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La Polizia di Stato di Catanzaro - Misure cautelari per gli omicidi Torcasio e Matarasso

(31/10/2020)

La Polizia di Stato di Catanzaro, con il coordinamento dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Catanzaro, con il Procuratore Aggiunto dott. Vincenzo CAPOMOLLA e il Procuratore della Repubblica dott. Nicola GRATTERI, ha dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catanzaro nei confronti di DAVOLI Antonio, cl. 66, IANNAZZO Pietro, cl.75, IANNAZZO Vincenzino, cl.54 e CANNIZZARO Domenico, cl.66, in quanto ritenuti gravemente indiziati del concorso nel duplice omicidio di TORCASIO Giovanni, cl. 64 e MATARASSO Cristian, cl. 78, vittime di un agguato mafioso consumato a Lamezia Terme il 29 settembre 2000.

I destinatari del provvedimento cautelare, tutti esponenti di vertice delle cosche federate della ‘ndrangheta lametina, IANNAZZO - CANNIZZARO - DA PONTE, sono già detenuti, alcuni anche nel regime dell’art. 41 bis ord. pen., a seguito delle condanne riportate in relazione alla operazione “Andromeda”.

Le indagini degli agenti della Squadra Mobile di Catanzaro hanno permesso di ricostruire le fasi ideative ed esecutive del cruento fatto di sangue anche grazie alle dichiarazioni di diversi collaboratori di Giustizia, uno dei quali indagato per il medesimo delitto,  che hanno trovato puntuale riscontro negli accertamenti condotti, delineandosi il ruolo di IANNAZZO Vincenzino e CANNIZZARO Domenico, soggetti al vertice delle rispettive famiglie, quali mandanti dell’omicidio e di DAVOLI Antonio e IANNAZZO Pietro, quali esecutori materiali.

Il delitto veniva consumato al termine di un lungo inseguimento iniziato nel centro di Lamezia Terme e concluso, dopo circa 3 km, nei pressi del bivio Carrà Cosentino, allorchè i killer, DAVOLI Antonio e IANNAZZO Pietro, alla guida di una moto di grossa cilindrata precedentemente rubata, raggiungevano le vittime e li colpivano con numerosi colpi di pistola.

MATARASSO Cristian decedeva nell’immediatezza, mentre TORCASIO Giovanni, che aveva anche tentato una disperata fuga, moriva durante il trasporto in ospedale.

Il movente del duplice omicidio è stato ricostruito nella precisa volontà delle cosche confederate IANNAZZO e CANNIZZARO – DAPONTE di vendicare gli omicidi di IANNAZZO Francesco Cl. 51 e CANNIZZARO Giuseppe Cl. 38 e al contempo prevenire ulteriori azioni omicidiarie ai loro danni, desunti dal tentativo di TORCASIO Giovanni di rinforzarsi attraverso la ricerca, condotta all’epoca, di nuove alleanze criminali.






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