Reportweb intervista i manifestanti, poi a Roma scoppia la guerra.

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Una manifestazione pacifica sfociata in guerra civile. Per colpa di un gruppo di facinorosi, che ha attuato la strategia del terrore aggredendo gli stessi manifestanti pacifici, ed una responsabilità da parte delle forze dell’ordine che non ha intuito immediatamente la gravità del fatto, ha degenerato in un’occupazione delle principali arterie di Roma da parte di questi incappucciati, che hanno messo a ferro e a fuoco la città eterna.

Le parole di Draghi, hanno dato speranza a quei giovani arrivati nella capitale, per manifestare il loro dissenso in modo civile. Tuttavia pensionati,  precari, i senza lavoro, e tutti quelli colpiti dalla crisi del capitalismo, erano a Roma come in qualsiasi piazza del mondo a chiedere in perché; ma solo nella capitale è successo quello che è successo.

Chi di dovere si dovrà chiedersi, al netto degli scontri , perché in tutto il mondo c’è stata questa protesta? Poi , e relativamente in Italia, la manifestazione è sfociata in guerra?

Come al solito nel bel paese si è immensamente sottovalutato la potenza della rete, e la cosmopolita imbecillità degli incappucciate, i quali s’intrufolano in cortei dai contorni pacifici per veicolare violenze e stupidità.

Tutta l’Italia era presente a Roma, si manifesta principalmente per i figli e per il loro futuro, ci dice un cittadino della Sardegna.

Si va contro, non solo al premier Berlusconi, ma  ad una realtà che sta fagocitando tutto, complice una informazione venduta e completamente succube al “poterucolo” di turno, gli fa eco un alto manifestante.

Inoltre c’è chi mette la televisione sotto accusa. Ma le problematiche della protesta sono eterogenee, tutte con un fattor comune; la difficoltà in cui versano le famiglie, e la cronica mancanza di lavoro.

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