Fiume Sarno. Sequestro preventivo dello stabilimento della società "I.D.A.V. SpA" a Striano per reati ambientali(06/08/2026)
In data 4.8.2026, nell'ambito delle attività investigative finalizzate all'accertamento e alla rimozione delle cause dell'inquinamento del fiume Sarno, pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e la Stazione Carabinieri di Striano hanno proceduto al sequestro preventivo d'iniziativa dello stabilimento della società "I.D.A.V. SpA" di Striano, esercente attività dolciaria, per i reati di cui agli artt. 137 e 279 del d.lgs. 152/2006 (TUA) e 650 c.p..
Nel corso delle verifiche è emerso che lo stabilimento su indicato era stato già posto sotto sequestro in data 10.12.2024 dal NOE dei Carabinieri di Napoli in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo emesso dal GIP del Tribunale di Torre Annunziata su richiesta di questa Procura per analoghi reati ambientali (artt. 452 bis c.p. inquinamento ambientale, 452 septies c.p. impedimento del controllo, 137 TUA scarico abusivo di reflui industriali, 256 TUA gestione illecita di rifiuti e 279 TUA emissioni in atmosfera non autorizzate) e per reati edilizi e paesaggistici (artt. 44 DPR 380/2001 e 181 D.Lgs. 42/2004) e che il Tribunale di Torre Annunziata in data 14.7.2025 ne aveva disposto il dissequestro con espressa prescrizione di inutilizzabilità dello stabilimento ai fini produttivi.
In particolare, i militari hanno accertato che, all'interno del citato stabilimento, era in atto la trasformazione di prodotti derivati dalla lavorazione della frutta quali: ciliegie, pesche, albicocche, arance, frutti rossi ecc. e che, in un'ala dello stabilimento erano state stoccate delle cisterne metalliche nella cui parte esterna erano affissa una etichetta dove erano riportati i dati del prodotto ivi stoccato e la data di lavorazione.
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I militari hanno accertato che l'attività lavorativa veniva svolta:
in mancanza della prescritta autorizzazione allo scarico delle acque reflue industriali, che venivano recapitate al suolo sui piazzali antistanti il capannone sequestrato e raccolte in una griglia che confluiva all'interno di alcune cisterne presenti nei pressi del canale rio Foce;
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in mancanza dell'autorizzazione alle emissioni in atmosfera, in quanto la precedente autorizzazione era stata sospesa dal Comune di Striano e il TAR aveva rigettato l'istanza della ditta di sospensione cautelare del provvedimento di sospensione comunale;
in violazione del divieto espresso di utilizzare l'impianto per l'attività produttiva, disposto dal Tribunale, all'atto del dissequestro.
Avendo constatato, quindi, che l'attività veniva svolta in maniera irregolare, in assenza dei previsti titoli autorizzativi in materia ambientale e in violazione del divieto disposto dal Tribunale, i militari hanno proceduto al sequestro d'urgenza dello stabilimento, avente una superficie di 5.000 mq., per evitare la protrazione dei reati nonché l'aggravamento delle conseguenze degli stessi.
Si tratta dell'ennesimo sequestro di impianti produttivi e industriali effettuato dagli Organi di polizia giudiziaria nell'ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata relative al fiume Sarno, nel contesto di un'incessante e capillare campagna di controlli lungo il tratto costiero della penisola sorrentina, allo scopo di prevenire e reprimere ogni attuale o potenziale fenomeno di inquinamento ambientale della risorsa naturale "mare".
I suddetti sequestri si inseriscono nella più ampia attività investigativa, condotta in modo sistematico dalla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri e da altre Forze di polizia, avvalendosi del supporto tecnico dell'ARPAC, tuttora in corso di svolgimento, sotto il coordinamento di questa Procura della Repubblica, finalizzata ad accertare e a rimuovere le cause di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi tributari, aventi ad oggetto le aziende ubicate nel bacino idrografico di detto corso d'acqua, in attuazione del Protocollo d'intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni d'inquinamento del fiume Samo e dei suoi affluenti, sottoscritto in data 17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall'ARPAC e dagli Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale.
Il sequestro dovrà essere convalidato dal GIP, il relativo procedimento pende nella fase delle indagini preliminari e l'indagato, in forza del principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza, non potrà essere considerato colpevole sino a quando non sarà intervenuta una sentenza irrevocabile di condanna.

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