sorano, responsabili a vario titolo del reato di usura e dello spaccio di sostanze stupefacenti (soprattutto del tipo eroina). Nello specifico sono state eseguite 11 misure di custodia in carcere, di cui cinque donne della famiglia, 2 misure cautelari degli arresti domiciliari e 4 obblighi di dimora, oltre a 5 deferiti in stato di libertà.
Il territorio Sorano già da diversi anni è stato teatro di diverse indagini condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, con l’imprescindibile coordinamento della Procura cassinate, da sempre in prima linea nel contrasto al crimine in quel particolare territorio della Provincia. Le attività investigative espletate permisero già nel 2019 di individuare due fazioni, una facente capo ad una famiglia di origini campane ed una di carattere prettamente locale, con al vertice pregiudicati sorani, ben ramificate sul tessuto sociale, capaci di monopolizzare l’assetto criminale della città di Sora.
I due gruppi, dopo un primo periodo di collaborazione reciproca nell’acquisto e nello spaccio sulle varie piazze del sorano, entravano in un secondo momento in contrasto tra loro dando vita ad un vero e proprio scontro finalizzato ad acquisire il totale predominio.
La famiglia sinti di pregiudicati locali di origine “romanì”, fortemente radicata nella città di Sora e ben nota alla popolazione, voleva imporre nella città Volsca la propria assoluta egemonia, innescando violente rappresaglie, con incendi di autovetture e reiterate violenze fisiche mirate ad ottenere l’esclusività sulla vendita del narcotico.
Tuttavia il conflitto cessava in via definitiva nell’ottobre 2020, quando la Squadra Mobile sgominava l’organizzazione criminale di estrazione campana nell’ambito dell’operazione “Requiem”, con cui venivano tratte in arresto 28 persone, ritenute responsabili a vario titolo di traffico di droga, estorsione e riciclaggio, con la condanna per 18 imputati in primo grado di oltre 160 anni di reclusione.
Gli avvenuti arresti, con l’estromissione del rappresentante campano, avevano di fatto creato un vuoto di potere nella città, consentendo ai componenti della famiglia SINTI di ottenere il totale controllo del territorio e della vita sociale della cittadina sorana, suddividendosi in due gruppi e costituendo familiarmente una sorta di “mutuo-soccorso” nell’approvvigionamento dello stupefacente e nella spartizione dei profitti ottenuti dalla gestione delle loro illecite attività, tra cui quella riprovevole dell’usura. L’unione e la consolidata compattezza del gruppo ha reso l’indagine molto complessa e di estrema difficoltà considerato soprattutto che gli appartenenti comunicavano solo ed esclusivamente nella loro singolare lingua “romani” dalla inintelligibile comprensione.
Come già sottolineato, alla stregua del loro modus operandi i proventi dell’attività di spaccio, oltre ad essere reinvestiti nell’acquisto di partite di droga, venivano utilizzati per effettuare prestiti a tassi usurari in favore di imprenditori locali che versavano in evidente stato di difficoltà economica.
 L’illecita attività usuraia, nel corso dell’arco temporale entro il quale si sono svolte le indagini, è stata facilitata dalla crisi pandemica da COVID 19 che ha colpito molti settori produttivi, costringendo circa una ventina di commercianti delle piccole e medie imprese, tra cui titolari di attività legate alla ristorazione, a rivolgersi ai componenti della famiglia.
Il mancato pagamento settimanale dei relativi interessi usurari provocava serie conseguenze alle vittime, costrette con la forza dell’intimidazione a fornire al gruppo anche pranzi e cene gratuite.
Eloquente è stato un episodio in cui una delle vittime usurate, titolare di una pizzeria, ubicata in una delle vie più centrali della cittadina, al rifiuto di prestare loro cibo e bevande gratis, veniva schernita urinandole sul ciglio dell’ingresso dell’esercizio commerciale, alla presenza di numerosi avventori del locale.
A margine di quanto finora decritto è utile segnalare che nel corso dell’attività investigativa sono stati altresì tratti in arresto in flagranza di reato 5 soggetti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti con conseguente sequestro di circa 1,5 kg di eroina e 1 kg di cocaina.
Altro elemento degno di menzione è dato dal fatto che tutti i soggetti attenzionati sono sostenitori delle corse clandestine di cavalli, possessori di cavalli adibiti alle gare e conduttori degli stessi.
In particolare il giorno 12 aprile 2020, giornata della festività pasquale, sprezzanti della normativa nazionale che imponeva il rigido divieto di circolazione causato dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, una decina di persone, appartenenti alla famiglia “de quo”, facevano emergere la loro spiccata personalità delinquenziale, anti-sociale e di sfida alle istituzioni, svolgendo una corsa abusiva di cavalli in quella via Barca San Domenico, centro cittadino; il tutto ripreso dai loro cellulari e postati sul web, creando rilevante clamore mediatico.
Nell’occasione la pubblica e solerte risposta dell’allora Sindaco di Sora, provocava l’immediata reazione dei protagonisti del riprovevole episodio pubblicando sui social un video, caratterizzato da una chiara connotazione minatoria, riproducente l’immagine del Sindaco seguita dalla visione di una bara trasportata da uomini di colore.
Nel corso della medesima attività investigativa emergeva altresì che nel corso degli anni, oltre un quarantennio dal primordiale insediamento nella città volsca, la famiglia Sinti aveva costruito abusivamente diversi manufatti adibiti al ricovero di bestiame. In seguito ad attenti e scrupolosi approfondimenti documentali la Squadra Mobile constatava come le stesse costruzioni abusive fossero state nel tempo oggetto di sequestro e decreto di abbattimento da parte della Procura di Cassino,  rilevando l’efficacia di ordinanze di demolizione mai eseguite. Pertanto nel mese di marzo 2022 personale della Squadra Mobile con il prezioso contributo della Polizia Locale del Comune di Sora ha provveduto a dare esecuzione alle ordinanze di demolizione delle strutture abusive, site presso le località di Baiolardo e Campopiano, riconducibili ad elementi della nota famiglia, che erano tra l’altro utilizzate oltre che  per il ricovero di bestiame anche come luogo di incontro verosimilmente per la pianificazione delle attività illecite.






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