Castellammare di Stabia - Attacco frontale al clan D'Alessandro
(15/05/2025)
Castellammare di Stabia, Un nuovo capitolo oscuro si apre nella storia della città, toccando i vertici di uno dei più noti e radicati clan locali. Questa volta, l’inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha portato alla luce un articolato mosaico di attività illecite che coinvolge sia esponenti della camorra che professionisti e tecnici stabiesi. Un’ordinanza di custodia cautelare ha colpito un gruppo di persone con accuse gravissime, tra cui associazione di tipo mafioso, estorsione, corruzione e possesso di armi.
Il cuore dell’inchiesta
Sono undici gli indagati attualmente gravemente coinvolti, sospettati di aver agito nel contesto di un’organizzazione criminale impegnata nel controllo del territorio tramite attività estorsive e pratiche edilizie abusive. L’indagine ha rivelato che il clan D’Alessandro, storico e temuto, avrebbe orchestrato numerose operazioni finalizzate a mantenere e rafforzare il proprio potere attraverso l’intimidazione e l’illecito.
Tra le accuse più gravi si evidenzia il coinvolgimento in estorsioni ai danni di commercianti locali, una pratica consolidata che permette alla criminalità di controllare il tessuto economico della città. Inoltre, gli indagati avrebbero tentato di influenzare un processo per omicidio, corrompendo un testimone con l’obiettivo di deviare l’andamento delle indagini.
Le figure coinvolte
Il clan D’Alessandro vede ai vertici Vincenzo D’Alessandro, capoclan con la famiglia al seguito impegnati in prima persona. Ma il quadro è più ampio e vede anche altri elementi di spicco, tra cui sodali storici e professionisti stabiesi, coinvolti in un sistema di pratiche illecite e collusive.
Tra gli indagati figura anche Michele Abbruzzese, Ugo Lucchese, Giuseppe Oscurato, Antonio Salvato, Carmela Elefante, Vincenzo Spista, Angelo Schettino, Giuseppe Donnarumma e Fabrizio Jucan Sicignano. La presenza di figure tecniche e professionali sottolinea come le attività illecite siano penetrate anche nel settore edilizio e in altri ambiti vitali per lo sviluppo della città.
Un segnale di attenzione e allarme
L’operazione rappresenta un nuovo segnale di allarme per Castellammare di Stabia, una città che da tempo affronta le sfide derivanti dalla presenza della criminalità organizzata. La recente ondata di indagini dimostra come le istituzioni siano impegnate nel combattimento quotidiano contro la illegalità, evidenziando anche la necessità di un’azione più robusta contro i fenomeni di collusione tra mafia e settori economici e tecnici.
La lotta alla criminalità organizzata richiede un impegno continuo e coordinato tra forze dell’ordine, istituzioni e cittadini. Questa inchiesta, con i suoi risvolti e addebiti, mette in luce l’importanza di vigilare e di rafforzare le pratiche di legalità, per restituire alla città la sua serenità e uno sviluppo sostenibile e trasparente. Castellammare di Stabia, come tante altre realtà del sud Italia, ha bisogno di una società civile forte e di un sistema giudiziario efficiente per vincere la sfida contro il crimine organizzato.
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