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Odissea concorso 2016, doveva finire un anno fa ma 30 commissioni devono ancora assegnare 1.648 posti

06/08/2017 - Sono quasi tutte afferenti alla scuola dell’infanzia e primaria. La notizia sembra paradossale, perché l’ex Ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, aveva promesso che si sarebbero concluse un anno fa per vedere in ruolo i primi vincitori già nel corso dell’estate scorsa. Invece non sono bastati altri 12 mesi per effettuare le prove scritte, l’orale e pubblicare le graduatorie. E, senza graduatoria approvata, sarà impossibile nominarne i vincitori. Siamo alla corsa contro il tempo: ci sono infatti solo settimane di tempo per evitare la beffa di vedere perse le assunzioni per un altro anno. Considerando che ci sono altri 10.770 posti persi, perché il numero di respinti, nelle altre commissioni, è stato superiore al numero dei posti messi a bando, la portata del problema diventa notevole. A riempire un po’ di posti delle immissioni in ruolo rimasti vuoti potrebbero allora essere gli esiti delle prove suppletive svolte a maggio per via delle esclusioni illegittime prodotte dal Miur, come quelle dei tecnico-pratici ripescati dal Tar grazie all’Anief. Ma poi c’è anche il problema dei posti liberi, perché a Viale Trastevere hanno dimenticato di metterli da parte o li hanno assegnati per altre esigenze. Marcello Pacifico (Anief-Cisal): L’ultimo concorso dei docenti della scuola pubblica è l’emblema del caos di cui è capace un’amministrazione scolastica che non segue i consigli di chi fa ed entra nelle scuole tutti i giorni. Avevamo indicato la strada da percorre, includendo tante categorie illegittimamente escluse. Come avevamo chiesto conferme sui numeri, chiedendo di mettere da parte i posti. Invece, non ci hanno dato ascolto. Ne è uscita fuori una selezione nazionale nata male e finita peggio, gestita anche stavolta con l’ausilio dei giudici.     Proprio nei giorni in cui vengono pubblicate le prime convocazioni da parte degli Ambiti territoriali per conferire le immissioni in ruolo del triennio 2016/18, in totale meno di 51mila, si scopre che ben 30 commissioni del concorso docenti 2016, quasi tutte afferenti alla scuola dell’infanzia e primaria, non hanno ancora terminato le operazioni. La notizia sembra paradossale, perché l’ex Ministra dell’Istruzione, Stefania Giannini, aveva promesso che si sarebbero concluse un anno fa per vedere in ruolo i primi vincitori già nel corso dell’estate scorsa. Invece le cose sono andate diversamente. Non sono infatti bastati altri 12 mesi per effettuare le prove scritte, l’orale e stilare le graduatorie. “Al 31 luglio – scrive la rivista Tuttoscuola - non si erano ancora concluse con l’approvazione della rispettiva graduatoria finale di merito (GM) 30 procedure concorsuali che mettono in palio 1.648 posti. E, senza graduatoria approvata, sarà impossibile nominarne i vincitori”. A questo punto, considerando che le assunzioni a detta del Miur dovranno svolgersi entro il prossimo 14 agosto, ci sono solo “due settimane di tempo per le nomine in ruolo, e due settimane per approvare le ultime graduatorie del concorso. È una corsa contro il tempo da parte delle commissioni di concorso e dei relativi Uffici scolastici regionali per consentire l’utilizzo di quelle GM per le nomine in ruolo 2017”. La stessa rivista specializzata rileva che “a tutto il 31 luglio di quest’anno, inoltre, risultano approvate altre 723 GM che saranno utili per le nomine in ruolo d’agosto: validità triennio 2017/1-2019/20, posti a concorso 40.618, coperti da virtuali vincitori 29.848 (73,5%), previsti vacanti 10.770 (26,5%)”. Pertanto, si conferma l’alto numero di cattedre che non potranno essere assegnate per mancanza di candidati. E siccome in non pochi casi, nelle stesse classi di concorso mancano anche i precari abilitati delle GaE, una parte delle circa 52mila immissioni in ruolo 2017 andranno sicuramente perse. Il numero, purtroppo, è destinato a salire. Anche per quanto riguarda le 30 commissioni ancora al lavoro, “sulla base dei risultati delle prove scritte, è già possibile anticipare che i vincitori (compreso il 10% di idonei) saranno in numero inferiore rispetto ai posti messi a disposizione nel bando”, scriveOrizzonte Scuola. A riempire un po’ di posti delle immissioni in ruolo rimasti vuoti potrebbero allora essere gli esiti delle prove suppletive svolte a maggio per via delle esclusioni illegittime prodotte dal Miur, come quelle dei tecnico-pratici ripescati dal Tar grazie all’Anief. Ma a distanza di un anno, quando il giovane sindacato parlò di “truffa”, c’è da fare i conti anche con la mancanza di cattedre, perché l’amministrazione ha fatto male i calcoli, avviando un concorso senza posti liberi, perché a Viale Trastevere hanno dimenticato di metterli da parte o li hanno assegnati per altre esigenze. In diverse classi di concorso, l’esiguità di posti è preoccupante: c’è il concreto rischio di vedere passare il triennio di validità di quelle stesse graduatorie senza che i vincitori e idonei possano venire assorbiti nei ruoli dello Stato e perderne pure la possibilità per decorrenza dei termini. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, “l’ultimo concorso dei docenti della scuola pubblica è l’emblema del caos di cui è capace un’amministrazione scolastica che non segue i consigli di chi fa ed entra nelle scuole tutti i giorni. Avevamo indicato la strada da percorre, includendo tante categorie illegittimamente escluse. Come avevamo chiesto conferme sui numeri, chiedendo di mettere da parte i posti. Invece, non ci hanno dato ascolto. Ne è uscita fuori una selezione nazionale nata male e finita peggio, gestita anche stavolta con l’ausilio dei giudici. Peggio di così – conclude il sindacalista – probabilmente non si poteva fare”.  



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