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Caos spiagge a Vico Equense: scattano i controlli della Guardia Costiera

(22/07/2026)

Dopo le polemiche social. Sanzioni per stop all'accesso al mare e parcheggio abusivo



Vico Equense - Il diritto al libero accesso al mare e alla battigia torna al centro del dibattito e delle operazioni di controllo lungo il litorale di Vico Equense. Nelle scorse ore, gli uomini della Guardia Costiera, in stretta cooperazione con il locale Comando di Polizia Locale, hanno fatto scattare una serie di verifiche mirate presso diverse strutture ricettive balneari del territorio.

I riflettori delle forze dell'ordine si sono accesi in particolare su uno stabilimento balneare finito di recente al centro di una dura bufera mediatica. La struttura era infatti salita agli onori della cronaca locale a causa di alcuni post pubblicati sui social network che denunciavano la limitazione all'accesso per i cittadini diretti alla battigia per la balneazione. Una vicenda che ha sollevato l'indignazione pubblica e che ha spinto il deputato Francesco Emilio Borrelli a effettuare un sopralluogo ispettivo sul posto per verificare la gravità della situazione. I controlli congiunti hanno confermato le irregolarità, portando all'elevazione di sanzioni amministrative nei confronti dei gestori. La contestazione riguarda la violazione dell’ordinanza comunale n. 163/2015, il provvedimento che norma la "disciplina delle aree in concessione per strutture balneari – libero e gratuito accesso alla battigia per attività di balneazione".

La disposizione del Comune richiama direttamente una normativa nazionale tassativa: l’articolo 1, comma 251 lettera e) della Legge Finanziaria 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n. 296). La legge dello Stato stabilisce infatti l'obbligo assoluto per i titolari di concessioni demaniali di garantire il transito libero e gratuito a chiunque voglia raggiungere il bagnasciuga, anche al solo fine di fare un bagno, vietando qualsiasi barriera o pretesa economica di ingresso.

Il blitz della Guardia Costiera e della Municipale ha però portato alla luce anche altre pesanti irregolarità all'interno della medesima struttura. Ulteriori provvedimenti amministrativi sono stati attivati per la gestione del parcheggio interno. L'area di sosta, affidata a una società terza, è risultata infatti priva della necessaria SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), in aperta violazione del DPR n. 480/2001, il regolamento che semplifica e disciplina le autorizzazioni per l’attività di rimessa dei veicoli. A completare il quadro delle illegalità accertate nel corso dell'operazione, gli agenti hanno individuato e sottoposto a sequestro due ciclomotori. I mezzi erano correntemente utilizzati da alcuni addetti della struttura per le mansioni quotidiane, ma sono risultati completamente privi della copertura assicurativa obbligatoria per legge.

L'operazione congiunta sul litorale di Vico Equense lancia un segnale chiaro: la tutela del demanio pubblico e il diritto dei cittadini di accedere liberamente al mare restano una priorità assoluta delle forze dell'ordine, pronte a colpire ogni forma di abusivismo commerciale o di privatizzazione indebita delle spiagge.

– Dalle denunce virali sui social network all’intervento sul campo delle forze dell’ordine. Si sono concluse con pesanti sanzioni amministrative e sequestri le verifiche condotte dalla Guardia Costiera e dalla Polizia Locale lungo il litorale di Vico Equense, dove i riflettori si sono accesi sul rispetto del diritto di accesso al mare e della legalità all'interno delle strutture ricettive balneari.

L'innesco del blitz: dal caos social all'ispezione
L'operazione congiunta è scattata a seguito del grande clamore mediatico sollevato nei giorni scorsi da diversi utenti sul web. Al centro della bufera un noto stabilimento balneare della zona, accusato dai cittadini di impedire il transito verso il bagnasciuga.

Le segnalazioni avevano spinto anche il deputato Francesco Emilio Borrelli a effettuare un sopralluogo sul posto. Un'attenzione mediatica che ha trovato immediato riscontro nei controlli sul campo eseguiti dagli uomini della Capitaneria e dai caschi bianchi.

Stop all'accesso al mare: scatta la multa
Durante l'ispezione, le forze dell'ordine hanno accertato il mancato rispetto delle norme che tutelano la fruizione del demanio marittimo, elevando un verbale di contestazione ai gestori dello stabilimento per violazione dell’ordinanza comunale n. 163/2015.

Il provvedimento locale recepisce una norma nazionale tassativa, la Legge Finanziaria 2007 (L. 296/2006, art. 1, comma 251, lett. e), la quale impone ai concessionari l'obbligo di garantire il passaggio libero e gratuito a chiunque intenda raggiungere la battigia, anche solo per fare un bagno, vietando qualsiasi barriera o richiesta economica d'ingresso.

Parcheggio abusivo e scooter senza assicurazione: le altre irregolarità
L'intervento ha portato alla luce un quadro normativo critico che andava ben oltre il semplice blocco dell'accesso alla spiaggia:

Parcheggio senza autorizzazione: L'area di sosta interna, data in gestione a una società terza, è risultata del tutto priva della prescritta SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), in aperto contrasto con il DPR n. 480/2001 sulla rimessa veicoli.

Mezzi irregolari: Gli agenti hanno scoperto e posto sotto sequestro due ciclomotori utilizzati dal personale della struttura per il lavoro quotidiano, entrambi sprovvisti della copertura assicurativa obbligatoria (RCA).

Il messaggio delle forze dell'ordine: L'operazione lancia una linea di fermezza sul territorio. Il rispetto delle concessioni demaniali, la trasparenza commerciale e la tutela del diritto dei cittadini al libero accesso alla battigia rimarranno sotto stretta vigilanza per l'intera stagione.

 






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